Antica Bottega Monaco – Gli affari di Dmitry Rybolovlev

monaco

Quando nel 2011 il magnate russo del potassio Dmitry Rybolovlev annunciò di aver acquisito il 66% delle quote del Monaco, la Francia si ritrovò a fare i conti con la seconda acquisizione estera di una sua squadra di calcio.

La storia del passaggio di quote del Monaco fece sollevare più di qualche ciglio vista l’acquisizione ancora fresca del PSG da parte del fondo Qatariota gestito dalla famiglia Al-Thani. Tutto sommato però, il Monaco galleggiava in acque non proprio di primo piano. La squadra era retrocessa in Ligue 2 e lo stadio che da anni ospitava la Supercoppa europea, di colpo, divenne la sede di match molto meno importanti dal punto di vista mediatico e sportivo, non solo europeo ma anche nazionale.

Quando Rybolovlev sbarcò nel principato monegasco i più pensarono ad un’operazione di esportazione di capitali dalla Russia verso il ben più sicuro enclave in terra francese. Altri invece, sulla base delle prime notizie reperite sul nuovo patron, videro nell’operazione un inizio di scalata verso le banche monegasche da parte dei magnati russi, vogliosi di trovare altri lidi in cui parcheggiare i loro profitti dopo aver quasi di fatto comprato l’intera Cipro in termini di banche, infrastrutture ed assets vantaggiosi.

Rybolovlev invece sbarcò a Monaco con l’idea che il calcio potesse essere un investimento profittevole. Un modo, come un altro, di remunerare il capitale attraverso una sana gestione aziendale ed un focus verso gli aspetti di gestione più moderni rispetto a quelli canonici.

In più il campionato francese, grazie proprio al lavoro fatto dal PSG, stava recuperando appeal, con tutto ciò che ne derivava dal punto di vista degli introiti. Insomma l’investimento sportivo era molto più allettante di qualunque altro fine immaginabile all’epoca.

Il 29 Maggio 2012 il patron russo decide di dare fuoco alle polveri ingaggiando Claudio Ranieri con un contratto biennale ed una precisa richiesta: riportare il Monaco in Ligue 1 il più preso possibile.

L’attuale tecnico delle foxes impiega 2 giornate in meno rispetto al calendario per ottenere la promozione. Il Monaco torna nella massima serie francese ed è esattamente in quel giorno che l’antica bottega Monaco inizia a lavorare in prospettiva.

Nell’estate del 2013 sbarcano a Monaco James Rodriguez, Ricardo Carvalho, Joao Moutinho, Eric Abidal, Jeremy Toulalan, Geoffry Kondogbia e Radamel Falcao per la cifra record di 62 milioni di euro.

Totale speso? Siamo ben oltre i 150 milioni di euro.

Il risultato della prima stagione di Ligue 1 è un fantastico secondo posto dietro il PSG che lancia il Monaco in Champions League.

La vetrina europea mette in luce alcuni dei talenti più importanti della squadra e, nonostante siano state formulate diverse ipotesi circa le cessioni condotte nel 2014, quella del Monaco è una scelta ben precisa: investire oggi per rivendere domani.

James Rodriguez, complice 1 annata pazzesca coronata con un Mondiale brasiliano di estrema qualità, terminato ai quarti contro il Brasile padrone di casa, lascia Monaco dopo soli 12 mesi ed i 70 milioni complessivi spesi per lui e Joao Moutinho, diventano 80 milioni incassati soltanto per la cessione del colombiano al Real Madrid.

Dopo 20 presenze ed 11 reti segnate ed un grave infortunio che non gli consentirà di guidare i cafeteros nella spedizione brasiliana, anche Radamel Falcao lascia Monaco.

Per lui infatti si fa vivo il Manchester United di Van Gaal che offre 12 milioni ai monegaschi per il prestito e ne pattuisce 55 per un eventuale successivo riscatto. L’attaccante colombiano non trova il feeling con il tecnico e la squadra e a fine anno, lascia i Red Devils avendo comunque sollevato il club monegasco del suo ingaggio da circa 20 milioni di euro a stagione.

Nell’estate del 2014 lascia Monaco anche quel promettente Emmanuel Riviere messosi in luce come seconda punta al fianco di Falcao e poi come prima punta monegasca, per una somma vicina ai 7 milioni di euro.

Il primo anno di Ligue 1 si chiude con un saldo positivo pari a circa 50 milioni di euro ovvero 1/3 di quanto speso nella stagione precedente.

