Come un’opera d’arte: Andrea “il Gallo” Belotti

È inutile, sul Gallo tanto si è detto, tanto si è scritto (noi stessi ne abbiamo parlato in più occasioni, sia qualche anno fa, che ad inizio autunno), ma giornata dopo giornata non se ne può proprio fare a meno e comunque si continua a dire e a scrivere tanto.
Un po’ come una bel quadro affisso sul muro di un importante museo mondiale, la cui vista non stanca mai e ogni minimo sguardo, scova particolari nuovi che rendono quell’opera sempre più unica, sempre più bella. Questo è Andrea Belotti, uno dei più pregiati capolavori presenti nella galleria d’arte della nostra Serie A…. ma che dico, Andrea Belotti è una dei più pregiati capolavori presenti nella galleria d’arte del calcio mondiale.

Prestazioni sontuose e reti a profusione stanno portando il ragazzo nell’Olimpo del calcio.

Una speranza ai tempi dell’Albinoleffe, una promessa quando vestiva rosanero, un bomber inarrestabile da quando è arrivato a Torino, il Gallo è cresciuto costantemente nel corso delle varie annate della sua ancora giovane carriera, dall’esordio in B con l’Albinoleffe (nella stagione 10/11) all’arrivo a Torino, appunto, nella scorsa stagione (con l’interregno rosanero).
Ma è nella stagione attuale che il gallo ha fatto decisivo salto di qualità con una crescita a dir poco esponenziale. Mister Miha ha coccolato il suo pupillo, cucendogli attorno una squadra ricca di talento, con compagni di reparto del calibro di Iago e Adem, due che la palla la trattano con i guanti (o gli scarpini) bianchi.

Andare a spulciare i soliti numeri (come se solo loro possedessero la verità incontrovertibile delle cose) risulterebbe sia noioso che ripetitivo, tuttavia appare complicato non sottolineare la grande rilevanza del bottino di 22 gol messi a segno con ancora 11 giornate da disputare; quest’ultimo, infatti, non si configura come un semplice dato, ma tratteggia alla perfezione il profilo di un grande attaccante, una vera e propria opera d’arte.

Il 9 granata si spende, corre, ruggisce e, soprattutto, la mette dentro facendo sembrare il tutto un gioco da ragazzi.

Nella tripletta dell’ultimo turno, c’è tutto. Fiuto del gol, acume tattico, anche un tocco di sana ignoranza (nel senso buono del termine) con quella corsa un po’ ingobbita stile toro scatenato, opportunismo, la classica “garra” e quel pizzico di “pazzia” che tramuta un ottimo giocatore in un campione.

Si sa il calcio divide, per questioni di tifo, bandiere e questioni di cuore, ma il Gallo ha deciso di mettere d’accordo un po’ tutti, conquistando il cuore dei tifosi di tutta Italia (e non solo) a suon di reti e grandi prestazioni, quasi come si fosse dimenticato di essere un “semplice calciatore” credendo di essere uno bellissimo quadro del calibro della Gioconda.

Allora preparate le macchinette fotografiche, cari amici; un passo indietro ed ammirate, ecco a voi una splendida opera d’arte: Andrea il Gallo Belotti.

Belotti

di Rocco Lucio Bergantino

 

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