Roma-Torino solo andata: i 5 Giocatori che hanno sofferto il passaggio dai giallorossi ai bianconeri

Nella storia “calcistica” degli ultimi decenni, molti sono stati i calciatori che hanno smesso la maglia giallorossa dopo una esperienza più che positiva nella capitale, per indossare quella bianconera della Juventus.
In alcuni casi, il passaggio dal Colosseo alla Mole, non è stato del tutto produttivo per gli atleti, i quali (chi più chi meno) si sono ritrovati a dover fare i conti con molte difficoltà.

Daniel Pablo Osvaldo-

Partiamo con Daniel Pablo Osvaldo.

ANSA/PIER PAOLO FERRERI

ANSA/PIER PAOLO FERRERI

Di nazionalità argentina, ma in possesso anche il passaporto italiano (grazie al quale ha giocato in nazionale) con la Roma ha militato per 2 stagioni: 2011-2013, con 56 presenze e 28 gol, all’incirca 1 gol ogni 2 prestazioni. Grande attaccante con ottimo fiuto per il gol entrò subito nei cuori dei tifosi, segnando anche reti in modo acrobatico.

Nel 2013 passa al Southampton e l’anno successivo va in prestito alla Juventus dove in 11 presenze riesce solamente a segnare 1 gol, proprio con la sua ex squadra, la Roma.

FC Juventus's Pablo Daniel Osvaldo celebrates after scoring the 0-1 during the Serie A soccer match against AS Roma at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 11 May 2014. ANSA/ETTORE FERRARI

ANSA/ETTORE FERRARI

Nel mondo di oggi, i calciatori non sono propensi ad esultare per una rete contro la propria ex squadra, ma Osvaldo lo fece, anche in modo abbastanza provocatorio.
Poi, dopo l’ esperienza bianco-nera, il vuoto, l’ oblio: la stampa non parla più dell’argentino, il giocatore non fa notizia anche quando veste la maglia della Nazionale.
Fino al 2016 passa da una squadra all’altra; si succedono Inter, Boca Juniors e  Porto e in 4 anni non riesce ad segnare più di 10 gol.

Decide così di ritirarsi dal mondo del calcio, di pensare ad altro, di seguire l’istinto ed è proprio seguendo quest’ultimo che troverà la sua musa ispiratrice: la musica.

-Miralem Pjanic-

Il detto: “Tutto si crea, nulla si distrugge” non sembra valere qui; si potrebbe scrivere invece:”La Lupa crea, la Juve distrugge” ed è quello che in Serie A sembra accadere a Miralem Pjanic.

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Del bosniaco non si può di certo dire che sia finito nel dimenticatoio, ma le sue prestazioni, se confrontate con quelle dimostrate indossando la maglia giallo-rossa, ora sembrano essersi dimezzate.
Sembrava che tra il bosniaco e la Lupa si fosse creato un rapporto madre- figlio, ma invece così non è stato. Pjanic è rimasto alla Roma per ben 5 stagioni.

Amato dai suoi tifosi, entrato a pieno titolo negli 11 titolari, il bosniaco non si mette in mostra per la sua velocità, ma per le abilità balistiche: ottimo possesso palla, precisione nei passaggi e nei cross ma, soprattuto un cecchino da calcio di punizione. Magnifiche le sue realizzazioni da calcio di punizione da ogni posizione.

Ed è forse proprio per queste che Allegri ha voluto metterci le mani sopra.

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I tifosi giallorossi non hanno preso bene il “tradimento” del bosniaco; al momento del passaggio, infatti, hanno espresso il loro disappunto attraverso i social.
Ma la fortuna non sembra sorridere al giovane talento, il quale non è riuscito a entrare nei meccanismi della squadra e non si è distinto sui compagni di reparto. Nella nuova squadra non sembra più la stella che era alla Roma, sembra essersi affievolita la fiamma, diminuita la cattiveria, come se avesse paura di giocare il pallone, non riuscendo più ad impostare il gioco come prima e venendo meno, quindi, al suo compito da regista.
In molte partite Pjanic è stato definito ” Flop” ma, ora come ora, si sta lentamente riprendendo; speriamo torni alle sue vecchie prestazioni.