Ma è il mercato estivo successivo, quello che infiamma le casse monegasche e conferisce splendore all’Antica bottega Monaco.


Di ritorno dal prestito, Falcao transita soltanto a Monaco, ripartendo verso il Chelsea di Mourinho. A Monaco arriva l’esonero dal pagamento dell’ingaggio ed altri 7 milioni più bonus per l’operazione di prestito, che secondo diversi media, pareggiano la spesa per il prestito sostenuta la stagione precedente dal Manchester United.

A lasciare Monaco con destinazione Manchester United, questa volta, è Anthony Martial, per una cifra vicina ai 50 milioni di euro fissi più altri 30 di bonus. Il mondo resta shockato ed il tanto agognato attaccante Mister X inseguito da Van Gaal si scopre essere proprio il giovane francese in forza al Monaco, che fino a quel momento non aveva propriamente brillato.

Geoffrey Kondogbia, arrivato per 20 milioni di euro dal Siviglia, attira su di se le attenzioni delle milanesi, e dopo un’asta al rialzo, sbarca a Milano sponda Inter per una cifra complessiva pari a 40 milioni di euro. Ritorno dell’investimento: +100%

Il PSG dominatore della Ligue 1 mette gli occhi sul terzino francese Layvin Kurzawa e dopo una trattativa lampo, se lo assicura per 25 milioni di euro. In questo caso la plusvalenza è totale visto che il polivalente terzino a Monaco era cresciuto con relativa trafila di giovanili.

L’Atletico di Simeone mette gli occhi sull’ala sinistra belga Yannick Carrasco ed anche in questo caso la disponibilità a cedere si manifesta tra i dirigenti del Monaco. In cambio di 17 milioni di euro, il belga diventa proprietà del cholo Simeone. Come per Kurzawa, la provenienza dalle giovanili monegasche assicura a Rybolovlev & co. una plusvalenza totale.

Aymen Abdennour dopo 14 mesi di esperienza monegasca è l’ennesima partenza di una campagna acquisti/cessioni da record. Pagato 13 milioni di euro, lascia Monaco per 22 milioni ed un biglietto per Valencia.

Per 7.5 milioni di euro Lucas Ocampos, oggi in forza al Genoa, lascia Monaco con destinazione Marsiglia facendo levitare il totale degli incassi estivi per la campagna 2014/15 ad una cifra monstre di 167 milioni di euro.

Il Monaco ne spende 96 per assicurarsi i rimpiazzi ed in meno di 2 stagioni, i 160 milioni spesi per posizionare la squadra sulla cartina delle potenze europee, rientrano per intero nelle tasche di Dmitry Rybolovlev.

Nella scorsa estate il Monaco chiude la campagna acquisti/cessioni con un deficit di 30 milioni di euro. Cifra che però non spaventa affatto la diligence monegasca in quanto:

– Radamel Falcao è tornato a ruggire avendo siglato già 10 reti in metà campionato.

 Guido Carrillo arrivato per 9 milioni di euro dall’Estudiantes, ne ha siglati già sette in campionato accendendo diversi fari sulla sua posizione.

– Thomas Lemar, tuttocampista monegasco, è considerato da molti LA prossima stella monegasca, grazie ad una stagione da 8 reti e 3 assist

– Fabinho, infallibile rigorista, è ancora tra i pensieri di Mourinho che se vorrà portarlo a Manchester, dovrà reperire una cifra ben più alta rispetto ai 50 milioni di euro rifiutati dai monegaschi la scorsa stagione.

– Secondo diverse fonti, il valore di mercato di Gabriel Boschilla è già triplicato rispetto ai 9 milioni di euro versati al Sao Paulo la scorsa stagione.

– Come se non bastasse, il Monaco è approdato agli ottavi di Champions ed insegue il Nizza al vertice della Ligue 1 con qualche speranza di vittoria in più rispetto agli scorsi anni, data dalla partenza un po’ sbilenca del PSG privatosi di Zlatan Ibrahimovic.

La somma di questi fattori fa dell’antica bottega Monaco una delle maison più brillanti in Europa, in grado di scovare attraverso un intenso lavoro di scouting rivelato proprio dal patron Rybolovlev, i migliori talenti in tutti i campionati del globo. Questo “semplice” lavoro garantisce l’autosufficienza finanziaria alla squadra ma anche la bontà di quell’investimento profuso ormai 5 anni fa da uno sconosciuto magnate del potassio russo.

di Marco Pasqua

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