Guida pratica alla Copa America 2019

Siamo alle porte di una nuova edizione della Copa America, la competizione preferita degli appassionati di calcio sudamericano, e quindi anche quella di chi scrive. Di seguito troverete tutte le risposte alle vostre domande: info utili, curiosità, giocatori da seguire e tanto altro. Insomma, tutto ciò che vi serve sapere per affrontare al meglio le insonni nottate del prossimo mese.

1- Gironi, format, orari delle partite e dove vederle.

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Oltre ai 10 Paesi della Conmebol, ad ogni edizione della Copa America vengono invitate due nazionali. Quest’anno, in Brasile, toccherà a due asiatiche: Giappone e Qatar, che pochi mesi fa si sono sfidate nella finale della Coppa d’Asia, vinta per la prima volta dai qatarioti. Sarà la prima volta nella storia senza il Messico, che di solito si vedeva riservare una wildcard di diritto. Si qualificano ai quarti di finale le prime due classificate di ciascun girone e le due migliori terze, la peggiore delle quali incrocerà la prima del gruppo A o del gruppo B, a seconda del girone di appartenenza.

A partire dal 15 giugno, nel prime time italiano (ore 21) si giocheranno 6 partite dei gironi, due quarti, la finale per il terzo posto e la finale, quella vera (ore 22 del 7 luglio). Tutte le altre gare inizieranno in altre fasce orarie (01:00 e 02:30), ma non sarà certo questo a fermarci. In Italia, i diritti televisivi sono stati acquistati da DAZN, che trasmetterà tutte le gare in diretta. Quindi, se già non l’avete fatto, abbonatevi a DAZN, andate a casa di amici abbonati a DAZN, oppure andate direttamente in Brasile. Insomma, fate come volete.

Su cosa scommettere: sul buffering e sugli scatti di DAZN, sul mitico Stefano Borghi al commento, sul fatto che prima o poi vi addormenterete sul divano.

Su cosa non scommettere: sul fatto che andrete direttamente in Brasile.

2- Chi sono le favorite?

Sarebbe meglio chiedersi chi è LA favorita, dato che il Brasile, pur orfano di Neymar (infortunato, sostituito da Willian), ha una dose di talento di gran lunga superiore a tutti e gioca in casa. I bookmakers credono che saranno i verdeoro, il 7 luglio, ad alzare il trofeo, ma come sappiamo: nulla, proprio nulla, è scontato in Sudamerica.

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Tra gli uomini che sembravano sicuri del posto, il CT Tite ha deciso di escludere dalla lista dei convocati Marcelo, reduce da una brutta stagione, e Fabinho, campione d’Europa con il Liverpool. A causa della folta concorrenza in attacco, non faranno parte della squadra nemmeno Lucas Moura e Douglas Costa, mentre a centrocampo, rispetto al mondiale, escono Renato Augusto e Paulinho, due cardini del corso Tite fino a pochi mesi fa.

La probabile formazione vedrà come portiere titolare Alisson (col lusso di Ederson in panchina!), linea difensiva rigorosamente a 4, formata da Alves, Thiago Silva, Marquinhos (in vantaggio su Miranda) e uno tra Alex Sandro e Filipe Luis, mentre Eder Militao potrà tornare utile come backup sia da terzino destro che da centrale. A centrocampo il mediano sarà Casemiro, probabilmente affiancato da Arthur e Coutinho. Nei tre davanti, a maggior ragione dopo il forfait di Neymar, è tutta da decifrare la gerarchia degli esterni, con Richarlison e Neres favoriti per una maglia da titolare su Willian ed Everton, infine Gabriel Jesus e Firmino si alterneranno al centro. La rosa è un mix di esperienza e giovani esplosivi, dunque i presupposti per andare fino in fondo ci sono tutti.

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La seconda divisa del Brasile 2019. Una scelta vintage.

Va detto che i brasiliani qualche conto in sospeso col karma ce l’hanno. Ok, non vincono la Copa dal 2007 e il ricordo del Mondiale 2014, con quel famoso 7-1 incassato in semifinale, è ancora fresco. Ma tornando indietro nel tempo, è dal Mondiale 1950, sempre casalingo, che il Brasile non indossa la maglia bianca. Quella divisa venne bandita, si dice che portasse sfiga, semplicemente. Era la maglia indossata il giorno del Maracanazo, la sconfitta più tragica della storia calcistica brasiliana. A proposito, sapete mica dirmi dove si giocherà la finale quest’anno?

