Le Promesse non mantenute – El Cabezon, Andres D’Alessandro

Il protagonista dell’appuntamento di oggi è un talento che ha come rimpianto non tanto quello di non essere stato vincente (decine i trofei vinti i sudamerica), bensì quello di non aver cavalcato nei migliori dei modi l’onda dell’entusiasmo e della fama che, più di un decennio fa, veicolava l’incedere della sua carriera; stiamo parlando di Andres D’Alessandro.

Il centrocampista classe ’81, infatti, era uno dei più interessanti e più seguiti talenti dei primi anni 2000.

Cresciuto nelle giovanili del River Plate, arriva a debuttare in prima squadra non ancora 20enne, il 28 maggio 2000 (match perso dal River per 2-1 contro l’Unión de Santa Fe). Non tarda ad arrivare neanche la sua prima rete nel calcio professionistico, all’inizio della stagione seguente, il 2 settembre 2001 contro l’Estudiantes.

Dopo un inizio dettato da un fisiologico inserimento a bassi regimi, nelle stagioni 01/02 e 02/03, El Cabezon riesce ad affermarsi vincendo due Tornei di Clausura e siglando quasi 20 reti.

Le ottime prestazioni del ragazzo, portano il Wolfsburg, nell’estate del 2003, a puntare su di lui con un contratto quinquennale.

Sembrava l’inizio di una ascesa inarrestabile anche nelle mura dei campionati europei, eppure Andres fatica fin da subito a trovare la sua dimensione.

In tre stagioni tra il 2003 ed il 2006, infatti, il classe ’81 mette insieme 70 presenze e soltanto 12 reti in terra tedesca.

Il rendimento non ottimale conduce Andres prima ad una tanto fugace quanto insapore esperienza in Premier sponda Portsmouth (13 presenze ed 1 gol tra il gennaio ed il giugno 2006), poi ad un anno e mezzo in Liga (dall’agosto 2006 al gennaio 2008 con il Real Saragozza, 60 presenze totali e 6 reti), prima del definitivo ritorno in sudamerica.

Nell’America latina, il ragazzo veste le maglie di San Lorenzo (gen-giu 2008), Internacional (per più di 8 stagioni tra il 2008 ed il 2016, vincendo 10 titoli tra campionati e coppe e totalizzando la maggior parte delle presenze, oltre 250, e reti, 50, della sua carriera) e nuovamente River Plate (2016, vincendo la Recopa Sudamericana e la Copa Argentina), totalizzando oltre 350 presenze e segnando più di 70 reti.

Dopo il breve (e vincente) ritorno nel suo amato Monumental, è tornato a vestire la maglia dell’Internacional, suo attuale club. Con la squadra di Porto Alegre, il classe ’81 continuerà, probabilmente, a togliersi soddisfazioni personali e di squadra, fino alla scadenza del suo contratto fissata nel dicembre 2019; tuttavia, nulla rispetto a quello che avrebbe potuto fare, se avesse fatto quello che tutti si aspettavano da lui nella sua deludente parentesi europea.

di Rocco Lucio Bergantino

Rispondi