EDITORIALE – Cazzarola!!!!

Il day after racconta di una delusione che è ancora lì, forte, cocente, vigorosa, una delusione che è destinata a rimanere ardente per molto, molto tempo.
Ce ne sono state, ce ne sono e ce ne saranno tante di critiche, ma davvero tante, e mai come in questo momento (buio) sono state, sono e saranno tutte, dalla prima all’ultima, strameritate.
Ma occorre fare una precisazione più che doverosa: seppur protagonisti di prove non esaltanti, la colpa non è dei ragazzi scesi in campo; non è loro perché una Ferrari con sotto il motore di un trattore, perderebbe anche contro una Panda 4×4.
Questa metafora motoristica per esprimere un concetto molto semplice… La sconfitta, la VERGOGNOSA SCONFITTA, ha un volto ed un nome: Gian Piero Ventura, il nostro motore di trattore.

Il tecnico ligure, nel corso di tutto il cammino di qualificazione (palesemente dalla disfatta in terra spagnola in poi) è stato la zavorra fortemente invalidante di una nazionale che, al contrario di come si sente in giro, aveva una rosa di giocatori non così scarsa.
Di solito le squadre si costruiscono intorno ai giocatori più forti Gian Piero Ventura, invece, ha pensato bene di lasciare Insigne fuori in una delle partite più importanti della storia della Nazionale

Ha cercato, nel corso della sua gestione, di dare ad una nazionale una impronta che non ha avuto la forza di imprimere, con il suo 4-2-4 che di certo non poteva essere plasmato nelle poche occasioni che ha avuto di lavorare con tutti gli azzurri (un modulo del genere è complicato da impostare in un club nonostante il lavoro quotidiano, figuriamoci in una nazionale) per poi virare su una gestione modulistica contiana con un 3-5-2 basato sul pacchetto difensivo juventino (o ex juventino per quanto riguarda Bonucci), imperniato sulla grinta, la garra che Antonio Conte aveva messo in mostra nel corso degli ultimi Europei. Ma il piano non è andato a buon fine, è fallito clamorosamente per un semplice motivo: Ventura non è Antonio Conte… e si è visto.

Tornando alla partita di ieri, ha schierato un modulo che esalta la difesa (appunto), la famosa BBC (un secolo in tre), in una partita dove non c’era nulla da difendere, come De Rossi in panchina richiamato per entrare in campo, ha chiaramente espresso.

Inoltre, la scelta di schierare Gabbiadini (non ce ne voglia il ragazzo) , è stata una chiara mossa dettata da un egocentrismo immane; ha voluto tentare il colpaccio cercando la “genialata” della vita, per diventare l’eroe nazionale, mettendo il suo orgoglio davanti a quello di una nazione intera. Voleva entrare nell’olimpo degli eroi del calcio, ma alla fine è finito nella storia per la peggiore disfatta azzurra.

Poi, per concludere, concedetemi di esprimere un mio pensiero (probabilmente condiviso da pochi); in una nazionale così pazza e imprevedibile, un certo ragazzone pazzo e imprevedibile che vive ora in Costa Azzurra, sarebbe stato sicuramente più utile di qualche nome chiamato a caso dal nostro (si spera ex) CT.

Potremmo continuare all’infinito ad elencare cosa non è andato, ma staremmo qui fino a dopodomani. Quindi, per evitare di dilungarci ulteriormente, non ci resta che fare i ringraziamenti di rito:

Grazie Ventura, per la delusione più grande nella storia della Nazionale Italiana

di Rocco Lucio Bergantino

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