Crisi Inter – Ausilio e quella richiesta fatta a Pioli

Appiano Gentile,
Suning Training Center
20 Marzo 2017

“Stefano la società ha in mente di cambiare parecchi elementi della rosa attuale. Per farlo abbiamo bisogno di poter spendere le loro capacità sul campo. Stai facendo un ottimo lavoro. Ora ti chiediamo di aiutarci a rivalutare alcuni asseti della nostra rosa che intendiamo dare via per assemblare una squadra più completa e competitiva il prossimo anno.”

“Piero…guardami negli occhi. E’ una cosa che pensi tu o ti è stata imposta dall’alto”.

“Stefano…i”

Pioli, uomo mite, uomo innamorato della “ditta”, uomo sulle cui spalle è stato caricato il fardello Inter post de Boer, interrompe Ausilio.

“Scusami, non volevo metterti in difficoltà. Ho capito quello che mi chiedi…

…non me lo aspettavo ma…obbedirò. Obbedirò.”

Stefano Pioli lascia lo studio di Piero Ausilio con la testa lievemente piegata, gli occhi che puntano un immaginario metro di altezza dal suolo, e la mano sinistra dietro al collo.

L’Inter sta viaggiando con livelli di rendimento impressionanti e se qualche episodio col Torino fosse girato a favore, il ruolino sarebbe ancora migliore.

E’ Lunedì. E per fortuna ci sono ben 2 settimane per preparare la sfida con la Sampdoria.

Non ha nulla da chiedere al campionato la Samp. Pioli invece deve trovare le parole per chiedere ed ottenere il massimo impegno da parte di alcune pedine che in un modo o nell’altro, preferirebbe tenere in panchina.

Stefano Pioli sa che ignorare un ordine del genere per una partita è un problema. Non puoi farlo.

<Potrebbero cacciarmi?> pensa. <No. cacciarmi no. Ma togliermi il sogno di allenare la mia squadra il prossimo anno si.>

Stefano Pioli sa che se riuscirà a vincere anche con quegli uomini, le probabilità di allenare una rosa ancora più forte il prossimo anno, vestita di nero e di azzurro, aumenterebbero a dismisura.

Stefano Pioli Lunedì 20 Marzo, nei corridoi del Suning Training Center, cammina in preda ai suoi pensieri.

Lunedì 3 Aprile
San Siro

Marcelo! Marcelo! Dai… Concentrato! Se perdi la palla va bene, torna. Non perdere tempo ad imprecare”.

L’Inter è avanti. Al 35′ l’ha sbloccata D’Ambrosio. Stefano Pioli raggiunge lo spogliatoio con la sua solita espressione. Sguardo ad 1 metro d’altezza, mani in tasca, tanti pensieri per la testa. Brozovic al momento è il solito giocatore dai mille problemi mentali. Ever Banega non illumina. Ma l’Inter va.

“Dai dai dai ragazzi. Se usiamo la testa è così che va a finire. Siamo più forti di loro. L’abbiamo preparata. Marcelo guardami: puoi fare meglio. Lo sai anche tu. Dai dai Marcelo. Ever devi entrare di più nella manovra. Non aspettare la palla. Guardati attorno e proponiti al portatore”.

“Roberto tu ti fermi. Geoffry preparati che parti dal 1′ minuto”.

<Mamma mia…cosa sto facendo> pensa Pioli. Ma il risultato è buono e una Samp poco presente e poco vogliosa di raddrizzarla, potrebbe essere l’avversario giusto per permettere a Kondogbia di far bella figura.

Schick e Quagliarella ribaltano il risultato. Brozovic finisce il match con una ammonizione. Banega dura 1 ora. Lo stop in casa Inter è inaspettato. Nella mente di Pioli inizia a farsi strada qualche nube.

<Io non ci voglio pensare…no dai…è impossibile che…>

Stefano Pioli non sta pensando ad un qualche sorta di incantesimo interrotto da alcune scelte dettate dall’alto. Pioli ha paura d’altro.

Pioli ha paura di qualche voce che è iniziata a circolare ma che non riguarda lui. Un giorno un suo assistente gli confida di aver visto almeno un paio di procuratori entrare in sede a Milano. E’ uno strano triangolo quello che sta nascendo. Ausilio che fa quella richiesta, procuratori di giocatori in sede. Manca solo un ultimo cateto a questo triangolo. Ed il destino, che spesso, gode di queste coincidenze, lo propone in quel di Crotone, patria di Archimede.

Domenica 9 Aprile
Crotone.

<Se faranno una partita di rimessa potrei mettere in campo Murillo, riportando Medel a centrocampo a far coppia con Kondo. Davanti tengo in campo Ever. Se ci aspetteranno, ci concederanno punizioni. E uno come lui le sa battere>

A Crotone l’Inter sparisce. E’ 2-1. Forcing finale dettato dalla foga del vantaggio dimezzato. Ma i due gol incassati per opera dell’ex Falcinelli pesano come macigni. Hay como te duele!

Stefano Pioli non ha idea di cosa sia successo. Non ha idea del motivo per cui la squadra sembra che non sia nemmeno scesa in campo. Menti avulse dai propri corpi. Sembra una squadra di sconosciuti che ha bisogno di decine di passaggi sbagliati per capire qualcosa l’uno dell’altro.

<Ciao, tu sei un terzino che si sovrappone? Ah no. Te sei l’impiegato della difesa. Ma qui che ci fai?>

Sole in fase di tramonto, in quel di Crotone

Fine prima parte

di Marco Pasqua

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