Pallone d’Oro: Ma veramente fate?

La notizia trapelata in questi ultimi giorni, secondo cui a giocarsi il Pallone d’Oro saranno Luka Modric, Kylian Mbappé e Raphaël Varane, ha suscitato non poche polemiche.

Partendo dalle osservazioni all’ordine del giorno ormai in tutti i TG sportivi di casa nostra, a destare maggior scalpore è stata l’esclusione di Cristiano Ronaldo.
Certo, il talento del portoghese è talmente grande da meritare sempre e comunque qualsiasi riconoscimento, ancor più alla luce di una stagione da urlo, con reti spettacolari (vedi rovesciata allo Stadium) culminata con la vittoria della Champions, tuttavia, in questo caso, permetteteci di dire che CR7 non è il principale attore dello “scandalo Pallone d’Oro”; infatti, nel leggere i nomi dei finalisti, genera enorme dispiacere (nel senso stretto del termine, per chi ama il calcio), non leggere il nome di quello che, a nostro modestissimo parere, doveva essere il maggiore candidato alla vittoria finale: Antoine Griezmann.

Analizzando i fatti, partiamo dicendo che siamo d’accordo riguardo la candidatura di Modric, in quanto ha messo in mostra un talento sopraffino con una stagione da sogno (Champions, secondo posto Mondiale e riconoscimento come miglior giocatore della rassegna iridata), così come non possiamo non esserlo riguardo quella di Mbappè (Campione di Ligue 1, Campione del Mondo e miglior giovane del torneo russo); tuttavia non ci sentiamo di condividere quella del difensore francese.

Certo, non sarebbe la prima volta di un difensore centrale vincitore dell’ambito premio, in quanto rappresentate della nazione Campione del Mondo (oltre che vincitore insieme ai suoi compagni della Champions), ma qui si parla di qualcosa decisamente diverso rispetto al Cannavaro 2006.

Il Pallone d’Oro nasce come premio individuale, che negli anni ha progressivamente subito l’influenza delle vittorie di squadra come importante coefficiente per l’esito finale. Tutto giustissimo, se non fosse in questo caso non ci sembra che le prestazioni del difensore siano degne di nota in tal senso.
Trattasi, infatti, di un giocatore tassello di una difesa del Real che non ha mai brillato per solidità (Sergio Ramos unico pilastro); stesso discorso per quel che riguarda la nazionale, con una Francia campione del mondo con sei gol subiti.

E Griezmann?

Beh, per la Petit Diable il discorso cambia totalmente.
Si parla di un giocatore che ha da sempre messo in mostra il suo infinito talento, che ha visto nella scorsa annata  la sua consacrazione. 32 le reti messe a segno nell’anno solare (con 18 assist serviti ai compagni), 6 delle quali nelle 8 partite di Europa League (torneo vinto con l’aggiunta del premio come miglior giocatore), e 4 nel Mondiale vinto (con 3 gol, di cui uno in finale, e 3 assist, nella fase ad eliminazione diretta). A questo, si aggiunge la vittoria della Supercoppa europea, contro il Real in estate.

Alla luce di tutto ciò, non vi sembra un profilo del quale i 173 giornalisti votanti, avrebbero dovuto prendere in considerazione, per l’assegnazione del premio griffato FRANCE Football?

La risposta appare ovvia, così come la domanda che ne consegue: signori carissimi, ma veramente fate?

di Rocco Lucio Bergantino

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