Inter – Dalle parole di Spalletti alle opzioni di mercato

Immagine tratta da http://www.eurosport.com

Nella conferenza stampa di presentazione, Luciano Spalletti è stato molto chiaro. Più di quanto non lo fu Pioli che, va ricordato, fu acclamato da stampa e tifosi proprio per la sua voglia di normalizzare l’ambiente.

Il neo tecnico dell’Inter ha indicato dal punto di vista tattico quello che secondo lui sarà il piano tattico della prossima stagione: il 4231.

Nel tentativo di proporre questo modulo tattico, Pioli incappò in lacune a livello di interpreti non indifferenti. La scelta dei 2 terzini era una scelta quasi sempre dettata dalla logica del meno peggio e nessuno degli interpreti in rosa è mai riuscito a proporre affidabilità e qualità. L’arrivo di Gagliardini fu cruciale in quanto con l’arretramento sulla linea difensiva di Medel, l’Inter si ritrovava con 1 solo elemento di interdizione che di nome fa Geoffrey, di cognome fa Kondogbia ed il soprannome potete sceglierlo voi.

Al 14 di Giugno l’Inter di Spalletti può contare ancora sugli stessi effettivi, anche se il mercato è appena iniziato ed è evidente che in questo momento l’Inter voglia investire del tempo per trovare la quadra tattica su carta, prima di investire i danari necessari per eventuali acquisti.

Ma a questo punto, alla luce delle indicazioni di Spalletti, cosa serve all’Inter?

Difesa: fatto salvo Miranda (e Medel qualora anche per Spalletti il cileno dovesse rivelarsi più adatto a quel ruolo piuttosto che all’interdizione davanti alla linea difensiva) il resto degli effettivi potrebbe venir utile solo per incassare qualche milione o liberare l’Inter da qualche ingaggio.

Parliamoci chiaro: Spalletti è riuscito a riproporre Fazio a livello internazionale quando sembrava che la sua carriera stesse ripercorrendo i passi di un Andrea Ranocchia qualsiasi, e dunque l’idea di rilanciare l’ex capitano nerazzurro potrebbe essere valida, ma al momento forse sarebbe meglio liberarsi dei 5 milioni lordi di ingaggio e chissà, magari incassando qualche milioncino qua e la da qualche suo nuovo estimatore acquisito nella seconda parte di stagione passata nelle fila dell’Hull City.

Murillo, bocciato a più riprese dal campo e dagli allenatori che si sono succeduti sulla panchina nerazzurra nello scorso anno, potrebbe generare la plusvalenza di cui l’Inter ha bisogno e se nelle prossime ore il suo cellulare dovesse squillare, probabilmente capirebbe dalle parole di Sabatini che l’Inter è riuscito a piazzarlo e che dunque è tempo di far le valigie.

I Nagatomo (a cui Spalletti fa riferimento in conferenza stampa, rispondendo ad una giornalista giapponese in maniera molto simpatica), Santon, D’Ambrosio e perfino lo stesso Ansaldi, potrebbero partire se vi fossero richieste.

Dunque l’Inter ha bisogno di almeno 2 centrali difensivi all’altezza che di 2 terzini.

Il nome di Rudiger, appena escluso dalla lista dei possibili partenti dal nuovo ds giallorosso Monchi, rappresentava un jolly tattico non indifferente. La possibilità di poter contare su un giocatore in grado di fare bene il centrale e bene il terzino, apriva le porte alla possibilità di poter improvvisare un modulo diverso dal 4231 (il 352) e ad un risparmio di mercato vista la possibilità di prevederlo come interprete di due ruoli.

Ma tramontato il sogno tedesco, l’Inter potrebbe finire per far spese in Italia (uno su tutti Acerbi, ma anche un De Vrij potrebbe tornar utile) ed in Olanda per quanto riguarda i terzini, dove Karsdop e Willems giocano e nemmeno male, stando ai numeri dell’ultima stagione. Sabatini però potrebbe aver pronto qualche colpo a sorpresa, maturato nei mesi finali dell’ultima stagione sportiva quando rinchiuso in una stanza buia potrebbe aver scoperto il nuovo Marquinhos/Benatia/Manolas etc etc etc.

A Criscito e Darmian consigliamo di tenere il telefono sempre acceso e libero. Le loro stagioni consistenti sia in Russia che con il Manchester United potrebbero essere state notate sia da Sabatini che da Spalletti stesso.