Su cosa scommettere: sulle parate di Alisson e sulla rinascita di Coutinho, dopo una pessima stagione al Barcellona.

Su cosa non scommettere: su ciò che sembra troppo scontato.

3- Come se la passano le altre due big storiche, Argentina e Uruguay?

L’albo d’oro parla chiaro: Uruguay 15, Argentina 14, Brasile 8 vittorie. Per questo è impossibile non includere le due nazionali rioplatensi tra le candidate al titolo, anche negli anni in cui, obiettivamente, partono dietro al Brasile.

In casa Uruguay, dopo il quarto di finale raggiunto in Russia, El Profe Tabarez continua col processo di ricambio generazionale, responsabilizzando giovani come Valverde, Bentancur, Torreira e la novità Saracchi, 21enne terzino sinistro del Lipsia. Volenti o nolenti, però, i condottieri della truppa Celeste saranno i soliti veterani: Suàrez che, ormai come ogni estate, stringe i denti nonostante gli acciacchi fisici, Cavani, Godìn, Muslera. L’identità dell’Uruguay è sempre la stessa: una squadra solida, ruvida, senza fronzoli e difficile da battere. Magari non saranno spettacolari, ma se nessuno vuole mai affrontare gli uruguagi, un motivo c’è.

Lato Argentina, è davvero difficile capire cosa sia lecito aspettarsi: per i bookmakers stiamo parlando della seconda favorita, ma è evidente che gli interrogativi sull’effettiva resa di questa squadra siano parecchi. Dopo il fallimento della gestione Sampaoli, la panchina è stata affidata, inizialmente ad interim, poi in maniera definitiva, a Lionel Scaloni, un allenatore con zero esperienza alle spalle (al massimo aveva ricoperto il ruolo di vice). Una scelta azzardata, si può dire, da parte della Federazione. Gli esperimenti provati in occasioni delle amichevoli primaverili non hanno dato grandi riscontri, ma è pur vero che una squadra si valuta quando le partite contano sul serio.

Ancora una volta (e la sensazione è che questa sia una delle ultime occasioni), sarà Messi a portare la croce, con la speranza diconsegnare all’ Argentina quel trofeo che manca da 26 anni. L’asso del Barcellona viene dall’ennesima stagione giocata a livelli clamorosi, stellari, con 51 gol e 22 assist in 50 partite. Il contesto in cui si dovrà calare in nazionale, sarà però ben diverso da quello blaugrana. Scaloni dovrà trovare dei partner (Lo Celso?) che possano dialogare tecnicamente con la Pulga, cercando così di creare delle alternative ai soli Messi e Aguero, sia per quanto riguarda la costruzione della manovra offensiva, sia in fase di finalizzazione, mentre gli inediti reparti di difesa e centrocampo sono tutti da scoprire (14 giocatori dei 23 convocati hanno meno di 15 presenze in nazionale!).

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La probabile formazione.

Il gruppo B è più complicato ed equilibrato di quanto possa sembrare, perciò il margine di errore è minimo, a partire dal match inaugurale con la Colombia. Come se già non ci fosse estrema carenza di centrocampisti, peserà l’assenza per infortunio di Exequiel Palacios, talentino del River che sembrava essersi guadagnato una maglia da titolare.

Su cosa scommettere: su partite spigolose e avare di emozioni dell’Uruguay; su partite da psicodramma dell’Argentina: il destino di questa squadra sembra dover passare inevitabilmente dalla sofferenza, nelle vittorie e nelle sconfitte.

Su cosa non scommettere: sulla solidità difensiva albiceleste.

4- Chi sono le possibili squadre rivelazione del torneo?

La Colombia (allenata da Carlos Queiroz dopo l’ottimo ciclo Pekerman) si presenta sempre con una rosa competitiva, e quest’anno non fa eccezione, quindi va ritenuta un gradino sopra le possibili sorprese, visti alcuni nomi di livello come James Rodriguez, Falcao, Cuadrado, Duvan Zapata, Barrios, Mina e Muriel.

Lo stesso discorso può essere fatto per il Cile, bicampione in carica, considerando anche l’edizione del Centenario. La Roja sembra aver già dato il meglio di sè, con diversi giocatori cardine (ad esempio Vidal) entrati nella fase calante della carriera e un Alexis Sanchez in forte dubbio, a causa di una ferita al piede, ma ciò non è sufficiente per far sì che il Cile venga snobbato.

Le selezioni che invece sono chiamate a confermare i recenti progressi e a mettere in mostra numerosi giocatori interessanti sono Perù, Paraguay e Venezuela.

