EDITORIALE – Mannaggia a te Danielì, che te possino…

Foto LaPresse

Cosa potranno mai avere in comune Brian Robert McBride, ex attaccante statunitense classe ’72 (che mai si è neanche lontanamente avvicinato ai campi della Serie A) e Gianluca Lapadula?

Entrambi attaccanti? No, o meglio, non è la corrispondenza principale.

Quello che risalta maggiormente, infatti, è che entrambi, a distanza di oltre un decennio, sono stati protagonisti delle “amorevoli” attenzioni di Daniele De Rossi; gomitata sullo zigomo (per lo statunitense) e ceffone (ieri per l’attaccante genoano), una combo strepitosa per Daniele.

Ironia a parte, parliamoci chiaro; quello che 11 anni fa rifilò una gomitata ad un avversario in una partita di un mondiale, era un ragazzino che, per quanto il gesto sia da condannare, aveva il bonus dell’inesperienza e poteva (anche se non avrebbe dovuto) sbagliare. Ma come si può, con 11 anni in più sul groppone, con oltre 400 presenze in più con la Roma, commettere lo stesso identico errore?

Ancor più, quando la tua squadra è in vantaggio, e la tua “furbata” non solo costa l’espulsione, ma anche il rigore.

Se non ci fosse stato il VAR, probabilmente ieri De Rossi l’avrebbe fatta franca, ma sarebbe stato ingiusto, ingiusto non solo per il Genoa ed i suoi tifosi, ma soprattutto per lui;  lo sarebbe stato perché il processo mediatico che sta subendo in queste ore, potrebbe essere utile per comprendere una volta per tutte che a 34 anni suonati, è ora di capire che non si può decidere di spegnere il cervello quando si vuole compiendo idiozie del genere.

La faccia del 16 giallorosso, quando l’arbitro era stato chiamato a rapporto dalla cabina di regia VAR, era quella tipica dello scolaro che sa di aver commesso una cavolata immane, e cerca vanamente di giustificarsi. De Rossi in quegli attimi farfugliava qualcosa, ha cercato per qualche istante di dare la colpa al 10 rossoblu, ma era cosciente di come sarebbe andata a finire.

Dovute le scuse in zona mista, ma il risultato resta il medesimo.

Totti nel post gara ha tweettato, “Tutti hanno il diritto di sbagliare”; certo, ma Daniele ha usufruito di questo diritto già troppe volte.

Mannaggia a te Danielì, che te possino…

di Rocco Lucio Bergantino

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