Steven Gerrard: One of a kind

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Il sogno di un bambino

Quando da bambino cresci in una famiglia dove il calcio è onnipresente, il più delle volte sogni di diventare un calciatore.

Quando da bambino guardi giocare la tua squadra del cuore il giorno della finale della FA Cup, resti incollato al televisore ipnotizzato dall’oggetto rotondo che rotola sul rettangolo verde ma ancor di più sei attratto, un attrazione viscerale, da quella divisa di colore rosso, quella divisa che vorresti tanto indossare, ad ogni costo.

Quando sei bambino, sogni di diventare un calciatore importante, magari un capitano, sogni di segnare ai rivali di sempre, sogni di alzare trofei. Quando hanno chiesto al piccolo Steven Gerrard cosa volesse fare da grande, molto probabilmente la risposta è stata “il capitano del Liverpool!”


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“First Love” Fonte: http://www.tacchettidiferro.com

Liverpool Wants You!”

Per il piccolo Stevie c’era e c’è sempre stata solo una passione, il Liverpool. Venne notato già all’età di 7 anni quando militava nel Whiston Junior, ed è proprio in questo momento dove dovette fare la sua scelta: Manchester United o Liverpool? Essere stato notato dallo United, la squadra dei palloni d’oro Best e Charlton, è qualcosa di straordinario ed emozionante per un bambino di 7 anni, praticamente il sogno! Ma il piccolo la sua scelta l’ha già fatta, non ha dubbi, se il Liverpool chiama non puoi esitare.

Allenarsi al Melwood? Dove si allena la prima squadra? Io?”, queste le parole del Gerrard bambino, sorpreso e soprattutto emozionato dalle parole del padre. Il ragazzino timido e minutino si distingue in tutte le trafila giovanili sino al giorno in cui debutta contro il Blackburn Rovers (29 Novembre 1998), e da li in poi sappiamo tutti come continua la storia! Da quel giorno Steven Gerrard vestirà per ben 710 volte la casacca dei Reds (capitano dal 2003-2004) coronando la sua carriera con 170 gol ed innumerevoli riconoscimenti individuali.

Possiamo indicare la stagione 2000-2001 come quella della svolta per la carriera del centrocampista inglese, di fatti in quella stagione raggiunge con il Liverpool lo storico “Treble” con le vittorie di FA Cup, Coppa di Lega (EFL Cup) e Coppa Uefa. E poi arriva la nomina di capitano da parte di Houllier, il quale motivò la sua scelta descrivendo come le prestazioni e sopratutto la passione con la quale giocava Gerrard avessero condizionato la sua scelta, non a caso stiamo parlando di “Captain Fantastic”.

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Liverpool – Blackburn Rovers, fonte: http://www.radiogoal.it

Arrendersi? Mai!

Una della caratteristiche di quello che è stato definito come il centrocampista “Box-to-Box” più forte (forse secondo solo a Bobby Charlton) è la grinta e la riluttanza alla resa, parola sconosciuta a Stevie G. Chi lo ha conosciuto dentro e fuori il campo da gioco, lo descrive come un tipo taciturno e apparentemente schivo e timido, quella classica persona di poche parole e di molti fatti.

La parola “rimonta” sicuramente è qualcosa di ricorrente nella carriera di Steven Gerrard, uno “duro a morire”. Come in un buon film d’azione, in ogni partita rimontata da Steven e compagni prima si va sotto e tutto sembra irrimediabilmente perduto ma poi Captain Fantastic scuote la squadra e ricorda che si combatte sino all’ultimo, si combatte per la Kop!

Basta ricordare la partita contro l’Olympiakos di Champions vinta 3 a 1 con gol finale di uno strepitoso Gerrard e sopratutto quella che sarà ricordata come una delle finali più belle della competizione europea contro il Milan di Maldini, Kakà e Shevchenko. Primo tempo da incubo sotto 3 a 0, Liverpool tramortito che torna negli spogliatoi con la coda tra le gambe. Secondo tempo da sogno, Gerrard sale in cattedra e prende tutta la squadra sulle sue spalle portandola al pareggio e alla vittoria ai rigori di una storica finale, venendo nominato, per usare un termine da NBA , “MVP” della partita e miglior giocatore della competizione.

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 Finale Champions 2004- 2005, fonte: http://www.dailymail.com

Il più odiato dagli odiati

Ho sempre avuto paura di perdere con l’Everton e lo United perché sono un tifoso e lo so cosa significa e quanto fa male”.

Da queste parole capiamo il peso che dava Gerrard alle partite contro i cugini dell’Everton e gli odiati vicini dello United. Forse la rivalità più forte al livello nazionale quella tra Reds e Red Devils, rivalità che coinvolge sopratutto i giocatori nati nei e cresciuti nei club. Steven Gerrard non poteva non rincarare la dose quando in un video girato a casa sua mostra tutte le divise raccolte in match disputati, ci sono tutte le divise di ogni club contro il quale ha giocato ma non ci sono quelle del Manchester United. Non colleziona le divise dei rivali ma colleziona e conserva molto orgogliosamente la statistica che lo vede come il giocatore che ha segnato più gol al Old Trafford contro il Manchester United. Più volte sottolineerà come vincere contro il Manchester United sia una delle cose più belle nella carriera di un giocatore del Liverpool, “The Sweetest Thing”, sopratutto poi se segni contro di loro in una finale di coppa nazionale.

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Il primo gol di Gerrard contro lo United

Inspirational Captain

Come in ogni carriera di un calciatore, anche nella sua ci sono stati alti e bassi, come non ricordare quello scivolone contro il Chelsea diventato poi “meme” sui social che costò al Liverpool il titolo di campione d’Inghilterra. Nonostante ciò questo non può mettere in discussione quello che tra tutti i giovani della “Golden Generation” forse ha meritato di più di tutti, gloria e riconoscimenti grazie alla tenacia e alla fedeltà verso il proprio club. Un giocatore così non può non diventare una leggenda e un idolo del proprio club e sopratutto dei tifosi di una città intera. Steven Gerrard era l’anello di congiunzione tra la squadra e “la Kop”, la curva di Anfield luogo simbolo del tifo cittadino, li da dove si intona il mistico “You’ll Never Walk Alone”, calciatori, giornalisti e amanti del mondo del calcio definiranno Gerrard come l’impersonificazione della curva di Anfield Road.

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Farewell Stevie G.

“Quando attraversi una tempesta, tieni lo sguardo alto e non aver paura del buio, alla fine della tempesta c’è un cielo dorato e il dolce, argenteo canto di un’allodola.”

Farewell Steven Gerrard, il mondo del calcio ed i suoi appassionati ti ringraziano, One of a Kind!

di Andrea Danuzzo

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Una risposta a “Steven Gerrard: One of a kind

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