Serie A – Gabbiadini l’uomo dal cuore irrequieto

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L’incubo di Gabbiadini inizia in questa stagione esattamente alla prima giornata.

La prima partita di campionato, per il Napoli, è contro la squadra di Massimo Oddo, il Pescara.
Contro ogni previsione è il Pescara ad andare in vantaggio prima con un gol di Benali, poi trovando il raddoppio con una fantastica rete di Caprari.
Sarri stravolge la propria squadra sostituendo Insigne e Gabbiadini, inserendo al loro posto Milik e Mertens. I due riescono a entrare bene in partita e recuperare lo svantaggio. La partita finisce 2-2 e  Gabbiadini inizia a pensare al suo futuro; nulla di buono, purtroppo, con la netta impressione che, con il nuovo acquisto Milik, troverà meno spazio (e così sarà).

Nei successivi match, Gabbiadini resta in partita, mentre dilaga il talento del polacco. Sembra una guerra a distanza, ma giocata, allo stesso tempo, in casa, quella che vede protagonisti l’ italiano e il polacco.
La domanda è “chi vincerà e chi soccomberà?”. Il fato sembra aver scelto lo straniero, mentre l’italiano, rimasto in panchina, ha tempo per farsi la manicure.

Una risposta positiva, tuttavia, Manolo la dà alla sesta giornata di campionato.
La partita il Napoli ospitare il Chievo. Partito titolare, Gabbiadini viene schierato in attacco.
Il Chievo veniva da due match vinti trovandosi ad un solo punto dalla squadra partenopea. Gabbiadini per mettersi in mostra agli occhi del mister Sarri, per mandargli un messaggio positivo, per fargli sapere che era ancora presente e pronto a riprendersi il posto da titolare, gioca una eccellente partita.
Riesce a farsi carico di tutte le manovre offensive della propria squadra. Dopo numerose conclusioni, riesce anche a segnare la prima rete in campionato.
Da lì il buio, un’oscurità che lo perseguita e sembra non volersene andare. Sembra essere accecato da vari sentimenti: rabbia, rancore, risentimento, rifiuto, pigrizia.

Quando scende in campo non è mai decisivo, non riesce a distinguersi tra gli 11 titolari, è sempre un’ombra.
Questo mix di sentimenti confusi lo si è visto anche nella partita di ieri pomeriggio disputata contro il Crotone e vinta per 2-1. Dopo aver subito un duro colpo al minuto 30 da Ferrari, Gabbiadini decide di vendicarsi, sfoderando da terra un calcio e colpendo l’avversario sulla coscia. L’arbitro dopo aver visto la scena in modo abbastanza chiaro, data la vicinanza, decide di espellere il giocatore. Il Napoli rimane così in 10 uomini, ma nonostante l’inferiorità numerica, continua a far gioco fino a segnare la rete del momentaneo 2-0.

Possiamo capire lo stato d’animo di Manolo: continuamente sostituito o lasciato in panchina a marcire. Quella di ieri, quindi, non è una reazione contro l’avversario per recargli danno, è una reazione a tutte quelle cose spiacevoli (per lui) che ha subito dal tecnico Sarri.

di Matteo Platania

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