I peruviani devono ancora digerire il boccone amaro del girone mondiale, non superato nonostante prove convincenti, inclusa quella contro la Francia campione. In particolare, il leader tecnico Christian Cueva ha da farsi perdonare il rigore fallito contro la Danimarca. Non viene da una grande stagione trascorsa tra Krasnodar e Santos ma nell’ultima amichevole contro il Costa Rica, pochi giorni fa, ha dimostrato di essere in forma, segnando un gol spettacolare.

Il peso dell’attacco sarà comunque in gran parte sulle spalle dell’eterno capitano Paolo Guerrero, 35 anni e altrettanti gol segnati in nazionale, mentre a completare il reparto non mancherà l’imprevedibilità di due esterni talentuosi come Jefferson Farfan e Andrè Carrillo.

Così come il Perù di Ricardo Gareca, anche il Paraguay è stato affidato ad una guida tecnica argentina. Si tratta di Eduardo Berizzo, allenatore protagonista di eccellenti stagioni al comando del Celta Vigo (col quale raggiunse una semifinale di Europa League), prima di attraversare un periodo buio sia sportivo, con l’esonero rimediato al Siviglia, sia sul piano personale, con la diagnosi del cancro, fortunatamente sconfitto. L’Albirroja, nonostante l’assenza di nomi altisonanti, sembra avere le carte in regola per impensierire Argentina e Colombia nel gruppo B. El Toto Berizzo infatti dispone di giocatori di buona qualità in difesa (Balbuena e Alonso), di esterni veloci (Iturbe e Derlis Gonzalez) e di una punta che ama giocare per la squadra come Santander, oltre al veterano Oscar Cardozo, al ritorno in Nazionale dopo quasi 10 anni. La stella, colui che dovrà legare i reparti e creare situazioni pericolose, è il trequartista Miguel Almiron, in forza al Newcastle.

Il Venezuela sta passando un momento tanto difficile politicamente quanto prospero dal punto di vista calcistico. Se le prime avvisaglie di una crescita del movimento risalgono a due anni fa, col sorprendente secondo posto al mondiale under 20, le conferme sono giunte con la netta vittoria per 3-1 contro l’Argentina, a fine marzo. Gran parte del merito va riconosciuta a Rafael Dudamel, coach di tutte le nazionali Vinotinto, dall’under 17 alla maggiore, capace di programmare uno sviluppo tecnico e di seguire i suoi giovani lungo il percorso. Il talento più scintillante è forse il portiere Wuilker Farinez, un ragazzo che arriva a malapena al metro e ottanta ma capace di interventi spettacolari come questi, ma vanno citati anche i centrocampisti Yeferson Soteldo e Yangel Herrera, quest’ultimo di proprietà del Manchester City, e l’esterno offensivo Jhon Murillo, anche se l’attrazione principale del parco è per forza di cose il tandem offensivo formato da Salomon Rondon e Josef Martinez, un passato anonimo al Torino prima di segnare 60 reti in 69 partite con l’Atlanta United, campione in MLS. Resta fuori dai convocati il promettente Jan Hurtado, un giocatore in grado di far saltare sulla sedia i telecronisti.

Guardare (e ascoltare) per credere:

Su cosa scommettere: sui gol di Martìnez e Rondòn e su un ultimo ruggito di Paolo Guerrero. Il Venezuela ci farà divertire, nel bene e nel male.

Su cosa non scommettere: sulla voglia di arrendersi del General, Tomàs Rincon.

5- I migliori video annunci dei convocati.

Il Venezuela punta sul suo movimento giovanile, e si vede anche da questo bel video, in un misto contrastante di tenerezza ed epicità:

In fondo, siamo un po’ tutti quel bambino che si porta la mano alla fronte per El General, o no?

La Colombia risponde con un video più cool ed esuberante, caratteristiche in cui in effetti si rispecchia il suo popolo:

Anche se, devo ammetterlo, arrivato a fine video non ero completamente sicuro di aver schivato il fosso del reggaeton.

Ah, mandiamo un saluto all’amico Bacca. Mi sono accorto solo ora della sua assenza. Buone ferie Carlos!

6- Perdere, e perderemo. Ecuador, Bolivia e le invitate.

