10 domande sull’Europa League 2018/2019

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Dopo una due giorni di fuoco in Champions League, tra rimonte incredibili ed espulsioni illustri, riparte la competizione più pazza del calcio europeo: è tempo di Europa League e qui nessuno vuole che arriviate impreparati a stasera.

Se non avete ben chiaro chi vi partecipa, gli accoppiamenti dei gironi, su quale squadra puntare per la vostra schedina o semplicemente se volete farvi belli davanti ai vostri amici commentando i nuovi acquisti del Siviglia, allora siete nel posto giusto.

1- Quale squadra italiana andrà più lontano nella competizione?

Al netto di eventuali Inter o Roma declassate dopo un terzo posto nel girone di CL, la Lazio ad oggi sembra quella con l’organico più completo e con maggiori alternative di livello per fare rifiatare i titolari (sì, anche quest’anno per le italiane la priorità sarà il campionato, cosa credevate?!). Questo Milan sembra ancora distante dall’assimilare il ritmo di gioco richiesto in Europa e dall’essere pronto per affrontare con ambizioni di vittoria questa competizione, quindi a meno che Cutrone non segni 2 gol ogni giovedì, sarà difficile andare oltre gli ottavi di finale raggiunti l’anno scorso. Se poi, nelle partite che conteranno, dovesse giocare Higuaìn, le prospettive potrebbero cambiare.

2- Quale italiana ha il girone più complesso?

La Lazio. L’Eintracht, nonostante abbia perso la sua guida tecnica Kovac e alcuni giocatori decisivi nella scorsa trionfale annata (culminata col trionfo in Coppa di Germania) tra cui Kevin-Prince Boateng, resta una mina vagante, mentre il Marsiglia allenato da Rudi Garcia è fresco finalista dell’ultima edizione, quella vinta dall’Atletico. L’Apollon Limassol è la cenerentola del gruppo e non dovrebbe creare problemi, ma è pur sempre superiore ai lussemburghesi del Dudelange, inseriti nel gruppo del Milan dopo una storica qualificazione alla fase a gironi. Completano il gruppo F l’Olympiacos e il Betis Siviglia, squadra allenata dall’ottimo Quique Setièn e che potrebbe nascondere diverse insidie, rinforzatasi con gli acquisti di William Carvalho e Giovani Lo Celso in mezzo al campo.

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La sede del Dudelange: un piccolo ufficio, con un solo impiegato che si occupa di tutto, accanto ad un kebab (twitter.com)

3 – Vincerà ancora una spagnola? Ma soprattutto: sarà il Siviglia, per la milionesima volta?

Mi sbilancio e dico NO. Quest’anno l’Atletico non scenderà dalla Champions all’Europa League, mentre il Siviglia, dopo un anno travagliato, con 3 allenatori cambiati (tra cui Montella) riparte da Pablo Machìn e dal suo 3-4-3. I nuovi acquisti sarebbero anche molto interessanti: il portiere Vaclik, ex Basilea, l’ala destra Quincy Promes (che ha forse il nome più bello di questa Europa League) proveniente dallo Spartak Mosca, Andrè Silva, pronto a segnare raffiche di gol per dimostrare che al Milan si sono sbagliati, il giovane difensore ivoriano Gnagnon e il mediano Amadou. Le due squadre di Siviglia possono contare su due ottimi allenatori e un grande potenziale, ma sembra difficile andare oltre una semifinale. Il Villarreal, invece, parte qualche posizione indietro. Per il sottomarino giallo prevediamo una competizione senza infamia e senza lode.

4- Ma allora, chi sono i favoriti?

E’ inutile dirlo ora, tanto le terze classificate nei gironi di Champions League rimescoleranno le carte della competizione. Ad oggi, il Chelsea rappresenta una seria candidata, anche se occorrerà verificare in che situazione si troverà a maggio, ovvero se sarà ancora in corsa per vincere la Premier e se quindi Sarri deciderà di impiegare l’undici tipo anche il giovedì sera.

