Serie A – Il cambiamento del calcio italiano visto dal basso

Foto Andrea Staccioli / Insidefoto

Ponendo l’attenzione sulle ultime classificate dei vari campionati di Serie A, emergono spunti di riflessione ben più ampi e non soltanto riferiti alle squadre in questione, che raccontano di una progressiva evoluzione del nostro calcio.

In tal senso, prendiamo in considerazione tutte le squadre classificatosi all’ultimo posto della graduatoria*, incolonnandole in una ipotetica classifica basata sul numero di punti totalizzati.

L’arco di tempo preso in considerazione va dalla prima stagione a 20 squadre (2004-2005) alla scorsa.

Quello che emerge osservando la graduatoria finale, è che la maggior parte delle formazioni presenti nella prima metà di classifica (5 su 6), sono le “più datate” (cronologicamente collocate nell’arco di tempo che va dalla stagione 04/05 alla stagione 09/10) eccezion fatta per il Verona 15/16. Viceversa, le ultime classificate delle stagioni più “recenti”, occupano le ultime posizioni della nostra speciale classifica (in questo caso, l’unica eccezione è rappresentata dal Treviso 05/06).

Questo andamento non è da considerarsi casuale, ma pone le basi in molteplici fattori.
Innanzitutto, la questione che sta alla base, riguarda la profonda variazione che hanno subito le “piccole” della nostra Serie A nelle ultime stagioni; se prima, infatti, le società medio piccole erano delle vere e proprie “palestre” per giovani talenti, ora stanno sempre più prendendo le sembianze di “raduni” per calciatori ultra-trentenni in cerca di riscatto o, ancor più, a fine carriera. Per dimostrare ciò, prendiamo, a titolo esemplificativo, in considerazione l’età media delle due squadre che rappresentano gli estremi temporali dell’arco di tempo preso in esame.

Per quanto riguarda l’Atalanta 04/05, infatti, l’età media della rosa era di 24,2 anni, mentre per il Benevento 17/18 si arriva a 27,2 anni.

Andando anche ad osservare nello specifico le rose delle due squadre, emerge come la rosa bergamasca fosse ricca di grandi talenti come Pazzini, Montolivo e Consigli (all’epoca rispettivamente 20enne e 19enne e 17enne) mentre il Benevento, aveva in rosa giocatori nel maggiore dei casi ultratrentenni (Brignola una della pochissime eccezioni).
Questo fattore, conduce direttamente ad un altro aspetto di grande rilevanza, che emerge osservando le classifiche relative alle stagioni nelle quali militavano proprio l’Atalanta 04/05 ed il Benevento 17/18.

Per quanto riguarda la stagione 04/05, infatti, il totale dei punti messi insieme dalle prime 10 della classifica di Serie A, è di 595 punti (con una media di 59,5 punti per squadre); prendendo in considerazione il dato analogo relativo alla stagione appena conclusa, il totale dei punti arriva a quota 696 (con una media di 69,6).

Foto Cesare Purini / Insidefoto

Continuando in questa modalità di indagine e spostando la lente sulle squadre occupanti la colonna di destra, emerge come per quanto riguarda la stagione 04/05, il totale di punti messi insieme dalle 10 squadre è di 420 (con una media di 42 punti), mentre si ferma a 361 punti (con una media di 36,1) il totale relativo alle “ultime 10” della stagione 17/18.

Un netto aumento del divario tra “le prime” e “le ultime”, dunque, il quale non si palesa soltanto dal punto di vista dei punti totalizzati, ma si riflette direttamente sull’andamento delle singole partite dove, sempre più raramente, le “piccole” riescono a mettere in difficoltà e far risultato contro le grandi del nostro campionato.

di Rocco Lucio Bergantino

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