I due giocatori più rappresentativi dell’Ecuador hanno dato l’addio alla nazionale, perciò mettiamoci il cuore in pace e rassegnamoci all’idea di non vedere lo Zar Noboa spiegare calcio a centrocampo e soprattutto Felipe El Pantera Caicedo bullizzare poveri difensori. Non resta che affidarsi ai Valencia: Antonio, pendolino instancabile del Manchester United, anche se in questa stagione è stato a lungo ai box, ed Enner, goleador della nazionale con 27 reti.

Fermi tutti: ogni volta che si nomina Enner Valencia non riesco a non pensare a quella volta in cui, per sfuggire alla Polizia, finse un malore in campo e si fece trasportare in ospedale, dove per legge non poteva essere arrestato. Enner in quel periodo era ricercato per non aver pagato gli alimenti alla ex moglie. Prendete i pop corn e mettetevi comodi:

Prima e ultima volta che si è vista la Polizia rincorrere un’ambulanza su una pista da atletica.

Inutile dirlo, ma servirà un’impresa ad Enner e compagni per battere Cile ed Uruguay. Già più alla portata un piazzamento come miglior terza, d’altronde il Giappone versione Copa America non sembra un colosso insormontabile.

Come da tradizione, infatti, le invitate alla Copa America sfruttano quest’occasione per sperimentare e lanciare nuovi giocatori (e poi volete mettere l’imbarazzo che si proverebbe in Sudamerica se vincesse una non sudamericana?!). Ebbene, dei 23 convocati giapponesi, ben 17 hanno zero (!) presenze in nazionale. Un record per la manifestazione, così come quello stabilito dall’età media, che si aggira intorno ai 22 anni. Gli unici 3 giocatori esperti sono Shibasaki, 27 anni e 34 presenze, il portiere Kawashima, 36 anni e 88 presenze, infine la punta Okazaki (lo ricorderete protagonista nel Leicester campione d’Inghilterra), 116 presenze e 50 reti in nazionale.

Leggermente più competitivo sembra essere il Qatar campione d’Asia, che si presenta con la miglior squadra possibile. D’altronde c’è un mondiale casalingo da preparare, e queste saranno un po’ le prove generali.

Segnaliamo il centravanti 23enne Almoez Ali, capocannoniere della Coppa d’Asia con 9 reti e, si dice, vecchio obiettivo di mercato del Milan targato Leonardo.

Un suo brutto gol nella finale vinta contro il Giappone:

Infine la Bolivia, squadra capace di battere chiunque, ma davvero chiunque, in casa, ai 3600 metri di La Paz (nell’edizione ospitata nel 1997 si arrese solo al Brasile, in finale, mentre nel 2009 sconfisse 6-1 l’Argentina!) e spesso vittima sacrificale fuori dai confini casalinghi. Ora, per quanto sia arduo identificare dei leader tecnici nella rosa boliviana, la figura della squadra è senza dubbio Marcelo Moreno, attaccante di origine brasiliana, con un passato non indimenticabile, va detto, in Europa, tra Shakhtar Donetsk, Wigan e Werder Brema. Attualmente milita nel campionato cinese, in cui ha segnato 47 reti in 87 partite. L’idolo dei tifosi è però Alejandro Chumacero (pronuncia: Ciumasèro), ribatezzato in patria Chumasteiger, per la somiglianza (fisica o calcistica decidetelo voi…) con Bastian Schweinsteiger. Gli appassionati di calcio si dividono in due tipologie: quelli che amano Chumasteiger e quelli che mentono.

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Chumasteiger

Su cosa scommettere: sul fatto che Chumasteiger vi entrerà nel cuore e sulle rovesciate di Almoez Ali.

Su cosa non scommettere: sull’effettiva riuscita delle rovesciate di Almoez Ali.

7- Le squadre sudamericane come tubi di Pringles.

-Brasile

-Argentina

-Colombia

-Uruguay

-Cile

-Ecuador

-Paraguay

-Bolivia

-Perù

 

-Venezuela

 

8- Test: quale giocatore sudamericano sei?

Domanda 1:

Sei al mare, ore 19:30. Cosa preferisci fare?

A) Aperitivo in spiaggia, occhiali da sole, musica, ragazze.

B) Camminata in riva al mare, mentre osservi il tramonto, a piedi nudi.

C) Surf/tuffi/nuoto, sfidi il mare in burrasca, consapevole che a quest’ora nessuno ti potrà salvare.

D) Vai a pesca, a bordo di una piccola barca, perchè non sopporti passare il tempo in maniera improduttiva.

E) Un bagno in piscina, perchè in fondo l’ultima cosa che ti interessa quando vai al mare, è esattamente il mare.

Domanda 2:

In vacanza, dove preferisci dormire/alloggiare?

