Il ballo di Simone: la rinascita di Zaza

La rincorsa prima di un penalty che diventa un simpatico ed ironico balletto…

Questo è soltanto uno dei tanti sfottò che ha subito Simone Zaza, dopo quel maledetto rigore datato 2 luglio 2016. L’ironia sulla sua rincorsa ha avuto strascichi molto lunghi, che si sono protratti senza neanche un attimo di smarrimento, per tutta l’estate 2016 ed oltre.

Si sa, gli sfottò fanno parte del gioco del calcio, ma comunque non è detto che chi li riceve resti impassibile alla cosa; in aggiunta, pungono ancora di più se arrivano direttamente dai tuoi tifosi.

Noi ci abbiamo riso su, ma quella a cui ha dovuto far fronte l’attaccante lucano è stata una vera e propria gogna mediatica.

Dopo ottime stagioni tra Ascoli, Sassuolo e Juventus, l’errore contro i tedeschi ha rappresentato la prima pesante battuta di arresto nella carriera dell’attaccante.  Anni e anni di dura gavetta e, a causa di un singolo errore, rischiava di vedersi defraudato di quanto di buono aveva fatto fino a quel momento.

Dopo scottature del genere, si reagisce in due modi di solito: o si esce ancora più forti, oppure si crolla inesorabilmente al suolo.

Simone sembrava aver accusato decisamente il colpo di quella cocente delusione. Nei mesi successivi, il suo ritorno in campo, infatti, era stato caratterizzato da un progressivo declino delle prestazioni.

Passato al West Ham circa due mesi dopo quell’errore, il suo score realizzativo aveva subito un crollo vertiginoso, con 0 reti segnate in terra inglese in 5 mesi. Per il classe ’91 le critiche piovevano a fiumi, e tutti ormai pensavano che il tempo di Zaza fosse terminato.

Eppure, nonostante la situazione non fosse delle più rosee c’è stato chi ha ancora voluto puntare su di lui: il Valencia.

Il trasferimento in Spagna (avvenuto nel gennaio di quest’anno) ha rappresentato un decisivo punto di svolta per l’attaccante azzurro.

Simone, contro ogni aspettativa, si riprende. Così dal goffo balletto di quel 2 luglio, Zaza compie una decisa giravolta per tornare sui binari giusti. La musica cambia e dai ridicoli jingle che facevano da sottofondo al suo clamoroso errore, si passa ad un ritmato ed appassionante Flamenco.

Già dai suoi primi mesi con la maglia del Valencia (gennaio-giugno 2017) Simone fa capire di che pasta è fatto, con ottime prestazioni e 6 gol segnati (uno dei quali di pregevolissima fattura, contro il Real).
Nella stagione attuale, Zaza è andato man mano ritagliandosi un posto sempre più importante nel cuore dei tifosi valenciani.
Le sue reti (9 in 12 presenze, fino a questo punto della stagione) stanno trascinando un Valencia mai così competitivo negli ultimi anni, nelle zone alte della classifica.

Ogni partita viene sempre più fuori il suo carisma e il Valencia sembra non poter fare a meno di lui.

Eppure, da quel goffo ballo con la maglia della nazionale non è passato poi così tanto tempo; ma Simone ora sembra decisamente un’altra persona. Un cambiamento così netto e radicale era impronosticabile; però, pensandoci bene, in un certo senso bisognava aspettarselo perché “Simone dice che è molto semplice e lui queste cose le sa”

… e allora battiamo in aria le mani.

di Rocco Lucio Bergantino

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