5- Di quali pionieri della competizione sentiremo la mancanza?

Ci mancheranno sicuramente i gol di Aritz Aduriz, capocannoniere della scorsa edizione, non essendosi qualificato con il suo Athletic, così come ci mancheranno le vivaci serate di Plzen, in cui Michal Krmencik ci ha più volte ricordato come la riproduzione di centravantoni cechi con problemi di calvizie (il cui archetipo è Jan Koller) sembra un processo destinato a durare in eterno. Oggi Krmencik è salito al piano superiore e sta guidando il suo Viktoria lungo il tortuoso cammino della Champions League. Ma mai dire mai (suvvia, stiamo un po’ tutti tifando per il terzo posto del Viktoria Plzen).

Ah dimenticavo: ci mancherà la campagna europea dell’Atalanta. Ci mancherà tutta.

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NO Krmencik NO party

6- Chi è il giocatore più da Europa League dell’Europa League?

Lazaros Christodoulopoulos. Ed è anche bello da dire.

7- Quali sono le partite assolutamente da vedere?

La migliore risposta a questa domanda sarebbe TUTTE, ma se proprio vogliamo selezionarne alcune direi che RB Lipsia – RB Salisburgo, il derby della RedBull, in programma alla prima giornata, oltre ad avere un fascino molto antinostalgico, potrebbe regalarci diversi momenti Europa League*. Sogno anche un incrocio Celtic-Rangers nella fase ad eliminazione diretta: un Old Firm in campo europeo sarebbe davvero un evento di cui varrebbe la pena essere testimoni. E tutte le partite del Dudelange, ovviamente.

*momenti Europa League = rovinosi ed immotivati errori difensivi che aprono irrimediabilmente il campo agli avversari, ma anche esaltanti eurogol di gente da cui non ti aspetteresti nemmeno uno stop fatto bene.

8- Quali sono le squadre possibili rivelazioni del torneo?

Come detto sopra, non va sottovalutato il Betis Siviglia, che mette in campo un gioco molto propositivo e può contare su interpreti di buon valore. Aggiungerei il Besiktas perchè alla fine ha sempre lo stadio più caldo e giocatori d’esperienza come Quaresma, Babel, Pepe e Medel. Inoltre mi piace credere che Karius verrà eletto miglior portiere della competizione. Ah sì, e poi c’è Ljiajic. Volete mettere una rissa con protagonisti Ljajic, Pepe e Medel nel catino del Vodafone Park?

9- Chi sarà la squadra che metterà in mostra i migliori giovani? Insomma, chi sarà il Salisburgo dell’anno scorso?

So che va contro lo spirito stesso della domanda, ma dico……[rullo di tamburi]…..il Salisburgo! L’età media della rosa non arriva a 24 anni, e il centrocampo tutto fosforo e polmoni Haidara-Samassekou-Schlager (62 anni in 3) è sufficiente per giustificare la risposta.

10- Ma allora, volete dirceli o no i giocatori da seguire???

Pronti! Eccone dieci in formato lista della spesa (perchè sì, è a tutti gli effetti una lista della spesa):

Joris Gnagnon (Siviglia, difensore centrale, 1997)

Giovani Lo Celso (Betis, centrocampista, 1996)

Kai Havertz (Leverkusen, trequartista, 1999)

Leon Bailey (è ancora qui??? Leverkusen, ala, 1997)

Jean-Kevin Augustin (Lipsia, attaccante, 1997)

Mattèo Guendouzi (Arsenal, centrocampista, 1999)

Pablo Fornals (Villarreal, centrocampista, 1996)

Ismaila Sarr (Rennes, ala, 1998)

Duje Caleta-Car (Marsiglia, difensore centrale, 1996)

Sander Berge (Genk, mediano, 1998)

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Kai Havertz, gioiello del Leverkusen.

…e buona Europa League a tutti!

 

di Luigi Favero

 

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