Calcio Estero – Tra calcio e storia: la favola del RB Lipsia

Con la vittoria per 3-1 sul Mainz, il neopromosso RB Leipzig raggiunge il Bayern Monaco in vetta alla Bundesliga. Conosciamo meglio il club tedesco, attraverso un viaggio dove il calcio compenetra la storia, e viceversa.

Il 9 Novembre 1989 la storia registrò l’evento che mise fine ad un quarantennio di tensioni sociali e belliche che portarono l’Europa a due conflitti mondiali, milioni di morti, regimi totalitari e ad altri avvenimenti negativi che misero in dubbio l’effettiva evoluzione della razza umana.

Quando quel giorno il muro andò giù, con quella che possiamo definire la prima copertura mediatica internazionale simile alle odierne maratone televisive, Berlino diede inizio al processo di riunificazione tedesca che si sarebbe completato da lì a pochi mesi.

C’è una cittadina dell’ex Germania dell’Est in cui vivono attualmente circa 500.000 anime, che fu l’artefice di uno dei segnali più forti lanciati a favore del processo di riunificazione della Germania.

Ci troviamo in Sassonia e quella cittadina si chiama Lipsia.

Quando 70.000 anime scesero in strada circa un mese prima dell’abbattimento del muro, per manifestare a favore della riunificazione della Germania, la situazione geo-politica dell’Est non godeva di grande stabilità. Nelle 2 decadi precedenti la Germania sovietica aveva tenuto assieme la popolazione costruendo di fatto un sistema di propaganda e di fortificazioni che teneva con la forza psicologica o fisica la gente all’interno dei confini.

Nonostante il forte apparato repressivo messo in piedi dai sovietici, Lipsia manifestò dando quello che secondo molti è stato il vero contributo fondamentale alla caduta della divisione tedesca.

 Negli anni successivi alla caduta del muro, la Germania unita si ritrovò a fare i conti con uno squilibrio economico dato da decadi di emigrazione antecedente alla costruzione del muro, che portarono 2.5 milioni di tedeschi dell’Est ad emigrare verso l’Ovest, tale per cui l’Ovest produceva oltre due terzi della ricchezza nazionale a fronte di un solo terzo generato dall’economia dell’Est. Questo perchè l’Est non rappresentava più, nemmeno per coloro che avevano resistito ai sovietici ed in seguito alla riunificazione erano giunti a godere di piene libertà, un luogo dove creare impresa e sviluppo.

Servì un grande piano di compensazione che tutt’ora dedica oltre 100 miliardi del bilancio tedesco, per invertire il corso dei territori dell’est, per fermare l’emigrazione 2.0 dall’Est verso l’Ovest e per fare dei territori dell’Est una regione più o meno al passo con il resto della Germania.

Ed il calcio?

In seguito alla riunificazione della Germania, due squadre, le prime 2 squadre del campionato di calcio della Germania dell’Est, furono iscritte alla Bundesliga: l‘Hansa Rostock e la Dinamo Dresda.

Ma il divario economico tra gli ex territori sovietici e l’ovest si manifestò anche in tema di calcio, tanto che le due migliori squadre, retrocedettero entrambe nel giro di poche stagioni se non proprio nella prima stagione di Bundesliga. Successivamente altre 2 squadre dell’Est riuscirono a conquistare la Bundesliga. L’Energie Cottbus e il Lokomotive Lipsia. La squadra della città dove il muro iniziò a tremare.

Il destino intreccia i suoi fili in modo da costruire trame e storie a cui nessuno sceneggiatore potrebbe pensare.

Dal 1989 sono passati 27 anni e quella Lokomotive Lipsia, che fallì poco tempo dopo aver solcato i campi della massima divisione calcistica tedesca, oggi sta affrontando la Bundesliga, sorprendendo tutti e ritrovandosi, dopo 10 giornate, lì in vetta insieme ai “mostri” del Bayern; ancora imbattuti, i ragazzi di  Ralph Hasenhüttl hanno inanellato 7 vittorie e 3 pareggi, per un totale di 24 punti. Ma come e quando è iniziata la storia del RasenBallsport Leipzig?

La storia della nuova compagine della cittadina tedesca è contorta. Red Bull qualche anno ha deciso di mettere in atto una campagna di sponsorizzazioni anche nel mondo del calcio. In Red Bull però non si accontentano di apporre il loro logo qui e là. Vanno oltre. Per essere sicuri che il proprio brand risplenda e che il denaro investito in sponsorship si traduca in ricavi, Red Bull preferisce fondare una manifestazione, oppure acquisire il format attuale e modificarlo secondo le proprie esigenze.

In base a questa logica Red Bull fondò i New York Red Bull che attualmente militano nella Major League Soccer americana, i Salisburgo Red Bull che partecipano al massimo campionato tedesco, ed i Red Bull Ghana, academy africana che però nel 2014 è stata dismessa ed accorpata ad altre academy presenti in suolo ghanese.

Il fascino della MLS o del campionato austriaco è notevolmente più basso rispetto a quello dei massimi campionati di calcio europeo. Red Bull si convinse di ciò e scattarono le ricerche di un club da rilevare per ambire ad una presenza nei massimi campionati europei.

Le ricerche andarono avanti per circa 12 mesi e si conclusero in una cittadina della Sassonia: Markranstadt.

Red Bull attraverso dei propri emissari bussò alla porta dell’SSV Markranstadt per consegnare all’allora dirigenza la seguente proposta:

“Vogliamo il vostro titolo sportivo. Vogliamo trasferirlo a Lipsia e quando quella squadra conquisterà la promozione riporteremo il calcio a Markranstadt attraverso una squadra satellite che ci impegnamo a gestire a mo’ di serbatoio giovanile. Eccovi una valigetta contenente del denaro. Vogliamo una risposta. Ora.”

