#MondoMotori – Intervista esclusiva a Manuel Poggiali

 

Vincitore di due mondiali (nel 2001 in 125 e nel 2003 in 250) Manuel Poggiali è stato senza dubbio uno dei piloti più amati dell’ultimo ventennio, da tutti gli amanti delle 2 ruote. Il pilota sammarinese, ritiratosi dal mondo delle corse nel 2008 (con un score di 12 gare vinte, 35 podi e 10 pole position, oltre i due mondiali già citati) oggi è istruttore al DRE, il corso ufficiale Ducati.
In questa intervista esclusiva (rilasciata lo scorso Agosto ad #AG90Magazine), Manuel racconta, con grande disponibilità, le sue emozioni e sensazioni in relazione alla sua carriera passata, ed alla sua vita attuale, con uno sguardo al futuro.

 

Immagine tratta da http://www.sbknews.it

Come hai conosciuto il mondo delle due ruote ed a quale età? Puoi raccontarci il tuo primo giorno in moto?
Una sera d’estate nel 1993, assieme ai miei zii paterni e qualche amico, eravamo al Luna Park vicino la pista di Miramare (RN).
Dopo qualche risata e qualche gioco, ci siamo trasferiti al minicircuito ma senza il consenso dei miei genitori, non presenti, mi sono dovuto accontentare di vedere loro divertirsi.
Quella serata ha lasciato in me un grosso buco, ma qualche mese dopo continui solleciti per provarne/averne una tutta mia, finalmente l’ho trovata in garage.
Un minimo di apprendistato e poi finalmente la pista. Davvero un’emozione sportiva unica!


Vittoria Mondiale 125 e vittoria mondiale 250, quale delle due è stata più difficile e quale più importante?
Il percorso dalle minimoto al Motomondiale è stato sì complicato ma relativamente corto, nel senso che nel 1997 correvo ancora in minimoto e nel 1998 ho esordito ad Imola nella classe 125gp.
Il primo mondiale è un sogno che si è avverato, una di quelle cose che sogni e che un giorno diventa realtà, con impegno, talento, e le giuste motivazioni un obiettivo raggiunto.
Il titolo in 250 è giunto al primo anno nella nuova classe, un anno davvero stratosferico.
Tra i due non ne ho uno preferito, cosi come i miei figli entrambi sono importanti ed indelebili nella mia vita sportiva e privata.


Un aneddoto simpatico che ricordi con il sorriso e che ti va di raccontarci?
Il periodo del motomondiale l’ho vissuto con poche distrazioni e tanto impegno, sinceramente, così su due piedi, non ricordo qualcosa di particolarmente simpatico. Se penso invece pochi anni fa, in un corso Ducati ero in pista con il mio gruppo di allievi; ad un certo punto guardo gli specchietti e vedo incollato a me un vero talento. Spingo un po’ e piano piano inizio a faticare nel prendere spazio tra noi; ad un certo punto ci stacchiamo talmente tanto dal resto del gruppo che decido di rallentare, solo in quel momento capisco che stavo girando con un “allievo doc”, Troy Bayliss.


Dopo le tante vittorie arriva un periodo difficile nonostante il tuo cristallino talento. Cosa cambieresti di quegli anni?
Assolutamente nulla; tutto ciò che ho fatto è dipeso da scelte personali, anche se a giovanissima età, però ha contribuito nel farmi maturare.
Lo sport a me ha insegnato tanto e soprattutto che dagli errori si deve crescere per non ripeterli.


Poggiali e Stoner, quali similitudini vedi nella vostra scelta comune e quali differenze invece?
Le nostre due carriere sono diverse, io ho vinto tanto, anche confrontandomi con lui, nei primi anni di carriera, lui ha vinto tanto dopo qualche anno di carriera.
Due talenti importanti che hanno scritto belle pagine di storia del Motociclismo.


Come descriveresti il giovane Poggiali pilota e come il Manuel uomo di oggi?
Talentuoso, grintoso, ragioniere e a volte focoso il giovane pilota nei primi anni di carriera; padre di due splendidi bambini con tanti sogni ed obiettivi raggiunti, appagato ed orgoglioso il Manuel d’oggi.


Cosa significavano le moto prima per te e cosa significano oggi?
La moto per me era tutto, la vita a casa e di anni di carriera erano in funzione del rendere il massimo per la moto. Un divertimento ed un’adrenalina unica!
Oggi per certi versi è anche il mio lavoro, vivo belle giornate con tanti appassionati che si ricordano delle mie imprese e con loro cerco di trasmettere le mie esperienze per farli guidare e divertire meglio e con maggiore sicurezza.


Nel 2013 la scelta di ritornare in pista e riesci a conquistare il gradino più alto del podio. Che sensazioni hai provato?
Dopo tanti anni di inattività totale, mi è capitata l’occasione di tornare in pista per sviluppare i prodotti Michelin. A mio avviso una cosa del genere rappresenta un’eccellenza da non perdere.
Ho deciso di ripartire a livello del tutto amatoriale, lavoro e famiglia sono la priorità, nonostante tutto mi sono divertito ed ho fornito le mie sensazioni nelle fase di guida.
È arrivato qualche bel risultato che sicuramente ho apprezzato, ma sinceramente nulla in confronto agli anni passati dove vivevo per quello.


Domani un team di primo livello ti propone una “sella” per gareggiare nel mondiale SBK o nel Motomondiale classe Moto GP, garantendoti, durante l’inverno, dei test che ti permettano di arrivare preparato agli appuntamenti. Accetti o rifiuti?
Per come è organizzata la mia vita oggi è del tutto impensabile, cosi come credo che la mia scelta di fermarmi nel 2008 ha rappresentato la fine della mia carriera da professionista.


Che consigli daresti a tutti i giovani aspiranti campioni?
I consigli sono tanti e pochi, dipende dal modo in cui si affrontano le cose, dalla voglia che ci si mette nell’affrontarle ma soprattutto dalle volte in cui si è disposti a rialzarsi dopo cadute o sconfitte e provarci fino a quando non si raggiunge l’obiettivo.


Grazie per la disponibilità Manuel, ed in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.

Crepi il lupo e grazie a voi.

di Rocco Lucio Bergantino

In collaborazione con
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