Il protagonista: Heung-min Son

Autore, nel match di ieri contro il City, della rete che è valsa la vittoria dei suoi nell’andata dei quarti di finale di Champions, Son Heung-min è l’eroe del giorno per i tifosi degli Spurs. Tuttavia, la carriera del talento sudcoreano classe ’92 ha rischiato, nei mesi appena trascorsi, di subire una pesante battuta d’arresto per motivi esterni al campo di gioco.

Sotto gli occhi di tutti sono ancora, infatti,  le lacrime del giocatore del Tottenham, dopo la sconfitta contro il Messico nella seconda giornata del girone eliminatorio dei mondiali russi della scorsa estate, che condannava la propria nazionale ad una eliminazione sicura

Seppur la delusione per una eliminazione dal torneo iridato sia una pesante sconfitta da mandare giù, il pianto del talento coreano, aveva ragioni ben più profonde e profondamente drammatiche, sportivamente parlando, tanto da mettere in discussione, appunto, la sua carriera.

In Corea del Sud, infatti, esiste ancora il servizio militare obbligatorio di almeno 21 mesi, da svolgere entro il compimento del 28esimo anno di età, Son Heung Min, oggi 26enne, non ha ancora risposto presente alla chiamata del suo Governo.

L’ala del Tottenham, dunque, rischiava di finire 21 mesi nell’esercito di Seul a 100 euro al mese, lui che ora ne guadagna 360mila al mese.

Ma cosa c’entra la sconfitta con il Messico?
Beh, il discorso è molto semplice; infatti, se è vero che il servizio militare è ancora obbligatorio, lo è altrettanto il fatto che si può essere esentati per meriti sportivi, come una qualificazione agli ottavi di finale di un mondiale.

Svanita questa possibilità a Son restava soltanto una ultima spiaggia: i Giochi Asiatici in Indonesia. Dopo mesi di ansia e paura, il tutto si conclude, per fortuna per Son (e per il Tottenham) con il lieto fine ed una vittoria in finale, per 2-1, ai tempi supplementari contro il Giappone. La coppa alzata al cielo da capitano ed una gioia incontenibile sfociano in un nuovo pianto, dal significato decisamente diverso, un pianto dal sapore dolce.

Una vittoria sportiva che ha significato tanto per il classe ’92, permettendogli di continuare quello che sa fare meglio, giocare a calcio, e diventare l’eroe di una notte di Champions, una notte da campioni.

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