EDITORIALE – Roma, di male in peggio

Immagine tratta da calciomercato.com

Quella dei giallorossi, è la crisi più nera tra tutte le 20 squadre della nostra Serie A. Ieri l’ennesimo passo falso (in casa contro la Samp di  Giampaolo) il quale porta a pensare che gli uomini di mister DiFra non sappiano più vincere.

L’ultimo bottino pieno, infatti, risale a più di un mese fa, il 16 dicembre all’Olimpico contro il Cagliari.
Tuttavia, seppur vittoriosa, la squadra giallorossa si era addentrata nei loschi e pericolosi confini di una crisi di gioco, già da qualche settimana prima.
La sofferta vittoria contro i sardi (arrivata allo scadere con un gol in mischia di Fazio) è stato solo un palliativo utile a rallentare, e non fermare, l’incedere incessante di una pesante involuzione del giocattolo giallorosso.

Punto di svolta, in negativo, della stagione dei capitolini, è stato sicuramente il tormentato pomeriggio di Marassi del 26 novembre.
A Genova, infatti, andava in scena un Genoa-Roma, con i giallorossi reduci da un filotto di 5 vittorie consecutive (l’ultima delle quali proprio con la Lazio), e di 27 punti nelle ultime 10 partite (unica sconfitta al San Paolo).

Fino al minuto 69, tutto stava andando per il meglio con i giallorossi in vantaggio; questo fino a quando De Rossi (come tutti ricordiamo) ha deciso di combinarne una delle sue, schiaffeggiando malamente Lapadula e condannando i suoi a continuare la partita in 10 contro 11 e regalando, proprio al numero 10 genoano, il rigore del definitivo 1-1.

Foto LaPresse

Su questo episodio evitiamo di dilungarci nuovamente (clicca qui per saperne di più), concentriamoci invece sul peso che questo pareggio ha avuto nella crisi giallorossa.

Da quel momento, infatti, la Roma ha messo insieme soltanto 2 vittorie (come detto Cagliari, e SPAL), 4 pareggi (compreso il recupero contro la Samp di qualche giorno fa) e 3 sconfitte, mettendo insieme soltanto 10 punti sui 27 disponibili.

Il quadro, già pessimo così, peggiora ancor più se si prendono in considerazione le ultime 6 giornate. I ragazzi di mister DiFra, infatti, hanno totalizzato soltanto 3 punti. Un bottino disastroso, che colloca i capitolini alla posizione numero 19 della classifica delle ultime 6 giornate, davanti soltanto al Chievo e dietro le varie SPAL, Crotone, Verona e (addirittura) Benevento.

In aggiunta ai pochi punti racimolati, emerge la pochezza in fase realizzativa, con soltanto 4 gol realizzati in 6 match (nello stesso arco di tempo, 18 sono quelli realizzati dai cugini biancocelesti).
Appare chiaro che la squadra non giri più come deve, con manovre arzigogolate e ingolfate, ed i giocatori che sembra essersi arresa troppo presto, divenendo lontani parenti degli eroi che solo qualche mese fa hanno annichilito il Chelsea di Conte.

I numeri e il rendimento sarebbero da esonero, ma mister DiFra è probabilmente uno dei minori colpevoli. I principali indiziati, infatti, sono i giocatori che sembrano aver mollato, come spesso accade, subito dopo le prime soddisfazioni (primo posto Champions e vittoria nel derby) e alla prima seria ed inaspettata difficoltà (il pastrocchio di Marassi).

Per la rosa che ha, e per come si erano messe le cose nella prima parte di stagione, la Roma a questo punto dovrebbe avuto avere almeno una decina di punti in più; tuttavia, oltre ai pochi punti messi insieme, a preoccupare maggiormente è la lampante involuzione tattica.

La sorprendente Lazio di Inzaghi jr (seppur perdente ieri) e l’Inter dell’ex Spalletti (seppur non impeccabile) restano avanti per la lotta alla Champions, con i giallorossi che dovranno iniziare a guardarsi le spalle da una Samp che, dopo l’impresa di ieri, è arrivata a -4.

Perdere anche la quinta posizione, condurrebbe ad un inevitabile e rovinoso tracollo, verso l’ennesima stagione dove i proclami hanno troppo presto lasciato spazio alla cruda realtà.

di Rocco Lucio Bergantino

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