Le Promesse non Mantenute – Diego Buonanotte

Diego Mario Buonanotte Rende, o più semplicemente Diego Buonanotte, centrocampista argentino (con origini italiane) classe ’88, è uno dei calciatori che meglio incarna la definizione di “Promessa non mantenuta”. Indicato da molti come uno dei più interessanti talenti della coda del primo decennio del millennio, ha visto interrompere bruscamente la sua affermazione nel calcio che conta, la quale fin dagli inizi della sua carriera appariva inarrestabile.

Il classe ’88, infatti, ha fatto il suo esordio nel River Plate non ancora maggiorenne (17 anni), nell’aprile 2006, nella partita contro l’Instituto vinta per 3-1. Il suo primo gol, invece, è arrivato più di un anno  più tardi, il 30 settembre 2007 contro il Rosario Central.

Nel 2008 trascinò il suo River Plate alla vittoria del campionato di Clausura (all’epoca il campionato argentino era ancora diviso nei tornei di Apertura e Clausura), siglando una doppietta nella vittoria della penultima giornata, la quale regalò ai suoi, l’aritmetica certezza della vittoria finale.

La sua carriera prosegue spedita, tra ottime prestazioni e reti segnate, venendo anche convocato, da Sergio Batista, per partecipare al Torneo di Tolone 2009 con la selezione Under-19 argentina. In questo torneo riesce a segnare il suo primo gol con la maglia della nazionale (da calcio di punizione) arrivando anche a vincere anche il premio di Miglior giocatore.

Tuttavia, quella che si stava rivelando essere la sua migliore annata, finì nel peggiore dei modi.

Il 26 dicembre 2009, infatti, mentre era alla guida della Peugeot 307 di suo padre, fu vittima di un pauroso incidente stradale, nel quale persero la vita le tre persone che viaggiavano con lui. Il classe ’88, invece “se la cavò” con una contusione del polmone destro e fratture all’omero e alla clavicola.

Tornato in campo dopo il brutto episodio, la sua carriera prese dei binari ben differenti da quelli pensati.

Infatti, se nella prima parte della stagione, erano state ben 8 le reti segnate (22 totali dal momento del suo esordio in prima squadra), nel post incidente fu soltanto una, nelle 5 presenze totali, la rete siglata. Stesso discorso nell’annata seguente, la sua ultima col River, nella quale il ragazzo riuscì a mettere a segno soltanto e reti nelle 26 presenze totali.

Da qui il suo declino inarrestabile è coinciso con l’arrivo nel calcio europeo. In Europa, infatti, soltanto 2 le reti tra il gennaio 2011 ed il giugno 2014, con le maglie di Malaga prima e Granada poi (1 gol con ciascuna maglia). Neanche il suo ritorno in terra americana (in prestito) al prima Pachuca (Messico) prima e poi al Quilmes (Argentina) fruttò un cambio di rotta, con solo un gol siglato con questi ultimi, il 22 febbraio 2015 nel 2-2 contro proprio contro il suo River.

Numeri discreti, seppur lontani dagli scenari che tutti pensavano per lui, hanno caratterizzato la sua esperienza con la maglia dell’AEK Atene (con 13 reti siglate ed una coppa di lega vinta da capocannoniere, con 5 reti) prima dell’approdo alla sua attuale squadra, l’Universidad Católica. Con i cileni Diego ha messo a segno, fino a questo momento, più di 20 reti nelle oltre 70 presenze totali trovando a 30 anni la sua giusta, e fortemente ridimensionata, dimensione.

di Rocco Lucio Bergantino

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