Le promesse non mantenute – Freddy Adu

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Fredua Koranteng Adu detto Freddy è uno dei calciatori che meglio incarna la definizione di “promessa non mantenuta”.
Il calciatore statunitense classe ‘89, infatti, fin dall’età di 15 anni era indicato come uno dei maggiori prospetti del calcio mondiale, arrivando ad essere definito addirittura il “nuovo Pelè”.
Poi la sua storia ha preso binari differenti; ma andiamo con ordine

Nato in Ghana, Freddy arriva negli Stati Uniti nel 1997, all’età di 8 anni dove si stabilisce, insieme alla sua famiglia, a Washington.

Il talento del ragazzo non tarda a venire fuori, infatti già all’età di 10 anni l’Inter prova ad acquistarlo; l’offerta del club nerazzzurro viene rifiutata dalla famiglia, per dare la priorità agli studi rispetto al calcio.
Tuttavia, nonostante il rifiuto, il suo talento continua a crescere arrivando ad avere anche una grande risonanza mediatica e portando Freddy, appena 13enne, a firmare il suo primo contratto di sponsorizzazione con la Nike (dal valore di $ 1 milione annui) al quale seguirono tanti altri (tra i quali, la presenza sulla copertina del celebre gioco della EA sports, Fifa06).

Adu Fifa

Il riconoscimento del suo valore, avviene anche sui campi del MLS dove, considerato uno dei migliori talenti statunitensi, esordisce all’età di 14 anni con la maglia del D.C. United (diventando il giocatore più giovane ad aver mai esordito nel campionato professionistico statunitense).

Tra il 2004 ed il 2007, il classe ’89 arriva a totalizzare 103 presenze e 14 reti in MLS, con le maglie del D.C. United e Real Salt Lake.

Le sue grandi prestazioni, oltre la giovanissima età, e l’ottimo Mondiale U20 disputato, dove risulta essere uno dei migliori giocatori, portano il Benfica ad acquistare il talentino statunitense, per una cifra di 2 milioni di dollari.

Nella sua prima stagione con la squadra portoghese (07/08), a 18 anni, il giovane statunitense segna 5 goal in 18 partite tra campionato e coppa, esordendo anche in Champions League.

Nonostante il discreto bottino, l’esperienza in terra portoghese è considerata deludente. Dopo solo una stagione, infatti, Freddy si trasferisce al Monaco in prestito dopo aver disputato le Olimpiadi con la sua nazionale (dove tuttavia fatica a trovare spazio).

Tra il 2008 ed il 2011 il ragazzo cambia 3 squadre (oltre al Monaco, torna in portogallo militando nel Belenenses per poi sbarcare in terra greca sponda Aris Salonicco) riuscendo a mettere insieme 25 presenze e soltanto 2 reti.

Il suo declino pare inarrestabile; tra il 2011 ed il 2015, infatti, continua a vagare per i campionati di tutto il mondo, tra Turchia (con il Caykur Rizespor), un provvisorio ritorno in patria (Philadelphia Union), Brasile (Bahia), Serbia (Jagodina) ed addirittura Finlandia (KuPS), prima di ritornare in patria al TB Rowdies (formazione militante nella NASL, North American Soccer League), sua ultima squadra fino al momento dello svincolo, nel gennaio di quest’anno.

Quella appena descritta, sembra la carriera di un giocatore ormai ultratrentenne, che si avvia alla conclusione della propria esperienza sui campi verdi; eppure Freddy ha soltanto 27 anni.
Il problema sta probabilmente proprio in questo, cioè nel non aver permesso al ragazzo di crescere seguendo il normale corso di vita, catapultandolo in qualcosa più grande di lui, in tenera età.

Risultato? Oggi ci troviamo a raccontare la storia di Fredua Koranteng Adu, giovane talento prodigio svanito nel nulla, Freddy la “promessa non mantenuta”.

di Rocco Lucio Bergantino

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