Chelsea, tutti i segreti della rinascita di Antonio Conte

Dopo un anno di transizione la corazzata Chelsea di Roman Abramovic sembra aver trovato la quadra della situazione. L’uomo della ricostruzione è l’ex commissario tecnico della Nazionale Antonio Conte.

Le certezze dell’allenatore leccese

Così come accaduto nel suo periodo alla Juventus, Antonio Conte è riuscito a rivitalizzare uno spogliatoio ormai ridotto in brandelli. In quel caso prese il club bianconero da due settimi posti e lo condusse in modo insperato alla conquista di tre scudetti consecutivi. In Inghilterra sta avvenendo lo stesso, grazie alla sua caparbietà e all’organizzazione tattica, le autentiche fondamenta su cui si basa il suo calcio.

In molti lo paragonano a Fabio Capello, per la sua capacità di essere un sergente di ferro, ma se chiedete a Conte cosa ne pensa di questo paragone di certo non otterrete parole al miele, dopo il suo burrascoso rapporto con l’ex allenatore friulano.

Forse è più simile al suo grande mentore Marcello Lippi, che ha il merito di aver inculcato proprio nella testa di Conte la mentalità vincente che lo sta contraddistinguendo in questi suoi primi anni di carriera.

L’evoluzione tattica 

Il lavoro e l’organizzazione sono quindi alla base della bravura di Conte, riscontrabile anche per quanto fatto nell’ottimo Europeo disputato dall’Italia. Quello che però ha fatto fare il salto di qualità all’allenatore leccese è stata la grande capacità di adattarsi ad un calcio moderno che si evolve sempre più velocemente.

Partito col 4-2-4 ai tempi di Bari (primo posto anche lì), passando poi al famoso 3-5-2 alla Juventus e finendo poi al 3-4-3 che stiamo ora ammirando con il suo nuovo Chelsea. Dopo risultati piuttosto altalenanti di inizio stagione (come la sconfitta contro l’Arsenal per 3-0) ecco che Conte fa un passo indietro. Aggiusta la squadra tatticamente, dando più sicurezza con la difesa a tre e sfruttando al meglio tutte le potenzialità offensive sugli esterni di Willian e Hazard, facendo rinascere Diego Costa che sembra essere tornato quello visto fino a due stagioni fa.

Lo spogliatoio

Infine, per mettere la ciliegina sulla torta, l’ingrediente davvero vincente: far sentire umili le grandi “star” dello spogliatoio e mettere tutti sullo stesso piano. Lo aveva fatto con Del Piero alla Juve, lo sta facendo oggi con Fabregas.

Serve sempre avere gli ingredienti giusti per formare una squadra di successo, ma senza un ottimo chef non si va da nessuna parte e Conte in questo meriterebbe un bel “cinque stelle Michelin”.

di Vitali Valerio

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