DirettaMundial – MAMMA LI TEDESCHI: GERMANIA CAMPIONE DEL MONDO

Foto Spada - LaPresse

Foto Spada – LaPresse

La partita che ogni calciatore vorrebbe giocare, ogni tifoso vorrebbe “tifare”, alla quale ogni uomo vorrebbe assistere dal vivo per poter dire con il petto gonfio d’orgoglio, “io c’ero”.
I 22 protagonisti sono lì, nel tunnel degli spogliatoi, in fila, pronti ad entrare in campo, pronti a sfidarsi senza freni, pronti a fare l’ultimo passo, quello decisivo, per entrare nella storia.
La tensione è alta, il fiato corto, gli sguardi persi nel vuoto, i visi tirati.
Momenti interminabili che sembrano non passare mai; fermi lì, ad aspettare l’entrata in scena come un ballerino che aspetta dietro le quinte di un teatro, i protagonisti scalpitano, pensando e ripensando a quello che è stato, e sognando ed immaginando quello che potrebbe essere, quello che sarà.
Ma il tempo di pensieri e tensioni termina, è ora di giocare. 
L’arbitro si incammina verso il campo, portando dietro sé il serpentone di giocatori.
Lo stadio è pieno, centinaia di fotografi schierati per immortalare ogni momento, tutto il mondo collegato, pronto a gustarsi l’ultimo atto del “mondiale dei mondiali”.
Sugli spalti un giovanissimo tifoso argentino con la faccia tinta di bianco e celeste, gioca con un suo piccolo amico tedesco; entrambi sembrano inconsapevoli di quello che sta per accadere, cullati dalla serena spensieratezza che regalano i primi anni di vita.
Le squadre si schierano per gli inni nazionali. Muller, Messi, Neuer, Lavezzi, Klose, Higuain, tutti lì in fila, pronti per iniziare l’ultima battaglia.
Sembra tutto pronto, eppure…. eppure c’è qualcosa di strano; i giocatori, hanno gli sguardi spiritati, ma la tensione non c’entra nulla; sembrano quasi inibiti dalla presenza di qualcuno o qualcosa di importante. Ah, ecco spiegato l’arcano; si tratta della Coppa del Mondo che messa in bella mostra, troneggia lì davanti a coloro i quali si affronteranno nella partita delle partite.
Questa è Germania-Argentina, la Finale

PRIMO TEMPO

Data l’importanza del match, si poteva pensare ad una partita bloccata dalla tensione, invece Argentina e Germania sembrano intenzionate, fin dalle prime battute, a darsele di santa ragione.
La prima conclusione arriva già al 4’, quando Higuain con un diagonale tenta di superare Neuer; palla fuori di poco.
I tedeschi tentano di tessere la propria tela con una fitta rete di passaggi, ma gli uomini di Sabella sono ben schierati, e non lasciano spazio di manovra offensiva.
Il ritmo di gioco è alto, le squadre si affrontano a viso aperto, e la sensazione che serpeggia è quella che in qualsiasi momento una delle due compagini, possa colpire.
Ci va molto vicino la Seleccion al 21’; Kroos si inventa un retropassaggio (diabolico) di testa al portiere da circa 25; Higuain non si fa pregare e si fionda sul pallone; è solo davanti Neuer, la testa bassa sul pallone, ma il tiro a botta sicura termina a lato. Pericolo scampato per gli uomini di Low; Kroos avrà sicuramente ringraziato qualcuno di importante lì su ai piani alti.
L’errore di Kroos sembra aver congelato i muscoli degli 11 tedeschi; Muller ed i suoi, infatti, faticano a macinare gioco e l’Argentina guadagna sempre più campo.
Momento cruciale dell’incontro arriva al 30’, quando Higuain insacca alle spalle del portierone tedesco la rete dell’uno a zero, su assist di Lavezzi. L’attaccante partenopeo si smascella, esulta e strilla la sua gioia; gioia, tuttavia, stroncata dalla bandierina alta dell’assistente di Rizzoli: fuorigioco.
La partita prosegue e prima dell’intervallo, c’è il tempo di sudare freddo dalla paura, anche per Messi e i suoi; su un calcio d’angolo, infatti, Howedes lasciato tutto solo in mezzo all’area, stacca di testa e colpisce il palo alla sinistra di un immobile Romero.
Rizzoli emette il duplice fischio, mandando negli spogliatoi le formazioni sullo 0-0.

