Buenos Aires, la Boca, il Boca e il River.

C’è un modo di dire in Argentina che recita così:

“I messicani discendono dagli aztechi, i peruviani dagli inca e gli Argentini dai barconi.”

Mai nessun’altra cosa è stata più veritiera di queste parole, sì perché l’Argentina insieme all’Uruguay sono gli unici stati con la maggior parte della popolazione di origine europea rispetto a quella autoctona.
Una miscela di gente proveniente da Russia, Inghilterra, Spagna, Germania, Turchia e sopratutto Italia, di fatti i nostri “cugini” più prossimi non sono i transalpini o gli iberici, ma sono proprio gli argentini.
La diffusione del calcio in Argentina risale molto probabilmente ai tempi dello sbarco degli inglesi in sud america alla fine del diciannovesimo secolo, quando nell’addentrarsi nel Rio de la Plata, hanno contribuito alla diffusione dello sport della palla di cuoio.
Da qui è divenuta una passione in continuo crescendo, qualcosa caratterizzato non solo dall’aspetto ludico ma soprattutto influenzato dal senso di appartenenza all’interno di grandi centri come quello di Buenos Aires.

genovesi-a-buenos-aires

Genovesi a Buenos Aires

A Buenos Aires la maggior parte della popolazione era di origine italiana, soprattutto da Genovesi. Questi popolavano un quartiere in particolare della città, un quartiere che col tempo diventerà tipico per le sue costruzioni e i suoi colori grazie proprio alla presenza degli Xeneizes, parola che deriva dalla deformazione dell’eponimo Genovese, in ligure Zeneize. Quartiere che situato alla bocca del’affluenza del fiume Riachuelo nel Rio de la Plata prenderà il nome di Boca.

 

downloadQuando parliamo di Boca, prima di parlare di quel club dai colori gialloblu, bisogna parlare di quando nel 1901 dei giovani ragazzi iniziarono a giocare a calcio e ad ipotizzare la nascita della Juventud Boquense. Ma dato che gli il nome non convinceva molti di loro, decisero di chiamarsi Rosales in onore di un veliero che affondò. Successivamente il Rosales decise di unirsi con il Santa Rosa così formando il River Plate, il cui nome sarebbe stato ispirato dalla traduzione di Rio de la Plata posta su di una cassa di una nave inglese.

 

imagesPoco dopo nel 1905 mentre dei giovani marinai genovesi discutevano su che colore dovevano essere le divise del loro club de futbol, uno di loro decise di risolvere la questione proponendo di andare al porto dove avrebbero trovato il compromesso. “Andiamo al porto e vediamo la prima nave che passa” queste le parole di uno di loro, al porto ci andarono e la prima nave che passò portava in alto la bandiera svedese, e quindi da li in poi il giallo e il blu sarebbero stati i colori sociali del Boca Juniors.

Naturalmente due squadre in uno stesso quartiere fecero nascere rivalità. Sì ma non pariamo di una semplice rivalità per la conquista della Boca, una rivalità di quartiere.
Si venne a creare una rivalità che trascendeva da quella territoriale, nel tempo il fuoco di questo confronto incendiò l’intera Buenos Aires e l’Argentina tutta.
Tutti sapevano e volevano sapere della rivalità tra los Millonarios e los Bosteros, chi vinceva la partita diventava il padrone del barrio.

1982416-41643816-640-360

“River/Boca”

Come avveniva in quegli anni nei paesi in via di sviluppo, anche in Argentina l’economia fece si che i ricchi diventassero più ricchi e i poveri restassero tali. E da qui possiamo spiegare come nasce l’appellativo di Millonarios e Bosteros, quindi qualcosa di più di una semplice rivalità calcistica. Ma dei due chi rimase fedele alla boca furono solo quelli del Boca, perché i più ricchi del River decisero di trasferirsi e costruire il proprio stadio (el Monumental) nel quartiere Palermo a nord della città.

Nonostante tra queste due squadre si annoverano nomi di caratura mondiale che hanno fatto la storia del calcio come Maradona e Passarella, i giocatori che si distinsero ed entrarono nella storia del Superclasico furono altri.
Per esempio il giocatore più letale per il Boca fu Angel Labruna che castigò il Boca Juniors con 16 reti diventando il giocatore che ha messo a segno più reti nel derby di Buenos Aires, un vero e proprio incubo per la Bombonera.
Poi c’è stato anche chi grazie ai suoi gol è diventato il coro dei tifosi di casa alla Bombonera oltre ad essere idolatrato dagli Xeneizes, si tratta del brasiliano di Paulo Valentim.

“Tim, Tim, Tim… gol de Valentim” cantava la gioiosa Bombonera.

Così come chi è stato sempre fedele alla banda roja per ben 35 superclasicos come Reinaldo Merlo verrà ricordato per essere il giocatore più presente con la stessa camiseta.
E poi c’è chi ha peccato di alta infedeltà, glielo avranno perdonato i tifosi del River a Batistuta e Caniggia l’aver vestito la maglia gialloblu?

E se una delle due dovesse giocare in una finale continentale o intercontinentale? Poco importa, non importa che una squadra argentina vinca, l’importante è che non vincano i rivali.
Infatti quando negli anni ’60 il River perse la finale di Copa Libertadores contro il Club Atletico Peñarol di Montevideo, la finale non l’avevano vinta solo gli odiati cugini uruguaiani, ma la avevano persa las gallinas, i polli del River!

Stessa sorte toccò al Boca quando dovette affrontare il Real Madrid nel 2000 sempre in una finale intercontinentale. In quella occasione i tifosi del River comprarono tutti le magliette del Real Madrid, solo che in quella finale furono smentiti da el hombre de la pelicula, San Martin Palermo.
“El orgullo nacional” non esiste se di mezzo c’è la disfatta di una o l’altra.

Ogni volta che si disputa un Superclasico la capitale si ferma insieme a tutta l’Argentina, tutta la nazione si divide tra i colori giallo-blu e bianco-rossi che invadono Buenos Aires dopo i 90′ del match più seguito al mondo. Non si esagera definendo questo derby come quello più seguito al mondo, non a caso nel 2004 vedere un Superclasico per The Observer era al primo posto delle cose da fare prima di morire.
Hasta el próximo clasico… sperando di non morire prima!

boca-river

di Andrea Danuzzo

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...