Salutate la capoLipsia

Brano consigliato:

Sono passati solo pochi mesi da quando, al secondo anno di Premier, il Leicester di Claudio Ranieri ha sollevato al cielo il trofeo della Barclays Premier League. E’ chiaramente azzardato e prematuro mettere in piedi un paragone tra le Foxes annata 2015-2016 e una banda di giovani ragazzi i cui rivali al momento possono solo accontentarsi di prenderle la targa. Sì perchè in Bundesliga sta facendo parlare di sè la terribile neopromossa che risponde al nome di RB Lipsia.

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immagine tratta da goal.com

A dirla tutta, gli appassionati più attenti avranno notato la rapida scalata di questa squadra dai bassifondi delle serie minori tedesche alla Bundesliga in soli 5 anni. Un campionato di livello era abbastanza prevedibile, si parlava pur sempre di una stagione tranquilla, da chiudere nella prima metà della classifica. L’asticella oggi sembra essersi alzata, i Tori Rossi (ehm…) danno l’impressione di poter lottare fino in fondo per un piazzamento nelle prime 3-4 posizioni della lega.

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La Red Bull Arena di Lipsia

Come avrete intuito il RB Lipsia non è altro che un progetto nato sotto forma di “filiale” della Red Bull (aggirando il regolamento della Federazione che non lo permetterebbe), motivo per cui la squadra non gode di buonissima reputazione, per usare un eufemismo. A questo proposito vi consigliamo la lettura del bellissimo pezzo del nostro Marco Pasqua, che poche settimane fa ci spiegava le origini e la storia del club.

Il Lipsia potrebbe sembrare una squadra destinata a ripercorrere le orme di club acquistati da magnati russi piuttosto che sceicchi arabi, e questo ce lo dirà solo il futuro. La realtà, però, è che ad ora la società della Sassonia rappresenta uno dei progetti tecnici più interessanti del panorama internazionale. In estate sono infatti stati sborsati 50 milioni, una cifra consistente ma non faraonica, per gli standard del 2016. Sono arrivati la talentuosa mezzapunta scozzese Oliver Burke (15 milioni dal Nottingham Forest), il centrocampista centrale Naby Keita (15 milioni dai fratelli del RB Salisburgo), il trequartista Timo Werner (10 milioni dallo Stoccarda), e infine Bernardo, 21enne difensore brasiliano proveniente sempre dal RB Salisburgo (il rapporto tra Lipsia e Salisburgo nelle finestre di mercato è praticamente identico a quello che per anni c’è stato tra Udinese-Granada-Watford, e il prossimo a compiere questo percorso sarà probabilmente Valentino Lazaro, stellina della squadra austriaca). Gli altri nuovi arrivi sono giocatori in prestito o giovani del vivaio aggregati stabilmente alla prima squadra.

Il 3-1 al Werder, una delle partite migliori di questo campionato:

L’età media della rosa è di 23,9 anni. Giovani, appunto. La costruzione della rosa in estate non è passata per la ricerca del nome altisonante, magari del campione a fine carriera per compiacere tifosi e opinione pubblica. Dietro il progetto tecnico c’è Ralph Hasenhuttl, 49enne allenatore austriaco anch’egli ingaggiato a luglio dopo una entusiasmante salvezza alla guida dell’Ingolstadt. Hasenhuttl è uno dei maggiori esponenti della nuova scuola austro-germanica tutta gegenpressing e difesa alta, impronta che ritroviamo anche nella squadra Nazionale di Alaba e compagni, pur essendo reduce da un Europeo da dimenticare.

Emil Forsberg, la stella della squadra:

Il modulo di riferimento della squadra è un 4-2-2-2 elastico che permette di passare al 4-3-3 a partita in corso. I due trequartisti sono l’austriaco Sabitzer a destra e il classe 1991 ex Malmoe Emil Forsberg, punto fermo della Svezia e vera stella della squadra, a sinistra. Forsberg è la principale fonte di gioca offensiva, è molto bravo nel fornire assist ed è dotato di un gran tiro, che gli permette di andare spesso a segno. Le due punte sono il talentuoso Werner (classe 1996), una delle poche note positive dello Stoccarda 2015-2016 e astro nascente del calcio tedesco, e Yurary Poulsen, gigante 22enne di più di 190 cm che con i suoi gol ha dato un grosso contributo all’ultima promozione. Poulsen è nel giro della nazionale danese, pur essendo originario della Tanzania, nazione di cui tuttora mantiene la cittadinanza. Si adatta a meraviglia a un gioco di contropiede non essendo il classico spilungone d’area piccola, ma piuttosto un attaccante rapido che svaria sul fronte offensivo. Nel parco attaccanti troviamo inoltre Davie Selke, ex Werder Brema e under 21 tedesco, soluzione spesso adottata in corso di gara, e Oliver Burke, promettentissimo funambolo scozzese.

La vera svolta in mezzo al campo è stata di fatto l’acquisto di Naby Keita, classe 1995 guineano dal sicuro avvenire. Per farvi capire di cosa stiamo parlando e per ritornare al solito Leicester, diciamo che per caratteristiche fisiche e tattiche ricorda molto Ngolo Kantè, anche se il giocatore ex Salisburgo non disdegna talvolta l’inserimento offensivo, con e senza palla. Tra i centrocampisti figura anche Rani Khedira, fratello del più famoso Sami. Tuttavia Khedira jr. è spesso relegato a sedere in favore del titolare italo-tedesco Diego Demme.

Nonostante l’abbacinante talento offensivo della front-line, il vero punto di forza della squadra è la difesa. La linea titolare è composta da Bernardo, Orban, l’ex fiorentino Compper e Halstenberg, da destra a sinistra. I biancorossi vantano infatti la seconda miglior difesa della Bundesliga con 9 reti al passivo, dietro solo al Bayern che ne ha subite 7 (nel campionato più prolifico d’Europa sono ottimi dati), e il portiere ungherese Gulacsi è riuscito a mantenere vergine la sua porta per 4 volte nelle prime 10 partite, record assoluto per una neopromossa.

La rocambolesca vittoria (2-3) di venerdì sera alla BayArena di Leverkusen, uno dei campi più ostici di Germania, stava regalando al Lipsia la sua prima storica notte da capolista solitaria. Ma chi avrebbe mai sperato che, di lì a poco, il tonfo del Bayern in quel di Dortmund avrebbe prolungato questo primato per almeno altri 7 giorni? Come dicono gli inglesi “sky is the limit” e intanto questo giovane RB Lipsia, ancora imbattuto, continua a volare. D’altronde, come sappiamo…ti mette le ali!

di Luigi Favero

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