Serie C – Lo sfratto, i sacchi della spazzatura, la radiazione: l’incubo del Modena F.C.

Una stagione iniziata male, proseguita peggio, e terminata anzitempo, per i canarini.

I tifosi modenesi, infatti, in estate avevano dovuto aspettare l’ultimo giorno utile, per vedere la propria squadra iscritta regolarmente al campionato di Serie C. Eppure, quello che sembrava essere uno scampato pericolo, si è tramutato nell’inizio in un vero e proprio incubo sportivo.

I grattacapi per i canarini sono iniziati sin dalle prime battute della stagione, dapprima con le dimissioni del DS Pavarese, seguite a ruota con la spiacevole vicenda stadio.

Dall’agosto 2017 infatti, il comune di Modena ha revocato al club la concessione d’uso dello stadio Alberto Braglia, a causa di una pesante situazione di morosità.

Sfrattato dalla propria casa, dunque il Modena (grazie ad una deroga) ha potuto disputare le prime gare interne della stagione allo stadio Tullo Morgagni di Forlì. Scaduto il permesso, gli emiliani si sono trovati nuovamente senza stadio, uffici dei dipendenti e campi di allenamento (tutti ubicati nella zona del Braglia) ritrovandosi a dover svuotare armadietti ed uffici di fretta e furia (emblematica l’immagine dei giocatori che escono a testa bassa dallo stadio, con i propri oggetti raccolti in sacconi da spazzatura).

Immagine tratta da datasport.it

La situazione non ha trovato sbocchi positivi, conducendo il Modena a ben tre sconfitte a tavolino (contro Mestre, AlbinoLeffe e Padova, non avendo un campo casalingo dove disputarle), con penalizzazione di 3 punti totali, per recidività.

Neanche il cambio societario avvenuto ad ottobre, con Caliendo che ha abdicato in favore di Ital Slovakia (società slovacca di Aldo Taddeo, ex presidente del Varese) ha prodotto risultati.

Come se non bastasse, la squadra e lo staff tecnico, vista la grave situazione, hanno messo in mora la società scioperando in occasione della prevista trasferta di Fano della decima giornata (partita rinviata). Il perdurare dello sciopero dei giocatori canarini, ha prodotto la quarta sconfitta a tavolino consecutiva (contro il Santarcangelo) e, di conseguenza, l’esclusione dal campionato (con cancellazione dei risultati ottenuti).

Ora, dopo circa un mese dal fattaccio, i tifosi del Modena si ritrovano a dover aspettare 9 mesi per poter rivedere la propria squadra in campo (la quale ripartirà verosimilmente dalla Serie D, dopo il fallimento).

E lo stadio Braglia? Resterà chiuso fino ad allora?

Beh così poteva sembrare ma, da qualche giorno, un’altra squadra del modenese ha ottenuto la concessione dell’impianto. A tenere caldo il prato del Braglia, infatti, sarà la Rosselli Mutina, società militante nel campionato di Eccellenza Emilia, la quale nella prima partita disputata sul campo di viale monte Kosica (la scorsa domenica), ha deciso di rendere omaggio così alla grande decaduta.

Immagine tratta dal Sito Ufficiale della Rosselli Mutina

di Rocco Lucio Bergantino

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