EDITORIALE – Verdi/Ciciretti, il mercato intelligente

Di solito il mercato di gennaio, a causa della sua brevità, partorisce acquisti che molte non hanno un minimo senso logico o che, pur apparendo inizialmente dei veri affari, si rivelano essere dei flop clamorosi.
La ragione dei vari sfondoni mercatari, sta da una parte sul groppone degli addetti ai lavori (intesi come ds e presidenti delle varie squadre), ma una importante fetta di colpa sta anche dalla parte dei calciatori. In moltissimi casi, infatti, per la foga di cambiare, di raggiungere piazze pregiate e coronare sogni di gloria, moltissimi sono i giocatori che compiono scelte scellerate.

Tuttavia, il mercato di riparazione attuale è atipico in tal senso; infatti non solo (in Italia) giunti all’ultima settimana la mole di trasferimenti è minore rispetto alle scorse stagioni, ma ci sono stati due casi in cui i giocatori in questione non si sono fatti venire la bava alla bocca, accettando trasferimenti all’apparenza affascinanti ma che, alla lunga, si sarebbero potuti rivelare controproducenti.

Il primo caso preso in considerazione è quello legato ad Amato Ciciretti. Il giocatore romano, infatti, se da una parte a Luglio vestirà verosimilmente la maglia del Napoli, per la seconda parte della stagione attuale aveva necessità di cambiare aria, lasciando Benevento e tornando a macinare calcio. La proposta più affascinante e, vedendo i risultati, che l’avrebbe portato sui palcoscenici più importanti è quella arrivata dalla Spagna sponda Getafe. Il club spagnolo naviga a metà classifica con risultati ottimali, e gli avrebbe dato la possibilità di sfidarsi contro big club del calibro di Atletico, Real e Barcellona.
Ma Ciciretti che fa? Firma fino a fine stagione con il Parma, in Serie B. Pazzo? Macchè, anzi, fin troppo assennato. La strada spagnola, infatti, per quanto spianata e accattivante, avrebbe allontanato Ciciretti dal calcio italiano, portandolo in un universo completamente nuovo che avrebbe potuto avere effetti fortemente controproducenti. Inoltre, scendendo di categoria, Ciciretti ha dato una dimostrazione di umiltà mostrando una gran voglia di rimettersi in gioco nella categoria che, soltanto una stagione fa, l’ha consacrato come uno degli artefici della storica promozione in A del Benevento.
In questo modo Amato avrà la possibilità di tornare a giocare, segnare e illuminare nei campi rodati di Serie B.

Se da una parte c’è un papabile futuro giocatore partenopeo, dall’altra abbiamo uno che ha avuto le pa**e (scusate il francesismo, ma quando ce vo ce vo) di dire “NO!” al Napoli capolista di mister Sarri: Simone Verdi.

Il numero 9 rossoblu, dopo essere stato annunciato in pompa maglia come nuovo acquisto del Napoli da tutti i siti/quotidiani, ha deciso di stupire tutti rifiutando il Napoli. No, neanche lui è un pazzo. La scelta di Simone, infatti, è sanissima per la corretta crescita del suo smisurato talento. Punto di riferimento del Bologna, avrebbe sicuramente patito il ruolo da comprimario nel Napoli, dovendosi accontentare soltanto di scampoli di match, al posto di uno dei 3 attaccanti titolari.
Non solo questo avrebbe prodotto una riduzione dei minuti nelle gambe, ma avrebbe reso quasi innocuo l’enorme potenziale del ragazzo. Verdi, infatti, è devastante nella lunga distanza in quanto, non è tanto come un pugile con un gancio da KO, ma piuttosto come un picchiatore che lavora ai fianchi l’avversario, attraverso continui strappi ed ubriacanti serpentine.

In sostanza, si sarebbe rischiato un Pavoletti bis, con un giocatore che da punto di riferimento e arma decisiva di una squadra di media classifica, si sarebbe trasformato in una riserva come tante.
In questo modo, il classe ’92 non solo potrà continuare a crescere in una piazza conosciuta ed importante come quella di Bologna, ma a fine stagione potrà scegliere il proprio futuro con più calma e (verosimilmente) tra una rosa più ampia di pretendenti (senza nulla togliere al Napoli).

di Rocco Lucio Bergantino

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