Simulare è far credere

Cinque simulazioni che ci hanno fatto divertire. Tuffi, svenimenti, finti infortuni…troverete di tutto. Buona visione!

Emerson Acuña (Atletico Junior-America)

Come ben sappiamo i latini sono tra i simulatori più esperti. Qui Acuña, un giocatore dell’Atletico Junior, sceglie il modo più complicato per portare in vantaggio i suoi. Chiede l’uno-due al compagno, ma poco prima di ricevere la palla di ritorno, ecco che viene colpito da un cecchino tra gli spalti. Gambizzato, Acuña non riuscirà a presentarsi sul dischetto per calciare il rigore assegnato (!!) alla sua squadra. Il fatto che la simulazione non fosse per nulla necessaria (il nostro amico poteva tranquillamente stoppare la palla e segnare a tu per tu col portiere) rende tutto ciò un capolavoro. Fischiando quel rigore, l’arbitro si è prenotato per l’alcol-test.

Arturo Vidal (Real Madrid-Juventus)

Alla voce “come riempirsi di ridicolo” ecco che troviamo il WikiHow firmato Arturo Vidal. Per prima cosa occorre entrare in area, zona del campo in cui le simulazioni aumentano del 7200%. Successivamente, dopo aver fintato un tiro, sfiorate con cura il primo che vi passa vicino (in questo caso Illarramendi), e infine inciampare su un Diglett selvatico che spunta dal terreno. Il gioco è fatto. Per sfortuna del cileno, l’arbitro stavolta è normovedente e generoso, dato che non estrae cartellini. Vidal protesta platealmente, accusando arbitro, giudice di linea, avversari, compagni e tifosi di non-si-sa-cosa. Miglior attore protagonista.

Bryan Carrasco (Ecuador-Cile, Mondiale Under 20)

Benvenuti al circo. Il giovane Carrasco in questo caso si autocolpisce con uno schiaffo, non con la sua mano, bensì prendendo in prestito quella di un avversario. In diretta è quasi impossibile accorgersene, ma al replay la sceneggiata diventa plateale e il cileno viene giustamente sbugiardato dai telecronisti. Almeno ha avuto il buon senso di rialzarsi subito da terra, probabilmente sapendo di aver fatto un gesto vergognoso. Missione compiuta.

Enner Valencia (Ecuador-Cile, vol.2)

E’ di qualche mese  fa la grottesca simulazione di Enner Valencia. A risultato ormai acquisito, l’attaccante della nazionale ecuadoriana si accascia al suolo. Si sospetta una lesione muscolare ma, quando il giocatore viene trasportato in ambulanza con la mascherina dell’ossigeno, i più attenti alle cronache del giorno capiscono subito lo squallido teatrino che è stato organizzato. Valencia è separato dalla moglie, e ogni mese deve pagare gli alimenti alla figlia. Il mattino precedente alla partita era uscita la notizia secondo cui l’attaccante dell’Everton non rispettava i pagamenti ormai da molto tempo, per un debito di circa 17 mila euro. In Ecuadro questo reato prevede l’arresto, che avrebbe impedito al giocatore di scendere in campo. Ecco allora che durante il trasporto dal campo all’ambulanza, dove (così come in ospedale) nessuno può essere ammanettato per legge, va in scena una ridicola caccia all’uomo da parte della polizia.

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“Arresta il ferito prima che raggiunga l’ambulanza”. Sembra una missione di GTA San Andreas.

Enner Valencia non trascorrerà nemmeno un minuto in carcere, anzi pochi giorni dopo sarà protagonista di una doppietta nel match contro la Bolivia.

Dulcis in fundo

Miralem Sulejmani (Serbia-Croazia)

No, ok…scusate. A rivederlo bene sembra fallo.

di Luigi Favero

 

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