Anche in mediana Spalletti potrebbe chiedere diversi elementi. Sicuramente serve un sostituto di Kondogbia che aumenti il valore tecnico della squadra. Il PSG potrebbe accettare di dar via Krychowiak, magari proprio in cambio del francese che l’Inter non vorrebbe cedere per questioni legate alla minusvalenza quasi certa che il mercato sancirebbe. Il polacco, reduce da una stagione stranissima all’ombra della Torre Eiffel, potrebbe rilanciarsi nel campionato italiano e replicare la stagione fantastica culminata con l’Europa League vinta da suo Siviglia, targato Emery.

Banega invece è uno degli elementi il cui apporto è stato altamente instabile. Tripletta all’Atalanta ma anche sostituzioni a raffica. Gol su punizione e cross pennellati, ma anche palle avvelenate perse malamente. La scorsa settimana è rimbalzata una voce secondo la quale avrebbe trovato l’accordo con un club messicano disposto a versare 15 milioni di dollari nelle casse dell’Inter. E se da centrale della batteria di trequartisti/ali/incursori Spalletti dovesse preferirgli l’Eder gagliardo di fine stagione, potrebbe anche verificarsi l’addio tra l’argentino voluto da Mancini e l’Inter.

Brozovic molto più semplicemente non ha funzionato. Litigi, incostanza tecnica, difficoltà di collocamento a livello tattico e scarsa propensione al restare concentrato sul gioco (evitando gesti plateali ad ogni palla persa) hanno contribuito a determinare la sua inaffidabilità.

Forsberg e Naby Keita rappresentano due elementi in grado di dare qualità ed interdizione e non è detto che il Lipsia sia in grado di poterli trattenere a tutti i costi anche con il sogno chiamato Champions che i tedeschi si apprestano a vivere. In Portogallo poi c’è Danilo Pereira autore di una seconda stagione molto positiva tra le fila del porto che potrebbe sostituire Kondogbia. A patto però che la dirigenza interista sia disposta a pagare un prezzo di cartellino non inferiore ai 30 milioni di euro. Attenti a quel Leander Dendoncker che in questa stagione ha letteralmente oscurato Tielemans all’Anderlecht… di lui ne sentiremo parlare.

A Spalletti spetterebbe poi la scelta di capire come impiegare tatticamente quel Joao Mario schiavo più della valutazione economica di mercato che di una eventuale assenza di mezzi tecnici. Il portoghese ha regalato all’Inter perle ma anche prestazioni da 5 in pagella e non è ancora chiaro quale sia il ruolo che maggiormente esalta le sue capacità tecniche. Esterno di destra? Trequartista? Interno di centrocampo utilizzabile nella variabile tattica del 352?

Avanti la situazione è più “stabile”. Sembra infatti che tutto dipenda dalla volontà di Perisic e dalla capacità di aver pronto un suo eventuale sostituto. Se il mercato non dovesse offrire molto, il croato potrebbe restare anche se le parole spese dal suo agente (l’Inter sta facendo di tutto per venderlo) pesano come macigni. Vero è che una figura come la sua è perfetta per il 4231 spallettiano e che dunque l’Inter potrebbe ripartire dalla sua certezza a livello di collocazione tattica.

Photo d OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images

Icardi e Candreva sembrano inamovibili. Il primo è il capitano neroazzurro, il secondo è arrivato la scorsa stagione e pur non avendo replicato una stagione alla Lazio style si è comunque reso artefice di una serie di prestazioni mediamente sufficienti.

Eder potrebbe rappresentare un ottimo gregario. Un ottimo trequartista avanzato ma anche il sostituto di Icardi, nonchè il gregario che dalla panchina entra per dare qualcosa in più ad un match in corso. Il suo amore per l’Inter è noto e visto il residuo di bilancio è il meno indicato a lasciare l’Inter per questioni economiche. In più, come sottolineato da Spalletti, l’Inter ha bisogno di giocatori dotati di giusto atteggiamento e l’attaccante della Nazionale, con i mondiali alle porte, potrebbe dare al gruppo ciò che il nuovo tecnico chiede.

Gabigol sembra essere destinato al prestito, aprendo lo spazio per un possibile innesto. E sia Berardi che Bernardeschi sembrano profili graditi al popolo interista. Chissà Spalletti e Sabatini che ne pensano.

Insomma l’Inter è in cantiere. Un work in progress importante che il popolo interista è ansioso di poter misurare a metà agosto quando sarà tempo di sfide vere con in palio 3 punti.

Sognare non costa niente.. Voi chi vedreste bene nella nuova Inter di Spalletti?

di Marco Pasqua

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