#SBK – INTERVISTA ESCLUSIVA A NICCOLO’ CANEPA

Niccolò Canepa, 26enne alfiere del TEAM HERO EBR nel mondiale Super Bike, si racconta ai lettori de “La Galleria del Vento” e “Autogol al Novantesimo”.

 

Niccolò Canepa (2)

 

Quando è nata la tua passione per le moto e come hai iniziato a correre? Potresti raccontarci il tuo primo giorno in moto?
La mia passione per le moto è nata quando avevo solo 3 anni e mio padre mi ha messo in sella alla prima minimoto. Da quel momento non mi sono più voluto separare da qualsiasi cosa avesse un motore. La prima volta invece che sono salito in moto, quelle grandi intendo, avevo appena 11 anni ed ero in un circuito francese. E’ stata una giornata molto strana perché mezz’ora prima di fare l’esordio in pista, mio padre è caduto fratturandosi la spalla! Però ho girato lo stesso ed è andata abbastanza bene!!

E la tua prima gara?
La mia prima gara la ho fatta a 14 anni e tre giorni su una 600. Sono stato il più giovane al mondo ad esordire su una moto di cosi grossa cilindrata. Mi ricordo che non toccavo terra perche ero troppo basso e mio padre mi doveva prendere al volo quando mi fermavo al box per avitare che cadessi. Correvo con avversari molto più grandi di me e non è stato facile. Ma è stata una bella esperienza e da li non ho più voluto smettere.

Chi è stato il pilota che più ti ha segnato e fatto appassionare al mondo delle corse da quando eri bambino?
Senza dubbio Loris Capirossi. Sono cresciuto quando gli italiani nella 500 la facevano da padrona e tre di loro spiccavano su tutti: Valentino Rossi, Loris Capirossi e Max Biaggi. Valentino e max erano eterni rivali e si scontravano in pista e fuori. Quello che mi sembrava più equilibrato e più simile a me era Loris. Una grandissima persona prima che un talento incredibile.

Hai degli amici-rivali con cui siete cresciuti insieme nel mondo delle corse?
Quando ero bambino correvo in minimoto contro Dovizioso, Simoncelli, Corsi, Pasini, e tanti altri che adesso sono sparsi nelle varie categorie della Superbike e della Motogp. E’ bello vedere che da quell’annata siamo usciti tutti forti e nonostante avessimo preso delle strade diverse, negli anni ci siamo sempre incontrati e scontrati sulle piste di tutto il mondo.

Circuito preferito; ti va di raccontarlo curva dopo curva?
Senza dubbio il mio circuito preferito è Imola. Non solo perché è un tracciato fantastico, che però metto al pari di Laguna Seca e Brands Hatch, ma anche per l’atmosfera che si respira. Correre in italia davanti a tantissimi spettatori in una pista-arena come imola è incredibile. Mi carica sempre tantissimo. C’è la prima variante, il Tamburello, dove ogni giro che passo mi viene in mente Senna ed il suo tragico incidente, lui è sempre stato un mito per me. Poi si arriva alla Villeneuve, già il nome fa venire la pelle d’oca, ma quando entri in terza piena a sinistra per poi scalare seconda e cambiare di direzione è un godimento. Si arriva poi alla Tosa, una curva a 180° sulla sinistra in salita. E’ una delle mie curve prefeirite perche il cordolo li è molto alto e si tocca con il gomito ogni giro e l’impressione è quella di essere sdraiati per terra. Poi gas a manetta in salita per arrivare alla Piratella, le ruote quasi si staccano da terra nel momento in cui inizi a frenare a causa del forte cambio di pendenza e ci si infila in questa lunga discesa a sinistra con la moto che si intraversa di potenza verso le Acque Minerali. Si stacca in curva mettendo in crisi la ruota anteriora, poi gas a manetta, cambio di direzione rapidissimo dopo la compressione, con la moto che si impenna mentre si salta sul cordolo esterno. In una curva ci sono 300 sensazioni diverse e solo chi ha coraggio e conosce bene la pista riesce a fare la differenza qui. Poi si affronta il rettilineo verso la variante alta. E’ talmente lenta che se sbagli a frenare 10cm più in la arrivi lungo e non fai più il cambio di direzione. Si cerca di tenere la ruota anteriore attaccata a terra in uscita (quasi impossibile anche se guidi una bicicletta) e poi ti lanci giù verso la Rivazza e rimani senza fiato quando passi sotto al ponte che ogni giro sembra più basso. Si arriva infine alla variante bassa, si stacca dalla quinta alla prima sfiorando il muretto interno per letteralmente saltare sui due cordoli interni come a volerli mangiare. Ed è gia finito il giro! Coma fai a non aver voglia di farne un altro?

