F1 – Mozzafiato,Una gara col cuore in gola

Raramente capita di avere il battito così accelerato in una gara che, primi giri a parte, non ha praticamente visto sorpassi per le posizioni più nobili, eppure questo è il caso del Gran Premio del Bahrein, dove l’immensa Ferrari di Vettel (10 e lode) ha saputo spingersi laddove nessuno si sarebbe immaginato, con un ultimo giro davvero degno di entrare nell’annuario della Formula 1. Certo la passione rossa, dalla quale non siamo del tutto immuni, ci ha messo del suo, ma in fondo c’è anche la sottile soddisfazione di veder perdere Golia-Mercedes (10) che da anni domina incontrastata a tutte le latitudini e che oggi è stata comunque superlativa nel mettere in atto una tattica che solo le abilità di Vettel hanno vanificato.

Chissà se Hamilton (9) sarebbe riuscito ad imporsi senza quella penalità o se sono stati ottimi gli strateghi della stella a tre punte a cogliere la classica opportunità nella situazione più difficile. Di certo Lewis ci ha messo del suo, con un mega sorpasso nei primi giri che lo ha fatto risalire di quattro posizioni in una curva, ma anche il fatto di montare subito le gomme gialle ha permesso al campione in carica di impensierire il Cavallino (8), che in effetti ha gettato all’aria la gara di Raikkonen e forse anche l’avrebbe fatto anche con quella del tedesco, se non ci fosse stato uno sciagurato incidente ai box.

Con i se e con i ma la storia non si fa e pertanto è giusto celebrare un successo figlio un po’ della fortuna e molto della bravura di Vettel che ha guidato sulle tele per oltre 10 giri, mentre alle spalle si avvicinava, ad ogni curva, il buon Vallteri Bottas (7), che col missile che si trovava sotto il sedere aveva il dovere morale di provarci un po’ di più. L’unico attacco al tedesco è stato sferrato proprio alla prima curva dell’ultimo giro, nel punto dove è più probabile il sorpasso, ma la Ferrari numero 5 è stata letteralmente superlativa nel mantenere la prima posizione e nel conservarla fino alla bandiera a scacchi.

Raikkonen (6) è stato sorpreso alla partenza, così come chi partiva dal lato sbagliato della pista, e non è mai sembrato in grado di impensierire Bottas anche dopo il primo pit-stop, quando le sue gomme avrebbero dovuto garantirgli un po’ di performance in più. Sfortunato nel ritiro, a quel punto si era già giocato il podio perché mai e poi mai sarebbe riuscito a superare un Hamilton in grado addirittura di siglare il miglior giro con le gomme dure a pochi chilometri dal traguardo.

Incommentabili le Red Bull (2): anche Ricciardo ha sofferto una partenza non buona, ma quando sembrava aver preso le misure a Gasly gli si è spenta la macchina. Nerboruto come al solito il sorpasso di Verstappen (7) ad Hamilton, ma l’olandese non ha ancora capito che bisogna lasciare la strada all’avversario: questa volta la ruota gli è girata male (in tutti i sensi) e si è dovuto ritirare mandando in fumo una gara che difficilmente l’avrebbe visto tra i protagonisti. Chi troppo vuole nulla stringe.

E che dire del francese della Toro Rosso, sensazionale a portare la piccola scuderia di Faenza nei piani nobili dello schieramento grazie anche al lavoro del vituperato motore Honda: prova eccellente che, in tutta onestà, mai ci saremmo attesi dal transalpino (9). Benissimo ancora una volta un altro pilota che spesso abbiamo vituperato: Kevin Magnussen (8) è in stato di grazia e questa volta, con le gomme al loro posto, è riuscito davvero a tagliare il traguardo in quinta posizione. Solo discrete le McLaren (6), con Alonso ancora una volta migliore di Vandoorne (ma non è una novità), mentre merita un’altra valanga di applausi Marcus Ericcson (9) che riporta la Sauber in zona punti dopo anni di pianti grechi, prendendo a pesci in faccia l’osannato compagno di squadra Leclerc (4), da cui ci si attende molto, ma molto di più. E lo fa tenendosi dietro le Force India (5), che continuano ad essere irriconoscibili rispetto all’anno scorso, ma che, quantomeno con Ocon (6), raccolgono almeno un punto. Catastrofica la Williams (1), ultima, che quando si deciderà a dare un sedile a Kubica sarà sempre in ritardo. Stroll e Sirotkin sono le barzellette dello schieramento.

di Luca Olivato (www.formula1.it)

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