-Marco Borriello-

La Lupa non è solamente un simbolo per i tifosi, è anche un luogo di rifugio. Rifugio nel quale è venuto a stare Marco Borriello nel 2010, dopo essere andato via dal Milan e comprato dalla Roma.

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Con il club giallorosso riesce a totalizzare 41 presenze e 11 gol.
Poi va in prestito alla Juve, segnando 2 reti in 13 partite. Dopo l’ esperienza in bianco-nero, l’ attaccante sembra aver perso il suo smalto, la cattiveria sotto porta, anche nel gioco aereo appare molto più ” spento” rispetto alle prestazioni a cui eravamo abituati.
Il suo rendimento cala improvvisamente a tal punto da segnare soltanto 13 reti tra il 2011 ed il 2015 (12 delle quali nell’unica stagione positiva di questo arco di tempo, con il Genoa).
Numeri che sicuramente non rispecchiano un attaccante che con la Roma aveva dato tanto. Di fatto, dopo l’esperienza con la Roma e con il prestito in bianco nero, non è riuscito più a militare in grandi club come Roma, Juve, Inter; tuttavia, pur non vestendo una maglia di un top club, in questa stagione con il Cagliari, sta mettendo in mostra ottime prestazioni e, soprattuto, una ritrovata confidenza con il gol

Mirko Vucinic-

Cresciuto con i colori giallorossi, Mirko Vucinic inizia la sua carriera nelle giovanili del Lecce.

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Passato alla Roma nel 2006 dopo 6 stagioni in Puglia (nelle quali ha totalizzato 34 reti), nella capitale mette subito in mostra il suo talento. Grandissimo attaccante con gran fiuto per il gol, vero rapinatore d’area, dotato di gran velocità e facilità nel saltare l’avversario, il montenegrino totalizza con il club giallorosso la bellezza di 46 reti in 5 stagioni.

“[A Roma] Ho dei bellissimi ricordi, e il rimpianto, grande, di non aver vinto lo scudetto.“

Queste le sue parole che sanciscono, nell’estate 2011, il suo passaggio alla Juventus.
Con il club bianco-nero gioca solamente 3 stagioni, segnando 21 reti in campionato, ed andando solo in una occasione in doppia cifra (con le 10 reti della stagione 2012/2013). Nel 2014, va “a fare soldi” negli Emirati Arabi, con l’Al Jazira.

Dopo le stagioni lontano dalla Serie A, ci sembra di assistere a un vero e proprio “esilio” del calciatore, il quale , verosimilmente, non tornerà più a giocare in Italia.

-Jonathan Zebina-

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Soprannominato la Gazzella per la sua rapidità, il brasiliano è stato uno dei protagonisti principali del terzo scudetto giallorosso datato 2001.
Se mettiamo a confronto i numeri dell’ex talento con la Roma e Juve notiamo delle sostanziali differenze: con la squadra della capitale, infatti, gioca per 4 stagioni, dal 2000 al 2004, con 88 presenze, riuscendo a segnare solamente una rete, mettendo in mostra prestazioni quasi sempre positive.
L’anno seguente, nel 2005, passa alla Juventus; resta con il club bianconero per 6 stagioni fino al 2010, totalizzando 98 presenze e non andando mai a segno. Motivo di riflessione non sono le reti realizzate, bensì le presenze. Nonostante abbia giocato 2 stagioni in più rispetto a quando vestiva la maglia della Roma, è riuscito a totalizzare solamente 10 presenze in più, e prestazioni delle volte non propriamente positive.

L’ anno seguente, il brasiliano diviene un nomade, spostandosi da una squadra all’altra, militandovi al massimo per una stagione (Brescia, Brest,Tolosa,Arles).

di Matteo Platania

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