SECONDO TEMPO

I secondi 45’ iniziano con un nuovo protagonista in campo per gli argentini; Sabella, infatti, sostituisce Lavezzi con Aguero, nonostante l’ottima prova dell’ex napoletano nel primo tempo.
L’Argentina parte meglio e nei primi minuti Messi ha la palla per sbloccare il risultato; la Pulce, in area di rigore, fa partire un diagonale a filo d’erba, che però termina di poco a lato.
La partita continua, con pochi sussulti, incanalandosi verso il binario dei supplementari.
I tempi regolamentari terminano così, 0-0.

TEMPI SUPPLEMENTARI

Nei tempi supplementari, il più attivo dei 22 in campo, sembra Mario Gotze. Il talento del Bayern Monaco (subentrato a Klose all’88’) è il più fresco e si dimostra l’arma in più per i suoi, nell’extra-time. Nei primi minuti, proprio Gotze mette in mezzo una palla pericolosissima che Schurrle calcia verso la porta, ma che un attento Romero neutralizza.
L’Argentina, però, non resta a guardare, e sul capovolgimento di fronte Palacio, approfittando di uno dei pochi errori di Hummels in questo mondiale, tutto solo davanti a Neuer tanto un pallonetto; l’attaccante interista, però, colpisce di stinco e non riesce ad indirizzare la palla, che finisce sul fondo.
Il primo tempo supplementare termina con il risultato ancorato sullo 0-0, ma entrambe le formazioni sembrano in grado di poter colpire da un momento all’altro.

Il secondo tempo supplementare, inizia senza particolari acuti.
Ma la svolta arriva, quasi inaspettatamente quando tutti pensavano già alla lista dei 5 rigoristi, al 113’; Schurrle scappa via sulla fascia e mette al centro un pallone che attende solo di essere spinto in rete; al centro dell’area, però, Gotze decide di fare le cose in grande, stoppando di petto la palla e insaccando in girata alle spalle di un incolpevole Romero. Gol!
La Germania si porta in vantaggio; Gotze urla, la panchina esulta, i tifosi tedechi vedono la vittoria ad un passo.
Nei minuti finali, l’Argentina tenta di costruir qualcosa; ma le energie fisiche e mentali sembrano essere esaurite.
Eppure l’occasione per portare la partita ai calci di rigore si presenta a 120’ inoltrato. Punizione dai 20 metri, Messi sul pallone; i tifosi argentini in tribuna, pregano e si aggrappano al proprio idolo per poter continuare a sognare. Ma il vero Messi non c’è, e calcia una punizione brutta che è il riassunto della sua serata.
Non c’è più tempo per recuperare. Rizzoli emette il triplice fischio. La partita termina, decisa da un gol di un Gotze che non ci crede.

CRONACA FINALE

Questo epilogo, seppur crudele per gli amici argentini, sembra essere a tutti quello più giusto.
La Germania è la squadra che ha espresso il gioco migliore per tutto il torneo, con un idea calcio mantenuta fermamente da Low ed i suoi ragazzi, dal primo minuto della partita d’esordio, al 120’ della finale.
Il tecnico tedesco, porta a compimento un lavoro quasi decennale, con la vittoria della competizione più importante. Muller, Kroos, Ozil, Hummels, Neuer, Klose, Gotze e tutti gli altri, sono i perfetti ingranaggi di un meccanismo perfetto.
L’Argentina torna a casa con un secondo posto amaro, ma con la consapevolezza di aver fatto il massimo.
Messi non riesce a vincere la coppa da sempre sognata, e deve attendere altri 4 anni per tentar di raggiungere Maradona in vetta all’Olimpo del calcio.
I giocatori tedeschi, coccolano a turno e dolcemente la nuova arrivata: la Coppa del Mondo.
E’ l’ultimo atto di un mondiale che arriva ai titoli di coda.
Brasile 2014 termina così: GERMANIA CAMPIONE DEL MONDO.

TABELLINO

GERMANIA-ARGENTINA 1-0 dts
Marcatori: 113′ Gotze
Germania(4-2-3-1): Neuer; Lahm, Hummels, Boateng, Höwedes; Schweinsteiger, Kramer (32′ Schurrle); Müller, Kroos, Özil (120′ Mertesacker); Klose (88′ Gotze). Allenatore: J. Low
Argentina (4-3-3): Romero, Zabaleta, Demichelis, Garay, Rojo; Pérez (86′ Gago), Mascherano, Biglia; Messi, Higuain (78′ Palacio), Lavezzi (46′ Aguero). Allenatore: A. Sabella
Arbitro: Nicola Rizzoli
Ammoniti: Mascherano, Aguero (A), Schweinsteiger, Howedes (G)

di Rocco Lucio Bergantino

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