Serie B – L’Airone e la Rondinella: il Brescia e Caracciolo, un amore indissolubile

Quando si parla di “bandiere” nel mondo del calcio, si suole concentrarsi esclusivamente su nomi altisonanti, i quali hanno vestito (o vestono) maglie di top club, pluri-campioni nelle competizioni più importanti del continente. Tuttavia, esistono storie di legami giocatore-maglia che hanno la medesima, se non maggiore, carica e tanto fascino, meritevoli di essere sottolineate, con figure altrettanto rappresentative di piazza, anche scendendo nelle categorie minori.

Ad esempio, in Italia nella cadetteria, emerge la grande storia d’amore tra Caracciolo ed il suo Brescia.

L’Airone e le Rondinelle, suona quasi come una favola esopiana ma, in realtà, racconta di un legame indissolubile, sopravvissuto allo scorrere del tempo, alle temporanee lontananze e agli addii (mai definitivi).
Un amore nato il 6 gennaio 2002, con l’esordio assoluto in Serie A in un Bologna-Brescia (terminato 2-1 per i padroni di casa), e sbocciato definitivamente il 3 marzo 2002, quando un giovanissimo Andrea siglò i suoi primi 2 gol nella massima serie, nella partita contro il Piacenza (2-2).

Andrea Caracciolo è cresciuto calcisticamente con la maglia del Brescia. Una vita fatta da 393 presenze e ben 174 reti, le quali lo issano in cima alla classifica dei marcatori del Brescia di tutti i tempi, e lo designano come il giocatore ad aver siglato il maggior numero di reti in Serie B (123).

Un amore durato per un totale di oltre 13 stagioni (2001-2002, 2003-2005, gen 2008-gen 2011, 2012-ad oggi) carattarizzato però da “pause di riflessione”, fatto di partenze, ritorni, ripartenze e ri-ritorni.

Per ben 3 volte, infatti l’airone ha lasciato Brescia per poi essere riaccolto in seguito.

La prima volta risale alla stagione 2002-2003, quando venne mandato in prestito a Perugia dove totalizzò 22 presenze siglando soltanto 2 reti in campionato.

Il secondo addio risale al 2005 quando prima sbarcò a Palermo dove, schiacciato dalle pressioni del post-Toni,  riuscì a mettere insieme soltanto 14 gol nelle 62 presenze, e successivamente vestì la maglia della Samp per mezza stagione (con un rendimento di 1 gol nelle 12 presenze totali), prima di ritornare a “casa” nel gennaio 2008.

L’ultimo saluto tra l’airone e le rondinelle, risale al Gennaio 2011 quando, dopo essere andato in doppia cifra (12 reti) nel campionato di Serie A 2010-2011, venne acquistato dal Genoa in estate (12 presenze 1 gol) per poi essere girato in prestito al Novara dal gennaio al giugno 2012 (19 presenze 2 gol).

Ed eccoci di nuovo al punto di partenza, l’ennesimo (e sembra definitivo) ritorno a casa.

Raccontata così, la storia di Caracciolo ed il Brescia sembra quasi una di quelle storielle dove i due amanti non riescono a lasciarsi andare e si ripigliano di tanto in tanto, un po’ caso. Ma non è assolutamente così! Le esperienze dell’Airone lontano dal Rigamonti, infatti, non solo non rappresentano dei “tradimenti”, ma hanno contribuito ancor più a calcificare un legame sempre più forte.

Ogni dietrofront ha avuto effetti salvifici sul ragazzo il quale è stato sempre protagonista (nonostante le esperienze non felici sopracitate) di ottime “stagioni di ritorno”, nel 2003 (dopo l’esperienza di Perugia) quando siglò 12 gol in Serie A (prima volta in doppia cifra nella massima serie),  nel 2008 (dopo le esperienze di Palermo prima e Samp poi) con 7 segnature in mezza stagione da gennaio a giugno ed, infine, nel 2013 quando mise a segno 16 gol dopo la stagione diviso tra Genoa e Novara.

Negli anni l’Airone ha sempre più preso coscienza di non poter fare a meno del Brescia, così come il Brescia dell’Airone. L’imprescindibilità, infatti, non è unilaterale ma biunivoca. Lo dimostrano le statistiche, che parlano di una media gol stratosferica di Andrea con il Brescia, di quasi un gol ogni due partite, a fronte di una pari a  0,15 gol a partita (1 gol quasi ogni 7 partite) lontano dal capoluogo lombardo, di 11 stagioni su 13 in doppia cifra, con 2 promozioni in Serie A conquistate, 3 salvezze e campionati nella serie cadetta vissuti da protagonista.

Un sacco di numeri, fatti, e enumerazione di statistiche, che in modo diverso gridano a gran voce il medesimo assunto: il Brescia e Andrea Caracciolo non possono dividersi.

di Rocco Lucio Bergantino

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