Tennis – Primavera su terra: grande occasione per Fognini

Finito il primo quarto di stagione, con gennaio down under, febbraio tra Europa e Sudamerica e il Sunshine Double a marzo, ecco i due mesi di clay swing sulla terra rossa.
Osservando la classifica e i punti da difendere da qui ai prossimi due Slam, senza troppi nazionalismi è facile notare la ghiotta opportunità per Fabio Fognini di risalire in classifica. Fabio attualmente occupa la 18sima posizione del ranking ATP, due posti sotto Cecchinato e a 1200 punti dal n.10 Isner. Fino a dove possa arrivare il tennista ligure, non è dato saperlo: il talentuoso Fognini ci ha (purtroppo) abituato alle montagne russe per via di un certo suo approccio mentale dentro e fuori dal campo, evidenziato pochi giorni fa anche da sua moglie Flavia Pennetta su Sky Sport.

Osservando – e sicuramente l’avrà fatto anche Fognini – il ranking top25 riordinato togliendo i punti (tra parentesi) da difendere fino al Roland Garros e fino a Wimbledon, notiamo la grande opportunità per Fabio di risalire in classifica e (ri)conquistare primati.

Lasciando perdere i Fab3 e la posizione fino alla 8, in cui attualmente risiede Tsitsipas che potrebbe salire ulteriormente e/o lasciare il posto a qualche “nobile decaduto” o altro top mover, Fabio può prefiggersi come target la parte bassa della top10 o il miglioramento del suo best ranking (13°).
Se a ciò aggiungiamo che Cecchinato avrà una primavera difficilissima, con i tanti punti di Budapest e Roland Garros da difendere, anche il primato italiano è alla portata del ligure.

Nella classifica al netto dei punti fino al Roland Garros, tra i tennisti che sopravanzano il ligure per la lotta alle posizioni tra la 10 e la 13 solo Basilashvili, Bautista Agut e Coric prediligono più o meno la terra. Molti altri soffrono problemi fisici (del Potro, Isner, Monfils) o stanno avendo prestazioni inferiori alle attese (Schwartzman, Khachanov, Raonic e Cilic). Se l’appetito vien mangiando, un buon risultato già a Marrakesh metterebbe Fognini sulla giusta strada per tentare l’avvicinamento alla 12sima piazza al termine del Roland Garros, dalla quale attualmente (e solo sulla carta: il campo è altra cosa) lo separano 840 punti.

Fognini ha conquistato sette dei suoi otto titoli ATP sulla terra, ma nessuno in aprile o maggio: migliorare tale statistica è un altro obiettivo in vista dell’erba di giugno (e i teoricissimi 630 punti che lo separano dal best ranking post Wimbledon), superficie che non gli ha mai regalato molte soddisfazioni. I soli due titoli ATP mancanti a Fognini per eguagliare il record italiano detenuto da un tale Panatta dovrebbero essere un ulteriore stimolo per la stagione 2019.

Alla soglia dei 32 anni – li compirà a fine maggio – Fognini ha sicuramente fatto tutte queste considerazioni: la sua presenza in campo in 7 tornei nelle prossime 7 settimane ne è la conferma indiretta, a testimonianza della voglia di riscatto del taggiasco. Raggiungere uno qualsiasi dei traguardi qui sopra sarebbe un gran regalo a se stesso e ai suoi tifosi, magari con due atleti italiani in top20.

di Carlo Rosati (www.tiebreaktennis.it)

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