A) Hotel 4 o 5 stelle, con SPA, piscina idromassaggio, sala benessere.

B) Baita di montagna/ rifugio. Ami la tranquillità e la bellezza della natura.

C) Ti addormenti nel tuo mezzo (auto, camper, ecc…) parcheggiato all’esterno di una discoteca, dopo la chiusura, ma ti risvegli all’aperto. Hai bevuto troppo, ti servono 12 ore per riprenderti, ma quando sei in vacanza vuoi provare emozioni forti.

D) In un bed & breakfast spartano, va bene anche in centro città. Sveglia alle 6.30, colazione e si riparte. Non c’è tempo per adagiarsi, nemmeno in vacanza.

E) Nella casa estiva di amici o parenti. Anche in vacanza, vuoi mantenerti a contatto con la tua famiglia, con le tue radici.

Domanda 3:

Qual è la tua vacanza ideale?

A) Riccione.

B) Isole Azzorre, paesaggio selvaggio e mozzafiato, circondato dall’Oceano Atlantico.

C) Australia, Mar dei Coralli, uno dei più belli del mondo. Anche uno dei più popolati da squali, ma non t’interessa.

D) Il cammino di Santiago de Compostela, in pellegrinaggio. Parti con una comitiva, ma arrivi a destinazione per primo, perchè ti fermi a dormire solo 4 ore a notte. La fatica non fa paura.

E) Viaggiare è bello, sì, ma meglio se si resta vicino a casa, magari in campagna o in collina.

Domanda 4:

Se il calcio fosse giocato da compositori/cantanti/band/musicisti o presunti tali, quale tra questi tridenti sceglieresti?

A) Thegiornalisti – Luis Fonsi – Pitbull

B) Johann Sebastian Bach – Radiohead – Sigur Ros

C) Van Halen – Megadeth – Tupac

D) Musica? Non la ascolto, non ho tempo da perdere.

E) Rino Gaetano – Pooh – Eros Ramazzotti. Giochi col modulo 883.

Domanda 5:

Qual è il giocatore che non può mancarti al fantacalcio?

A) Cristiano Ronaldo

B) Josip Ilicic

C) Mario Balotelli. Tutti, in fondo, speriamo in un suo ritorno in Italia.

D) Emiliano Moretti. Non ho tempo di fare aste, tanto lo prendo a 1.

E) Remo Freuler

Risultato quiz:

Maggioranza di risposte A: Sei Neymar. Odi perdere, anche a briscola. Ami la popolarità ed essere sempre al centro dell’attenzione. Segui le mode, ma vorresti che fossero loro a seguire te.

Maggioranza di risposte B: Sei Leo Messi. Hai fantasia creativa, sei generoso, raffinato, un po’ misterioso e pieno di sogni. Non sei vanitoso. Ritieni la timidezza una virtù, sai apprezzare la solitudine ma non ti neghi mai una birra con gli amici più intimi.

Maggioranza di risposte C: Sei un incrocio tra Gary Medel, magari non così brutto, e Arturo Vidal, magari non così tamarro. Non hai paura di nulla, nemmeno della morte. Ti piace vivere al limite, come se non ci fosse domani. Un cartellino rosso è sempre ben speso. Per i nipotini sarai sempre lo zio simpatico che fa gli scherzi ai matrimoni.

Maggioranza di risposte D: Sei Alejandro Chumacero, detto Chumasteiger. Sei un lavoratore ossessivo, non sai stare fermo. L’unica gioia della vita è la fatica, il resto è pura illusione. Sei un jolly: sai fare di tutto un po’ e la tua utilità è universalmente riconosciuta. Non hai tempo per guardare la Copa America, meglio se la tua squadra esce ai gironi.

Maggioranza di risposte E: Sei Diego Godìn. Sei umile, credi nei valori di un tempo, conduci una vita senza eccessi, lontano dai riflettori. Metti in secondo piano la gloria personale rispetto a quella dei compagni di squadra, perchè si vince e si perde insieme. Niente è più importante della tua famiglia.

9- Quale giocatore ha il soprannome più bello, e perchè proprio Paolo Guerrero?

In Sudamerica chiunque ha degli apodos, dei soprannomi. Quello di Paolo Guerrero è El Depredador, il Predatore, appellativo imponente che in effetti rappresenta il suo stile di gioco da famelico rapace dell’area di rigore.

