Le promesse non mantenute – Bojan Krkic, l’ansia del predestinato

Pienamente calzante in riferimento a Bojan Krkic è la definizione di Promessa non mantenuta. L’ex talento prodigio del Barca, infatti, non si è limitato a non rispettare le previsioni della sua crescita, ma ha deluso ovunque anche le residue e ridimensionate aspettative riposte in lui dai vari club; un’asta al ribasso insomma.

Uscito dal vivaio del Barcellona, dove il ragazzo fa sfracelli segnando caterve di reti, nei primi anni illude tutti facendo intravedere ottime doti tecnico tattiche, confermando (all’apparenza), quanto di buono detto su di lui. Nella sua prima stagione con la Prima squadra, infatti, sono 12 le reti segnate, nelle 48 presenze totali (un bottino di tutto rispetto, per un ragazzo non ancora maggiorenne).

Pur non evidenziando una crescita esponenziale come si pensava, si mantiene sui medesimi standard realizzativi, siglando 22 reti in due stagioni, tra il 2008 ed il giugno 2010.

Anche in nazionale le cose sembrano andare per il verso giusto; l’attaccante spagnolo, infatti, il 6 febbraio 2008 viene convocato dall’allora CT spagnolo Luis Aragonés, per la partita amichevole delle furie rosse contro la Francia, diventando il più giovane giocatore convocato per una partita della Nazionale maggiore (17 anni e cinque mesi).

La pesante etichetta di “nuovo Messi” accompagna sempre più le sue prestazioni, non senza ripercussioni sull’equilibrio psicologico del ragazzo.
Lo stress generato da tanto clamore mediatico, si palesa già nell’estate 2008 quando, dopo la sua prima stagione con il Barca conclusa (come detto) con 12 segnature, Bojan rifiuta la convocazione agli Europei con la Spagna.

Era il mio primo anno con la Roja, soffrivo di crisi d’ansia e non volevo disputare una competizione così importante in quelle condizioni

Tuttavia, nonostante la pesante battuta d’arresto, in terre catalana si continua a parla bene di Bojan, seppur non con medie da bomber, continua a segnare reti, arrivando, nel 2010, ad essere inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989 stilata da Don Balón.

Tuttavia, proprio dal 2010, quelle che all’inizio della carriera erano stimolanti aspettative sulle quali lavorare, diventano per il ragazzo pesanti zavorre a cui dover far fronte.
Il prematuro paragone con Messi pesa sempre più, e la rispondenza precipita, match dopo match, verso il 0 assoluto.

Nel frattempo il ragazzo abbandona la Spagna, per sbarcare nella nostra Serie A dove, in due stagioni diviso tra Roma e Milan, mette insieme la miseria di 10 reti, e prestazioni sempre opache.

Nell’estate 2013, allora, Bojan decide di cambiare nuovamente aria, volando ad Amsterdam per vestire la maglia di un club glorioso come l’Ajax; che il giocare in un team sempre sensibile alla cura dei talenti grezzi possa aiutarlo a sbocciare definitivamente? In teoria… ma la realtà è ben altra; nella capitale olandese, infatti, lascia poco o nulla di se siglando la pochezza di 5 reti in 18 presenze.

Anche in nazionale le cose non vanno bene, infatti dopo il rifiuto per gli europei del 2008, il ragazzo racimola soltanto 56 minuti, in una partita di qualificazione ai Mondiali contro l’Armenia.

Il declino sembra inevitabile, eppure Bojan non si rassegna e tenta un nuovo colpo di spugna, cercando linfa vitale per il suo (ormai disperso) talento, in Premier League, sponda Stoke City. Con i  Potters il classe ’90 vede la sua esperienza più duratura; tuttavia, la lunghezza temporale, non collima con la bontà delle prestazioni; soltanto 15 le reti messe a segno, nelle 60 presenze inanellate tra il 2014 ed il gennaio 2017.

Anche in nazionale le prova tutte pur di emergere, infatti, dopo essere uscito dal giro della nazionale iberica, nel settembre 2016, in virtù delle sue origini serbe, si rende disponibile a un’eventuale convocazione della nazionale balcanica. Tuttavia la FIFA nega ogni possibilità di cambiare nazionale, in quanto sceso in campo in un incontro ufficiale nelle fila delle furie rosse (proprio la sua ultima presenza contro l’Armenia) e non solo amichevoli.

Ora, dopo 6 mesi deludenti nella seconda parte del 2017 in terra tedesca (con la maglia del Mainz), Bojan Krkic ci sta riprovando in Liga con l’Alaves (ancora a secco in campionato). Noi ci auguriamo un deciso e netto colpo di coda dell’ex gioiello blaugrana, ma oramai, a 27 anni dopo 10 passati a deludere aspettative in giro per l’Europa, parleremo di lui per sempre come Bojan Krkic, la promessa non mantenuta.

di Rocco Lucio Bergantino

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