Ritmo Latino – Al via le semifinali di Libertadores

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Entra davvero nel vivo la fase finale della Copa Libertadores 2018, e lo scenario delineatosi è il migliore che ogni appassionato si potesse augurare. Le quattro squadre più forti del Sudamerica, infatti, si affronteranno in un doppio Argentina-Brasile che promette emozioni a non finire. Le partite d’andata si disputeranno entrambe a Buenos Aires nelle notti di mercoledì (River Plate-Gremio) e giovedì (Boca Juniors-Palmeiras).

PREVIEW RIVER PLATE-GREMIO

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Gallardo, allenatore del River.

Il River, unica imbattuta del torneo in corso, spera di ripetere le gesta di tre anni fa, quando, sempre con Gallardo in panchina, vinse la Libertadores sconfiggendo i Tigres. Rispetto ad allora, i millionarios sono una squadra rivoluzionata negli interpreti ma che basa il suo gioco sempre sugli stessi principi, dando la precedenza alla solidità difensiva (con la gentile collaborazione di Franco Armani, per distacco il miglior portiere del Sudamerica) e alla compattezza di squadra rispetto ad una manovra offensiva non particolarmente elaborata ma invece diretta e resa efficace grazie alle spiccate qualità degli attaccanti del 4-3-3 di riferimento. In genere, i due attaccanti a supporto della prima punta non sono esterni ma, al contrario, giocatori che amano stringere le rispettive posizioni per combinare in spazi stretti sulla trequarti. Nel quarto di finale di ritorno contro l’Independiente, ad esempio, ad agire alle spalle di Pratto erano Santos Borrè e Scocco, due giocatori che vedono molto la porta, garantendo così efficienza offensiva pur senza attaccare con molti uomini. Se il Pity Martinez, infortunatosi nell’ultimo Superclasico, non sarà della partita, potrebbe invece guadagnarsi una maglia da titolare Juan Fernando Quintero, che dopo aver visto la sua carriera rilanciarsi grazie ad un buon mondiale con la Colombia, si sta confermando come uno dei più positivi in casa River.

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Luan, la stella del Gremio.

Al Monumental arriveranno però i campioni in carica del Gremio, che sognano uno storico back to back e possono concentrarsi unicamente sulla Copa, essendo quinti e attardati di dieci punti rispetto alla vetta del Brasileirao, a otto giornate dal termine del campionato. Dopo aver perso il suo miglior giocatore in estate (Arthur, andato al Barcellona), il Tricolor ha sconfitto l’Estudiantes solo ai calci di rigore negli ottavi di finale e ha demolito la sorpresa Atletico Tucuman nei quarti con un roboante 6-0 complessivo. La squadra allenata da Renato Portaluppi esprime un gioco gradevole e armonico, basato su un 4-2-3-1 con tanta qualità in mezzo al campo, dove il veterano Cicero fa da cervello, e in attacco, dove la stellina 22enne Everton (già 14 gol in stagione) fa da spalla al falso nueve Luan, ex giocatore di futsal e miglior giocatore della scorsa Libertadores. Altro punto di forza del Gremio è la coppia centrale Kannemann-Geromel che guida la miglior difesa del Brasileirao, alla pari con quella del Palmeiras.

PREVIEW BOCA JUNIORS-PALMEIRAS

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La Bombonera si prepara a tremare…

Il Palmeiras è un avversario che rievoca dolcissimi ricordi nelle menti dei tifosi Xeneizes (fu epico il trionfo ai calci di rigore, nella finale di ritorno dell’edizione 2000 proprio contro sul campo del Verdao). Il Boca stellare dei vari Riquelme, Schelotto, Palermo, Battaglia, ecc… vinse la Libertadores altre tre volte nelle successive sette edizioni, e la nuova generazione di giocatori, di cui Schelotto è oggi l’allenatore, ha una grande occasione per mettere fine all’astinenza che dura da quel lontano 2007. Il momento a dire il vero non è dei migliori: alcuni dei giocatori chiave (Tevez, Pavòn e Benedetto su tutti) non stanno attraversando un gran periodo in quanto a rendimento e, aldilà di questo, c’è il rischio che il Superclasico perso alla Bombonera possa aver lasciato qualche strascico a livello mentale. Uno dei difetti strutturali più evidenti del Boca è il poco filtro che il centrocampo riesce a fare per impedire agli avversari di creare occasioni pericolose. Il 4-4-2/ 4-2-3-1 di Schelotto spesso appare vulnerabile e proprio una maggiore densità in mezzo potrebbe essere uno degli aggiustamenti tecnici per affrontare il Palmeiras, che in questa edizione ha sempre vinto fuori casa (cinque volte su cinque, di cui una proprio alla Bombonera nella fase a gironi). Da valutare anche la spinosa questione portiere: il titolare Andrada è infortunato di lungo corso, e il vice Rossi non ha saputo dare garanzie al punto che la società ha ritenuto opportuno tuffarsi sul mercato, mettendo sotto contratto Carlos Lampe, estremo difensore della nazionale boliviana.

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Miguel Borja, capocannoniere della Copa Libertadores.

Lato Palmeiras, la corazzata di Scolari è ancora in corsa su tutti i fronti, essendo in testa al Brasileirao, e arriva alla semifinale col Boca, almeno sulla carta, leggermente favorita. La stella, nonchè il riferimento offensivo del Verdao è il centravanti colombiano Miguel Borja, capocannoniere della Libertadores con 9 reti segnate, abile a sfruttare l’elevata mole di gioco creata dai tre trequartisti del 4-2-3-1: Lucas Lima, Dudù e Willian. A dare equilibrio alla formazione iper offensiva di Scolari è la cerniera di centrocampo formata da due vecchie conoscenze della Serie A italiana: Bruno Henrique e Felipe Melo, come sempre sostanzioso e squalificato nella semifinale d’andata per il rosso diretto ricevuto nell’ultimo turno. Anche il reparto arretrato può contare su uomini d’esperienza, in particolare sull’usato sicuro di Edu Dracena e Weverton, uno dei migliori portieri del Brasile. Palmeiras e Boca si affacciano a questa super sfida in stati di forma opposti, ma se c’è una cosa che ci ha insegnato questa meravigliosa competizione, è proprio il fatto che ogni apparente gerarchia può essere ribaltata in qualsiasi momento.

di Luigi Favero

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