Rivoluzione Roma – Un’estate delicatissima

In quel di Roma, sponda giallorossa, qualcosa sta accadendo. E’ impossibile stabilire con certezza cosa, ma qualcosa sta accadendo.

Gli addii di Spalletti e Sabatini, uniti a quello di Totti, hanno dato una bella botta all’ambiente giallorosso. Ripartire non è semplice. Si perchè un nuovo Ds è ciò di cui forse la Roma aveva meno bisogno perchè significa riscrivere le logiche del progetto sportivo ora che, numeri alla mano, la Juve era vicina più che mai.

Monchi, uomo voluto dalla dirigenza poichè incline ad ascoltare con maggiore attenzione i numeri dell’algoritmo sviluppato negli USA volto a quantificare le qualità dei giocatori ed il loro valore economico, proviene dalla Spagna dove ok magari qualche notizia di Di Francesco arriva durante l’anno ma… abbastanza per fidarsi di lui?

Sicchè il primo rischio che la Roma corre è quello di ritrovarsi un allenatore capace ma che non gode dell’incondizionata fiducia del proprio direttore sportivo, al contrario di Juve Milan Inter o Napoli.

Il secondo riguarda le capacità di Di Francesco che, pur avendo costruito un autentico gioiello col Sassuolo, dovrà avere a che fare con una squadra che vuole vincere lo scudetto e che in autunno probabilmente sfiderà qualche big internazionale in Champions League. Siamo certi che la Roma non pagherà l’inesperienza del bravissimo Di Francesco? E come reagirebbe la piazza difronte ad una annata non proprio esaltante per colpa del leader in panchina? Garcia, tutto sommato, non è stato cacciato via secoli fa…

E poi c’è il mercato. Un mercato che vede la Roma coinvolta soltanto come boutique nella quale entrare per accaparrarsi qualche top player a prezzi non troppo esorbitanti.

La Roma deve incassare qualche decina di milioni per via del fair play finanziario James Pallotta ha fatto sapere che budget milionari per rinforzare questa squadra non ce ne saranno.

La voce sarà arrivata alle orecchie di Salah che per dare serenità all’ambiente, ha deciso di farsi immortalare nel ritiro della nazionale con 2 tifosi che espongono maglie del Liverpool proprio mentre il suo procuratore veniva avvistato dalle parti di Anfield Road. Il popolo romanista ha reagito e sui social dell’egiziano sono arrivati commenti duri, insulti ma anche dei più pacati “se vuoi andare via cerca di non fare il circo che ha fatto Pjanic l’anno scorso”.

Manolas e Dzeko si sono messi le mani in faccia. Le versioni fornite dalla stampa danno una diversa interpretazione del diverbio. Si va dal “che bella pelle liscia che hai, che prodotto usi?” ad un molto meno pacato “ti scasso”. Si dice che una rondine non fa primavera o che in questo caso, le mani in faccia non significhino per forza che uno dei due contendenti lascerà la Roma. Ma se il meno chiacchierato dei due a livello di mercato (Dzeko) dichiara che “un giorno mi piacerebbe tornare al Wolfsburg” ecco che d’improvviso la rondine si trasforma in uccello del mal augurio.

Perotti, protagonista anche lui di una rissa contro lo stesso Manolas, dopo aver regalato il secondo posto ai giallorossi, sembra aver voglia di cambiare aria. Siviglia ed Everton hanno preso informazioni e non stentiamo a credere a queste voci visto che entrambe rappresentano esattamente il target di squadre che finiscono per interessarsi a profili come quello dell’argentino. Un ritorno in Spagna avrebbe del clamoroso vista la sua valutazione attuale (15-17 milioni) e i 3.5 chiesti dal Siviglia nel 2014 per lasciarlo partire con destinazione Genova sponda Genoa. All’Everton invece potrebbe arrivarci come nuova sfida professionale, in un campionato dove le ali offensive rappresentano armi importantissime per il successo. Per esempi, citofonare casa Hazard, Son, Mane etc, ore pasti.

Rudiger e Nainggolan aspettano una chiamata da parte di Spalletti. Il tedesco è un’arma tattica importantissima visto che consente di passare da una difesa a 3 ad una a 4 a partita in corso, potendo ben interpretare il ruolo di terzino in quella a 4 ed il ruolo di centrale sinistro in quella a 3. Il belga invece è un tuttocampista di livello mondiale che Spalletti prenderebbe al volo dando via metà del centrocampo sotto contratto con i nerazzurri.

E poi c’è l’evergreen Paredes dato per partente ancor prima del suo sbarco a Roma la scorsa estate e che non è riuscito a ritagliarsi spazi e vetrine all’altezza della sua nomea. Paredes potrebbe essere il profilo giusto da sacrificare per il fair play finanziario ma andrebbe ad indebolire una panchina non proprio esaltante soprattutto per la mediana.

Monchi poi dovrà risolvere il nodo portieri con Skorupski di ritorno da un prestito biennale ad Empoli ed Alisson che bene ha fatto quando è stato chiamato in causa nelle partite di coppa. Archiviata l’esperienza Szczesny, bisognerà scegliere il portiere su cui puntare nella speranza che il non prescelto accetti la panchina. Entrambi però potrebbero storcere il naso difronte all’idea dell’ennesima stagione non da protagonista ed in quel caso chissà…

In entrata le voci non sono proprio esaltanti. La Roma sembrerebbe essere su alcuni talenti dell’Eredivise come Klaasen, Toornstra e Karsdop, rispettivamente geometra di centrocampo, trequartista e terzino destro. Profili che però al momento rappresenterebbero scommesse o rimpiazzi in caso di partenze illustri soprattutto nella mediana e che poco si sposano con la volontà da parte della tifoseria di fare l’ultimo passo in avanti per poter competere alla pari con la Juventus in campionato.

Torreira della Samp potrebbe essere il nome col quale sostituire Paredes mentre Driussi potrebbe rappresentare l’attaccante da far maturare all’ombra di Dzeko, senza dimenticare il ritorno di Doumbia dal prestito in Svizzera al Basilea terminato con un bottino di 21 reti che però non sono valse il riscatto dell’ivoriano per una cifra vicina ai 6.5 milioni di euro.

In tema di ivoriani sono rimbalzate voci dalla Francia circa un interessamento dei giallorossi per Seri del Nizza, subito stroncate dalla presidenza rossonera ferma nel garantire la permanenza in rosa dell’ivoriano anche per la prossima stagione a meno di offerte irrinunciabili raccolte durante il mercato. Tra le righe, qualora la Roma avesse offerto una cifra al Nizza, questa dichiarazione significherebbe “Signori non ci siamo proprio. Alzate e di tanto l’offerta oppure grazie ed arrivederci”.

L’estate, la prima estate romana di Monchi, rischia di essere molto molto complicata tra le tante voci in uscita, un bilancio col quale fare i conti ed un budget risicatissimo col quale rinforzare una rosa che deve ai propri tifosi qualcosa in più rispetto alle passate stagioni.

Riuscirà l’ex mago dei ricavi di mercato del Siviglia a destreggiarsi nel groviglio di mercato giallorosso?

E secondo voi, chi lascerà i giallorossi in estate??

di Marco Pasqua

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