La tua vittoria ed il tuo sorpasso più belli?
La vittoria della coppa del Mondo nel 2007 sicuramente è quella che mi ha dato più emozioni, ma anche vincere due gare ad Assen nella Superbike Evo lo scorso anno è stato incredibile. Il tempio del motociclismo, pole position, giro veloce e vittoria sia sull’asciutto che sul bagnato . Più completo di così è impossibile. Il sorpasso più bello è stato quello a Pedrosa durante la gara di MotoGP nel 2009 a Donigton. Più è forte l’avversario e più godi quando lo passi.

Hai dei rimpianti, o delle scelte che non rifaresti, rispetto la tua esperienza in MOTO GP? Speri di poterci tornare, con una moto che ti permetta di combattere con i più forti?
Prima voglio dimostrare qual è il mio potenziale qui in Superbike e poi vedremo. So che a parità di moto sono riuscito a battere Biaggi, Bayliss, Melandri, Guintoli e tanti altri in occasioni diverse. Quindi con la situazione giusta posso sicuramente togliermi delle soddisfazioni.

Dopo tanti anni con i colori Ducati quest’anno sei alla guida di una Buell EBR 1190RX del TEAM Niccolò CanepaHERO EBR. Cosa sono significati questi anni da ducatista per te e come ti sei trovato con la nuova moto?
Gli anni in ducati sono stati molto belli per me. Ma sempre alla rincorsa di qualcosa che non mi hanno dato nonostante abbia dimostrato più volte di meritarmelo. Ho rincorso un sogno per diversi anni, quello di poter fare una stagione con la moto ufficiale. Peccato che non sia mai arrivato. E’ arrivato con la EBR e cerchero di farlo fruttare al meglio.

Nel 2014 in sella alla Ducati 1199 Panigale R in configurazione EVO hai conquistato 73 punti iridati ed il tredicesimo posto in classifica generale, ma sei stato sopratutto secondo tra le moto in configurazione EVO, superato dal solo David Salom. In una precedente intervista hai dichiarato:
“A Jennings ho realizzato il record sul giro questa moto promette bene. Il mio primo assaggio è stato molto buono e positivo e ora non vedo l’ora di guidare di nuovo e vedere come possiamo migliorare” [http://www.corrieredellosport.it/]
Che aspettative hai per questa nuova stagione?
Lo scorso anno mi sono divertito molto. Se non avessi avuto 8 ritiri per problemi tecnici avrei molto probabilmente vinto il titolo di Campione del Mondo. Ma le corse sono così purtroppo. Per questa stagione le aspettative sono diverse. Voglio sviluppare al meglio la moto e riuscire ad essere costantemente nella zona punti. Un obiettivo difficile ma sicuramente alla portata.

Che aggettivi useresti per descrivere “Niccolò Canepa” pilota.
Aggressivo e metodico. Mi piace lavorare molto sulla moto, ma quando sono in pista con la visiera abbassata non mi tiro indietro di fronte a nulla.

Chi è, invece, Niccolò Canepa fuori dalla pista?
Fuori dalla pista sono un ragazzo normalissimo, mi dedico all’allenamento e alla mia vita privata, a volte dimenticandomi di essere un pilota del mondiale. E questo grazie ai miei amici ed alla mia ragazza che mi fanno sempre tenere i piedi per terra.

Che consigli daresti ad un ragazzo che si affaccia per le prime volte al mondo delle corse e che sogna, un giorno, di diventare pilota?
Di non mollare mai se questo è veramente il suo sogno. Non c’è cosa più bella che avere un sogno e lottare per realizzarlo. Purtroppo in questo sport non basta comprarsi un paio di scarpe e correre, ma c’è bisogno di molto di più per iniziare. E non tutti possono affrontare certe spese. Sono contento del lavoro che sta facendo la Federazione Motociclistica Italiana proprio per aiutare i giovani promettenti ad intraprendere questa fantastica carriera.

Grazie per la disponibilità ed in bocca al lupo per questa stagione
Grazie a voi e crepi il lupo

di Domenico Bergantino

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