Barzagli, l’intelligenza al potere

Andrea Barzagli compie oggi 37 anni. Tra i difensori italiani è certamente però quello con maggiore intelligenza calcistica. Nella famosa nomenclatura della “BBC” è sempre stato lui quello tatticamente più avanzato. Tra la fisicità di Chiellini e la capacità d’impostazione di Bonucci, la sua sapienza tattica è calzata a pennello.

Oggi, in uno scacchiere difensivo quasi ribaltato del tutto rispetto a quel 3-5-2, Barzagli resta comunque l’uomo in più sul quale Allegri può sempre fare affidamento. Nonostante l’età incomba la sua disciplina e la sua lettura tattica durante le gare sono un materiale prezioso, in Serie A come in Champions League. Quel pallone salvato sulla linea al 90′ in quel di Wembley ne rappresenta forse la più fulgida testimonianza. Sa essere sempre nel posto giusto, al momento giusto.

Barzagli, il falso terzino

Trasformato in corso d’opera da Allegri in un terzino destro atipico, Barzagli ha saputo ricoprire egregiamente anche quel ruolo, sebbene sotto mentite spoglie. Prima delle partite in cui veniva presentato come terzo centrale di destra in una difesa a tre, la sua collocazione è sempre stata quella di un terzino puro, con una sorta di “divieto ad offendere”. Nella mentalità di una squadra corta e compatta le sue qualità sono fuoriuscite al meglio, mostrandosi al mondo come uno dei migliori difensori in assoluto.

Barzagli 2

Non è un caso infatti che in tutti i club in cui ha militato è sempre stato un elemento imprescindibile. Questo forse il miglior indicatore di livello per qualsiasi calciatore, che si adatta sì ai diversi modi di concepire il calcio del singolo allenatore, ma che sa imporre il suo predominio e la sua forza con tutti.

La lettura difensiva

Ciò che realmente contraddistingue Barzagli in tutti questi suoi anni di carriera (specialmente alla Juventus ed in Nazionale) è la sua indubbia sapienza nel leggere i movimenti avversari. Non ha mai fatto della forza fisica la sua arma in più, servendosi dei cartellini gialli come jolly da puntellare con sagacia nell’arco di un’intera stagione.

L’anticipo sull’avversario, il saper prima dove si sarebbe portato avanti il pallone, lo stop preventivato e la sua intelligenza tattica gli hanno permesso col tempo di sopperire ad alcune lacune balistiche e ad una sua apparente, innaturale, freddezza nel corpo a corpo.

Quasi mai lo si vede sfidare l’avversario nell’uno contro uno come fa Chiellini ad esempio, quasi mai lo si vede scivolare dritto sull’avversario. L’anticipo e l’eleganza hanno fatto di lui sicuramente uno dei difensori più forti ma al tempo stesso sottovalutati della storia recente del nostro campionato.

Forse gli esteti del calcio se ne accorgeranno solo nel momento in cui appenderà gli scarpini al chiodo. Quel giorno arriverà e (forse) anche abbastanza presto. Intanto Tanti Auguri Andrea Barzagli, Tanti Auguri Roccia!

di Vitali Valerio

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