Altri soprannomi fighi, oltre ai già citati El General Rincon e Chumasteiger:

La Foquita – Jefferson Farfan (Perù)

Celia Punk – Arturo Vidal (Cile)

El Bandido – James Rodriguez (Colombia)

El Ropero (l’armadio) – Federico Santander (Paraguay)

El Pajarito (l’uccellino) – Federico Valverde (Uruguay)

El Cabezòn – Renato Tapia (Perù)

Bolt – Luìs Advincula (Perù), uno dei giocatori più divertenti da vedere, nonchè, a quanto pare, il più veloce del mondo.

 

10- Fenomenologia dei gol di Radamel Falcao.

Athletic Bilbao – Atletico Madrid, finale di Europa League.

El Tigre scatta sul filo del fuorigioco, entra in area, punta l’inerme Amorebieta, se lo lavora per bene e poi scatena un sinistro a giro terrificante, sotto l’incrocio dei pali.

Epicità: 9/10

Strafottenza: 10/10

Glamour: 9/10

Istinto di sopravvivenza: 3/10

_________________________________

Manchester City – Monaco, Champions League (primo gol).

Con un altro movimento ad eludere il fuorigioco, Falcao stavolta sbuca alle spalle della difesa, sul secondo palo. Il tuffo plastico gli permette di depositare in rete con facilità. Spietato.

 

 

Epicità: 4/10

Strafottenza: 5/10

Glamour: 3/10

Istinto di sopravvivenza: 10/10

_________________________________

Manchester City – Monaco, Champions League (secondo gol).

Su un lancio in profondità tutto sommato innocuo, Stones sembra in vantaggio, ma Falcao è più rapido. Il colombiano mette il corpo tra pallone ed avversario, quando all’improvviso sterza e con un tocco di esterno destro manda al bar il difensore, che gira come una trottola prima di tentare l’intervento disperato in scivolata. Caballero fa qualche passo in avanti per chiudere lo specchio. Quel che segue è magia.

 

Epicità: 10/10

Strafottenza: 10/10

Glamour: 10/10

Istinto di sopravvivenza: 7/10

_________________________________

Cile – Colombia, qualificazioni mondiali.

Minuto 84. E’ il calcio di rigore che può mandare la Colombia ai Mondiali del 2014. Un errore farebbe disperare una Nazione intera.

Epicità: 10/10

Strafottenza: 1/10

Glamour: 0/10

Istinto di sopravvivenza: 9/10

11- QUIZ: Quanto conosci gli inni nazionali sudamericani?

Di seguito sono riportati alcuni versi tratti da alcuni inni nazionali sudamericani. Dovrete indovinare di quale inno si tratta.

Se il pegno di questa uguaglianza
riuscimmo a conquistar con braccio forte,
nel tuo seno, o Libertà,
sfida il nostro petto la stessa morte!

A) Inno cileno

B) Inno argentino

C) Inno brasiliano

————————————————

L’umanità intera,
Che tra catene geme
Intende la parola
Di chi morì in croce.

A) Inno paraguagio

B) Inno colombiano

C) Inno peruviano

————————————————

Quel che ieri si piegava schiavo
Libero infine e trionfante si vede
Libertà è l’eredità del coraggioso

A) Inno ecuadoregno

B) Inno brasiliano

C) Inno cileno

————————————————

Orientali, la Patria o la tomba,
Libertà o morire con gloria!

A) Inno uruguagio

B) Inno argentino

C) Inno paraguagio

————————————————

Cedette alla fine la fierezza spagnola
e oggi, oh Patria, la tua libera esistenza
è la nobile e magnifica eredità
che ci diede l’eroismo felice;

A) Inno ecuadoregno

B) Inno venezuelano

C) Inno boliviano

La battaglia di Ayacucho (Perù, 1824). Fu l’ultima battaglia della guerra ispanoamericana, che sancì la liberazione dal dominio spagnolo in Sudamerica.

Risposte: C-B-C-A-A

12- Cose che sperate di non dover vedere

-Byron Moreno;

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-Il buffering di DAZN;

Ma soprattutto:

-Un’altra cerimonia inaugurale con Pitbull vestito come a Venezia dopo un diluvio.

 

Bene, come tutte le guide anche questa ha una fine. Ora non resta che godersi la Copa America, la competizione in cui si mescolano un’epica, un sentimento e una passione che solo il continente sudamericano può regalare al calcio.

Ah, a proposito di Sudamerica, non dimenticate di prepararvi del buon caffè o il mate per restare svegli. Ci aspettano lunghe nottate davanti alla tivù.

Buona Copa a tutti!

di Luigi Favero

 

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