La risposta arrivò e fu positiva. Red Bull quel giorno divenne padrone di un titolo sportivo tedesco. Il Markranstadt militava nell’equivalente Eccellenza italiana. Dunque si rese necessario un piano di investimenti tale da consentire alla nuova squadra di sbarcare in Bundesliga nel minor tempo possibile. 7 anni dopo quel giorno del 2009 l’RB Lipsia (dove RB sta ufficialmente per “sport della palla su prato“) è riuscito a guadagnarsi la promozione in Bundesliga.

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Negli anni della scalata verso il massimo calcio tedesco, arrivarono promozioni intermedie ma anche il trasferimento dal piccolo stadio di Markranstadt alla Red Bull Arena di Lipsia capace di contenere circa 44.000 spettatori. Così come arrivarono ottimi talenti del calcio tedesco ma anche un board composto da professionisti della comunicazione in grado di dare al nuovo club un grado di competenze congruo con l’impegno, le sfide e gli obiettivi fissati dalla casa dell’energy drink: la Bundesliga, la salvezza, le coppe e poi chissà
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.La scalata verso la Bundesliga non è stata però un percorso tutto rose e fiori. Attenti osservatori esterni hanno mosso nei confronti dell’RB Lipsia critiche feroci. Il club fu accusato di essere l’esempio lampante del processo di alterazione dei valori fondanti dello sport e del calcio in particolare.
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.L’impegno Red Bull nei confronti del nuovo club passò attraverso una forte iniezione di liquidità. L’RB Lipsia negli anni della scalata si ritrovò ad affrontare club con diverso peso economico e questo fece storcere la bocca a parecchi osservatori. Le tifoserie avversarie iniziarono a coalizzarsi contro l’RB superando anche decennali screzi pur di opporsi a questa mutazione sportiva.
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.L’ultima speranza di coloro che si opposero all’RB Lipsia fu quella che la promozione in Bundesliga, con il suo carico di imposizioni e limitazioni federali, potesse arrestare la scalata del club dell’energy drink, in palese violazione fino a quel momento di alcuni aspetti sacri del calcio tedesco.
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.Secondo le norme tedesche infatti, il nome dello sponsor non può comparire nel nome sociale del club. Deroghe a questa regola, la cui assenza in altri campionati come quello cinese porta a continue mutazioni del nome del club in base agli sponsor annuali, vengono fatte solo in caso di impegni pluriennali come quello per esempio profuso da Bayer con il Leverkusen, oppure in presenza di un chiaro elemento fondativo nel club come nel caso del Wolfsburg e della Volkswagen. In quest’ultimo caso infatti furono proprio i lavoratori dello stabilimento aperto per la produzione del Maggiolino a costituirsi in una rappresentativa locale dal quale discende l’ex club di André Schurrle e Kevin De Bruyne.
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Red Bull, che ama inserire il proprio nome nel nome sociale del club, ha aggirato questa norma con l’escamotage dello sport della palla su prato e quando la federazione tedesca fu chiamata ad esprimersi sulla vicenda, arrivò un via libera inaspettato per il rigore con il quale i tedeschi applicano le proprie regole.
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.Ma c’è altro. Per la Lega calcio tedesca il 50+1 delle quote di un club deve essere detenuto dall’azionariato dei suoi associati. L’associazione ad un club tedesco costa in genere molto poco ed è motivo di vanto del calcio tedesco. Basti pensare che per acquisire diritto di voto sulle più alte cariche del Bayern Monaco bastano solo 60 euro all’anno. A Lipsia invece le cose sono state fatte diversamente. L’associazione costa più di 800 euro all’anno ed al momento non risultano associati al club, lasciando di fatto nelle mani della proprietà l’intero pacchetto di azioni del club con conseguente libertà di movimento e di scelta.
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Deroghe a questa regola sono previste per coloro che dimostrano di avere la volontà di impegnarsi per un lungo periodo di tempo alla gestione del club, ma è proprio su quest’aspetto che i tifosi tedeschi nutrono dubbi. L’intera operazione potrebbe essere costituire un giocattolino del quale Red Bull potrebbe liberarsi non appena le cose non dovessero andare nella direzione sperata.
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.Anche in questo caso però, la Lega calcio ha preferito concedere una deroga chiudendo secondo alcuni, più di qualche occhio sulla faccenda, generando così ancora più astio nei confronti del club di Dietrich Mateschitz.
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Le deroghe in Germania non sono mai viste di buon occhio ma non è sulle deroghe in se che si innestano le varie visioni della faccenda.
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.C’è chi sostiene che nel nome di una riunificazione completa, dell’Ovest che aiuta l’Est affinchè questo chiuda il gap dovuto a decenni di conduzione sovietica, un’esperienza imprenditoriale come questa dovrebbe meritare soltanto applausi.
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.C’è chi invece, sostiene che snaturare il calcio dai suoi valori di competizione più o meno alla pari, dalle regole decennali di Lega etc, costituisca un mezzo che non giustifica nè pareggia il fine sociale che il RB Lipsia potrebbe raggiungere con la propria esistenza.
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Peccato che è calcio vero. Con migliaia di tifosi sugli spalti. Tra questi ci saranno anche coloro che scesero in piazza per determinare l’evento del secolo. Quell’evento che ha condotto alla riunificazione della Germania sotto uno stesso stato. Senza più differenze tra l’Ovest e l’Est ma con la stessa reale voglia di mettere alle spalle un passato nazionale travagliato, che attraverso il calcio può essere superato.
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Anche se il mezzo si chiama Red Bull….Lipsia
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di Marco Pasqua
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