EDITORIALE – DiFra-Spalletti: urge cambio marcia

Il weekend di Serie A ci ha regalato molti spunti di interesse sui quali porre l’attenzione. Dalla vittoria del Napoli grazie al figlio partenopeo Insigne, a CR7 che finalmente ha regalato ai propri tifosi le prime reti in maglia bianconera, a spiccare (in negativo) è tuttavia il duo Inter-Roma, personificate nei propri allenatori, Spalletti e Di Francesco.

Le due squadre, sono apparse in difficoltà, anche se secondo dinamiche differenti.

Da una parte, l’Inter è stata incapace di concretizzare il dominio territoriale messo in mostra contro il Parma, arrivando a subire la rete del ko nella coda del match; dall’altra una Roma a due volti, con un primo tempo concluso in vantaggio di due reti, ed una seconda frazione praticamente non giocata, culminata nel pareggio clivense, rimasto tale grazie soltanto al miracolo di Olsen su Giaccherini, allo scadere.

Se da una parte, Spalletti sembra aver ben chiaro il disegno tattico con il quale vestire la propria squadra, dall’altra Di Francesco, dopo un mercato che ha avuto il sapore di una mini rivoluzione, sta ancora cercando la via giusta ruotando gli uomini e variando lo schema di gioco, senza aver ricevuto ancora risposte confortanti.

Entrambi, dunque, si ritrovano a gestire momenti difficili, con un impegno importante come la Champions, alle porte.

Dal canto suo, il tecnico nerazzurro ha dalla propria parte il fattore ambientale, con i tifosi che, seppur preoccupati per l’avvio di campionato rallentato, hanno fiducia in una squadra ricca di talento. Di contro, invece, DiFra deve fare i conti con un ambiente infelice, un entusiasmo ai minimi storici ed una malessere generale generato dalla campagna acquisti, a detta dei tifosi, che ha fortemente destabilizzato l’integrità tecnico tattica della rosa (con le cessioni di Alisson, Nainggolan e Strootman).

Nessuno sa come si evolveranno i cammini delle due squadre, quel che è certo è che seppur ancora a metà settembre, Luciano ed Eusebio hanno già tanti problemi da risolvere.

di Rocco Lucio Bergantino

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