Nagelsmann, lo “Young Pope” del calcio tedesco

Essere l’allenatore più giovane della storia del calcio tedesco non deve essere un peso da poco, non per il giovane Julian Nagelsmann. Arrivato a sedersi sulla panchina dell’Hoffenheim lo scorso aprile quando la squadra era in lotta per non retrocedere, il 29enne allenatore tedesco ha deciso di puntare molto sulla psicologia.

Come dichiarato da lui stesso “la tattica per un allenatore conta solo fino al 30%, il resto del ruolo sta nel saper creare una famiglia all’interno dello spogliatoio e tirar fuori il meglio a livello psicologico da ogni calciatore in maniera diversa”. Questo è il suo credo, fondato molto sull’aspetto di squadra e di spogliatoio. Ma chi è veramente il suo mentore? Come ha fatto a diventare così bravo in questo mestiere senza nemmeno aver raggiunto i trent’anni?

Tuchel, il suo maestro

L’attuale allenatore del Borussia è stato suo tecnico quando militava nella seconda squadra dell’Augsburg, a 19 anni. Lì, tra un infortunio ed un altro che lo hanno costretto a ritirarsi dal calcio giocato a soli 21 anni, Nagelsmann ha trovato il tempo e la voglia per intraprendere questa strada, che fino ad ora gli sta dando ottimi frutti.

Da Tuchel ha ripreso il gioco offensivo, gli schemi, ma soprattutto la mentalità nel saper gestire una squadra. Non a caso da quando si è insidiato sulla panchina dell’Hoffenhem, Nagelsmann ha raccolto più punti di tutti, eccezion fatta proprio del suo mentore, Tuchel e del Bayern Monaco, che in Germani guarda tutti dall’alto in basso.

 

tuchel

In molti lo paragonano già a Josè Mourinho che sin da giovanissimo era collaboratore di Van Gaal ai tempi di Barcellona, ma Nagelsmann guarda più al “neo movimento” tedesco, dove Klopp e Tuchel sono i maggiori esponenti. Un calcio offensivo, bello da vedersi, ma non per forza basato sul possesso palla, non un “tiki-taka” per intenderci.

Il pareggio contro Ancelotti

Sabato scorso il suo nome è definitivamente uscito alla ribalta, oltre i confini teutonici. In Europa si parla di lui come “giovane promessa del calcio mondiale”, una sorta di Young Pope degli allenatori, un fiume in piena che sta rivoltando la Bundes.

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Il pareggio per 1-1 all’Allianz Arena di sabato scorso non ha fatto altro che alimentare positività e stupore intorno al giovanissimo Nagelsmann, che ha fermato la rincorsa di Ancelotti imbavagliando le manovre offensive del ben più esperto Carletto che, come il cardinal Voiello (nella serie tv rappresenta l’arci nemico del “Papa giovane”) non è riuscito ad averla vinta.

Chissà cosa riserverà il futuro a questo “enfant prodige” della panchina, di certo una ventata di freschezza e di novità nel calcio europeo non può far altro che bene. Intanto Julian, sognando di allenare magari un giorno il Bayern, il Real o il Barcellona vuol continuare a stupire tutti col suo Hoffeinheim.

di Vitali Valerio

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