DirettaMundial – ARGENTINA IN FINALE TRA GLI SBADIGLI: CHE NOIA

Immagine tratta da au.eurosport.com

Immagine tratta da au.eurosport.com

Olanda-Argentina prometteva scintille; i numerosi campioni in campo ed l’alto tasso tecnico delle due rose, lasciavano sperare un grande spettacolo.
La realtà dei fatti è che quelli della partita di ieri, sono stati 120′ da rimanere con la bocca aperta…. non dallo stupore, ma dagli sbadigli.

Incredibile ma vero, ma Olanda-Argentina si è dimostrata una partita dall’andamento completamente opposto a quello che si aspettava. Nessuno spettacolo, nessune grandi giocate, nessun colpo da maestro e, soprattutto, nessuno gol.
Per il 90′ regolamentari prima, e per i 30 dei supplementari poi, le due compagini si sono annullate a vicenda con schieramenti tattici ed atteggiamenti che risulterebbe riduttivo definire guardinghi.
Ancor più, il 5-3-2 (a tratti 6-3-1) messo in campo da Van Gaal, ha imbambolato Messi, che in 2 ore di match, la palla l’ha vista veramente poco.

Si possono contare sulle dita di una mano le occasioni da gol, degne di essere definite tali; un colpo di testa di Higuain nel secondo tempo, terminato sull’esterno della rete e una percussione di Robben al 120′ che in area, attende troppo prima di passarla al centro ad un liberissimo Huntelaar (dimostrando il suo solito innamoramento per il pallone). Oltre questo, nulla più.
Neanche gli ingressi di Palacio, Aguero e Maxi Rodríguez da una parte, e Janmaat, Clasie ed Huntelaar dall’altra, sono serviti a cambiare qualcosa nell’andamento del match.
In un incontro del genere, a spiccare non sono stati Messi, Higuain, Robben e Van Persie, bensì Mascherano da una parte (provvidenziale nell’ultima occasione di Robben) ed un mastodontico Vlaar (sia per proporzioni fisiche che per interventi sul campo), il quale pur non essendo una scheggia, è riuscito a non sbagliare neanche un intervento difensivo su Messi e compagnia.

Tra la noia generale, dove gli unici motivi di “divertimento” li hanno regalati le due tifoserie (specialmente quella albiceleste) con cori cantati a squarciagola (ottimi per rimaner svegli), la partita è giunta all’epilogo scontato (ed al quale le due formazioni aspiravano chiaramente): i calci di rigore.

Nei tiri dal dischetto, a far la differenza è stato un portiere: non si tratta di Krul (il quale non ha avuto la possibilità di entrare in campo e ripetere le prodezze del quarto di finale con la Costa Rica, a causa dei tre cambi già effettuati da Van Gaal) bensì dell’argentino Romero.
E’ stato l’ex Sampdoria, infatti, a rappresentare l’uomo in più per i ragazzi di Sabella, parando i rigori di Vlaar e Sneijder.
A segnare il rigore decisivo per la Selecciòn è stato Maxi Rodríguez, regalando così all’Argentina una finale storica ed importantissima contro i “ragazzi terribili” di Low, che mancava da Italia ’90, quando proprio la Germania le soffiò la coppa sul traguardo; l’occasione giusta per vendicarsi, dunque.

TABELLINO

OLANDA-ARGENTINA 0-0 (2-4) dcr
OLANDA (3-4-3): Cillessen; De Vrij, Vlaar, Martins Indi(dal 45’ Janmaat); Kuyt, Wijnaldum, De Jong(dal 62’ Clasie), Blind; Sneijder; Van Persie(dal 96’ Huntelaar), Robben. A disp: Krul, Vorm, Depay, Janmaat, Kongolo, Verhaegh, Veltman, Clasie, De Guzman, Lens, Huntelaar. All. Van Gaal
ARGENTINA (4-2-3-1): Romero; Zabaleta, Demichelis, Garay, Rojo; Biglia, Mascherano; Perez(dall’81’ Palacio), Messi, Lavezzi(dal 101’ Rodriguez); Higuain(dall’82’ Aguero). A disp: Andujar, Orion, Campagnaro, Basanta, Federico Fernandez, Augusto Fernandez, Rodriguez, Gago, Alvarez, Palacio, Aguero. All. Sabella
Arbitro: Cüneyt Çakır
Ammoniti: 45’ Martins Indi (O), 49’ Demichelis (A), 105’ Huntelaar (O)

di Rocco Lucio Bergantino

Rispondi