Russia 2018 – Il Brasile delle stelle a caccia del sesto titolo

Come ad ogni Coppa del Mondo, anche ai nastri di partenza di Russia 2018, il Brasile si presenta con tutte le carte in regola per essere una delle principali candidate ad alzare il trofeo. Sarebbe una prima volta eventualmente, visto che nessuna sudamericana, da quando il torneo si disputa col formato attuale, ha mai vinto in Europa.

La selezione verdeoro quest’anno sembra sicuramente più completa e qualitativa di quella protagonista dello sciagurato mondiale casalingo, in cui pur raggiungendo non senza difficoltà la semifinale, subì una fragorosa sconfitta nel famoso Brasile-Germania 1-7. A disposizione del CT Tite, che ha ben impressionato vincendo le qualificazioni con un punteggio record, una rosa di grande talento ed esperienza, con tanti giocatori reduci da stagioni entusiasmanti in molti dei campionati europei (Alisson e Douglas Costa in Italia, Marcelo, Casemiro e Paulinho nella Liga spagnola, Jesus e Firmino in Premier, su tutti), oltre ovviamente alla superstar Neymar, che sta recuperando con calma dall’infortunio che gli ha fatto perdere il finale di stagione. Se nello scorso mondiale però Neymar era diventato quasi la luce nel deserto del Brasile (si vedano infatti i risultati in semifinale e nella finalina persa con l’Olanda), la spedizione russa sembra invece poter contare su un supporting cast di qualità assoluta (non indimenticabili le performance di David Luiz, Luiz Gustavo o Fred quattro anni fa), e non è assurdo pensare che il Brasile sarebbe tra le favorite anche con l’asso del PSG a mezzo servizio.

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immagine tratta da raisport.rai.it

I 23 convocati:

Portieri Alisson (Roma), Ederson (Man City), Cassio (Corinthians)

Difensori Thiago Silva (PSG), Miranda (Inter), Marquinhos (PSG), Geromel (Gremio), Marcelo (Real Madrid), Danilo (Man City), Filipe Luis (Atletico Madrid), Fagner (Corinthians)

Centrocampisti Casemiro (Real Madrid), Fred (Shakhtar Donetsk), Paulinho (Barcellona), Renato Augusto (Beijing Guoan), Fernandinho (Man City), Willian (Chelsea), Coutinho (Barcellona)

Attaccanti Neymar (PSG), Gabriel Jesus (Man City), Firmino (Liverpool), Douglas Costa (Juventus), Taison (Shakhtar Donetsk)

Leggendo la lista, la parola che viene in mente è abbondanza: in ogni ruolo ci sono due alternative di altissimo livello, escludendo lo spot di terzino destro, che sarebbe dovuto essere di proprietà di Dani Alves, infortunatosi gravemente al ginocchio in finale di Coupe de France. A destra toccherà probabilmente a Danilo, reduce da una stagione da riserva nel Manchester City, ma giocatore di buona affidabilità. Stupisce ma fino ad un certo punto la non convocazione di Alex Sandro, deludente per grandi tratti della sua annata juventina (Allegri gli ha addirittura preferito Asamoah in diverse occasioni), in un ruolo comunque coperto alla grande da Marcelo e Filipe Luis in Nazionale.

A centrocampo tantissime le alternative, ma i due mediani dovrebbero essere Fernandinho e Casemiro, con Paulinho (nel 4-3-3 classico) o, con caratteristiche diverse, il compagno nel Barcellona Coutinho (nel più sbilanciato 4-2-3-1) a fare da incursore come vertice alto. Meritata anche la chiamata di Fred, esploso definitivamente nello Shakhtar di Fonseca. L’attacco è un bel rebus con Neymar a sinistra, il ballottaggio Jesus/Firmino davanti e quello Willian/Douglas Costa a destra. In porta dovrebbe spuntarla Alisson, favorito sull’ottimo Ederson (nessuno ha una coppia di portieri così in forma).

La probabile formazione

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La stella – Neymar

La sorpresa – Trovare una sorpresa in una rosa di grandi giocatori è sempre difficile. Un giocatore che negli ultimi mesi ha dimostrato di poter essere decisivo nel suo club è Roberto Firmino, quasi mai impiegato in Nazionale. Crediamo dunque in una sua affermazione anche a questo livello. In alternativa Fred, anche se a centrocampo parte dietro nelle gerarchie.

Obiettivo – Qualunque risultato diverso dalla vittoria sarebbe considerato un flop.

Best scenario: Il Brasile travolge di gol Svizzera, Costa Rica e Serbia nel girone, qualificandosi a punteggio pieno. Liquida la questione Messico agli ottavi senza patire, Neymar segna un gol a partita, arriva in finale dove vince con la Germania vendicando la semifinale del 2014. Miranda alza la coppa da capitano e Neymar, capocannoniere del torneo, si trova in pole position per il Pallone d’Oro 2018.

Worst scenario: Il Brasile non ingrana, Neymar non si riprende completamente dall’infortunio e gioca (male) sul dolore le tre partite del girone, che i verdeoro superano come secondi classificati dietro ad una sorprendente Svizzera. Agli ottavi c’è la Germania: Neymar se ne torna a casa anzi tempo per curarsi, proprio come 4 anni fa. Finirà allo stesso modo, anzi peggio: 8-0 per la Germania con Mueller che va ad infierire segnando due gol nel recupero ed esultando in faccia ad un demoralizzato Thiago Silva. Ottenuto il peggior risultato della storia ai Mondiali, i giocatori brasiliani non potranno più mettere piede in patria, si svaluteranno, Marcelo si darà al beach soccer mentre capitan Miranda andrà a chiudere la carriera nel Benevento.

di Luigi Favero

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