Forever Niang

Brano consigliato:

Se il Milan di questo inizio di stagione ha ben impressionato, il merito è anche di un 22enne franco-senegalese. Arrivato a Milano appena 17enne, con sole 4 reti all’attivo in Ligue 1, Mbaye Niang è stato mandato a farsi le ossa in prestito prima in Francia al Montpellier e in seguito al Genoa, tappa tutt’altro che inusuale per un giocatore del Milan.

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immagine da sportal.co.nz

GLI INIZI

La sua avventura rossonera non era iniziata nel migliore dei modi, dato che nella stagione 2012/2013 era rimasto a secco di gol in campionato (solo una rete stagionale alla Reggina, in Coppa Italia) e non era ancora chiaro che tipo di giocatore fosse Niang. Troppo leggero e fumoso per fare il centravanti, troppo individualista e discontinuo per giocare in altri ruoli dell’attacco.

Il primo gol di Niang al Milan:

IL RITORNO ALLA BASE

Nel 2015/2016 Niang torna dall’esperienza genoana, che ha contribuito a renderlo più conaspevole dei suoi mezzi e lo ha responsabilizzato. La sensazione è che il nativo di Meulan possa diventare uno dei leader tecnici del nuovo Milan di Mihajlovic. Il bottino di 8 gol e 5 assist è niente male se andiamo a soppesare i dati in relazione al gioco tutt’altro che spettacolare della squadra e al rapporto gol/minuti giocati.

VITA SPERICOLATA

L’ultimo Niang sembra una persona matura, che ha capito cosa vuol dire essere un professionista, ma va detto che in passato la sua condotta extra-campo non è sempre stata impeccabile:

Incidente d’auto che gli costa 2 mesi ai box

Tuffo in piscina per cui è stato multato dalla società

Guida senza patente

L’EVOLUZIONE

La stagione in corso deve essere quella decisiva per portare a termine il processo di consacrazione del giocatore. Niang si è notevolmente irrobustito, ha un fisico statuario e un atletismo prepotente che gli permettono di mettere in difficoltà sia difensori grossi (quando è marcato in area di rigore), sia giocatori veloci (quando sfida il diretto avversario uno-contro-uno in transizione offensiva).

Il Milan senza Niang gioca peggio, è un dato di fatto. Il francese ha caratteristiche tecniche diverse da tutti gli altri attaccanti. Ha una buona predisposizione al gioco associativo (al contrario di Bacca), ha potenza nelle gambe per sostenere allunghi di 30-40 metri palla al piede, reggendo al contatto fisico (cosa che Suso, per struttura fisica, non può fare) e inoltre la sua presenza permette al vero regista della squadra, Jack Bonaventura, di abbassarsi per costruire trame offensive vedendo una porzione maggiore di campo. Questo è uno dei motivi per cui, dopo il suo ingresso, partite come Milan-Sassuolo (4-3) possano radicalmente svoltare.

Niang, particolare non da poco, è migliorato sensibilmente nell’uso del piede debole, il sinistro:

I due gol di cui sopra sono una perfetta sintesi di forza fisica, controllo del corpo, eleganza ed efficacia. Il manuale del contropiedista.

Non aspettiamoci che Niang possa diventare un bomber da 20 gol a stagione, non è quel tipo di giocatore (i 3 gol e 3 assist realizzati in questo campionato sono comunque buonissimi numeri), ma piuttosto uno che sposta gli equilibri in Serie A, creando superiorità numerica e garantendo una vasta gamma di soluzioni offensive da pescare a piacere dal suo repertorio.

di Luigi Favero

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