Calciomercato – Come si valuta una plusvalenza

 

Può sembrare un’operazione banale, ma valutare una plusvalenza (o una minusvalenza) e il suo impatto a bilancio non è sempre così immediato. Da un punto di vista contabile infatti, è necessario tenere conto di tutti i dettagli per non incappare in errori che andrebbero a “falsare” un bilancio.

Prima di procedere con alcuni esempi pratici è però necessario introdurre i concetti di costo storico (o costo d’acquisto), ammortamento, prezzo di carico.

Costo storico: è semplicemente il prezzo di acquisto di un calciatore, ovvero la somma spesa dal club acquirente.

Ammortamento: semplificando, è la procedura contabile per estinguere un investimento pluriennale (n anni) dividendolo in n rate.

Prezzo di carico: è il valore attuale di un calciatore, il valore residuo in seguito all’estinzione di una o più rate di ammortamento.

Ricordiamo inoltre che gli ingaggi lordi dei calciatori risentono della tassazione in vigore nei rispettivi Paesi (in Italia 50%)

ESEMPIO 1 – GEOFFREY KONDOGBIA

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eurosport.com

Kondogbia nell’estate 2015 è costato all’Inter circa 34 milioni di euro (per semplicità applichiamo un’approssimazione per difetto), che sommati ai 6 di bonus portano a un totale di 40 milioni di euro (prezzo reale). Il suo ingaggio netto è di 3.5 milioni/anno per una durata di 5 anni (ingaggio lordo annuo pari a 7 milioni).

Dividendo il costo reale (40 milioni) per la durata contrattuale (5 anni) otteniamo il valore della rata d’ammortamento, ovvero 8 milioni.

Pertanto Ammortamento (8)+Ingaggio lordo (7)=15 milioni*, è la risposta alla domanda “quanto costa in un anno Kondogbia all’Inter?” (in economia viene detto “impatto a bilancio”).

*L’Inter nel primo anno di Kondogbia ha iscritto a bilancio una cifra inferiore (pari a quasi 13.5 milioni di euro), poichè i bonus vanno valutati sulla base dei risultati (individuali e di squadra) ottenuti a fine stagione (il senso dei bonus è prorpio questo, ovvero quello di scaricare un costo su uno o più bilanci futuri e non sull’esercizio in corso).

Considerando dunque un ammortamento “pre-bonus” di 6.5 milioni nel 2015/2016 e di 8 milioni in questa stagione, a giugno 2017 il prezzo di carico (o valore attuale) di Kondogbia si otterrà dalla sottrazione Prezzo storico (40)-Ammortamento 2015 (6.5) -Ammortamento 2016 (8)= 25.5 milioni di euro.

Una eventuale cessione nella prossima estate per un valore superiore a 25.5 milioni genererà dunque una plusvalenza (e una minusvalenza nel caso contrario).

Due ipotesi:

Kondogbia ceduto a giugno 2017 per 30 mln—–>plusvalenza di 4.5 mln;

Kondogbia ceduto a giugno 2017 per 20 mln—–>minusvalenza di 5.5 mln.

Visto il Costo storico di 40 mln, è dunque un errore grossolano credere che una eventuale cessione per una cifra inferiore a 40 mln porti per forza a una minusvalenza.

 

ESEMPIO 2- ALESSIO ROMAGNOLI

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calcioweb.eu

Acquistato dal Milan nel 2015. Costo storico 25 mln. Durata contrattuale 5 anni.

In base agli accordi sottoscritti tra Roma e Milan, in caso di futura rivendita la Roma percepirà il 30% della cifra eccedente i 25 milioni. Ad esempio, in caso di cessione a 35 milioni, la Roma riceverà il 30% di 35-25=10 mln, ovvero 3 mln.

Ammortamento—–> Prezzo d’acquisto (25) / Anni di contratto (5) = 5 mln

Dunque dopo un anno di contratto (giugno 2016) il Prezzo di carico è pari a 25-5=20 mln. Dopo due anni di contratto (giugno 2017) il Prezzo di carico sarà pari a 25-5-5=15 mln.

Pertanto, in caso di eventuale cessione a giugno 2017, gli scenari possibili sono questi:

Cessione a 25 milioni—–>Plusvalenza di 10 mln (il Milan incasserebbe 25 mln a fronte di un Prezzo di carico pari a 15);

Cessione a 30 milioni—–>Plusvalenza di 15 mln (la Roma ricaverebbe 1.5 mln quindi la Plusvalenza netta del Milan sarebbe di 13.5 mln);

Cessione a 40 milioni—–>Plusvalenza di 25 mln (la Roma ricaverebbe 4.5 milioni quindi la Plusvalenza netta del Milan sarebbe di 20.5 mln);

Esagerando, cessione a 50 milioni—–>Plusvalenza di 35 mln (la Roma ricaverebbe 7.5 mln quindi la Plusvalenza netta del Milan sarebbe di 27.5 mln).

In ogni caso, a giugno 2017, il breakeven point (in economia il punto di pareggio, al di sopra del quale l’azienda è in guadagno e al di sotto del quale l’azienda è in perdita) per la cessione di Romagnoli corrisponde alla cifra € 15mln.

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di Luigi Favero

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