Mondiali – FRANCIA, SVIZZERA, ECUADOR, HONDURAS: IL GRUPPO E

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FRANCIA: Con l’assenza di Ribery gli uomini di Deshamps perdono tanto…. ma non tantissimo. No, non siamo delirando, è la realtà dei fatti. Sarebbe da pazzi affermare che la mancanza di un giocatore del calibro di Franck Ribery non farà nessuna differenza, tuttavia sarebbe altrettanto sbagliato buttarla sul tragico. Andando a scorrere, infatti, la lista dei 23 convocati francesi, non manca gente capace si regalare prestazioni qualitativamente e quantitativamente valide, sulla falsariga della stella del Bayern. Benzema, Valbuena, Griezmann e Remy, hanno la freschezza e la qualità giusta per quantomeno cercare di non far rimpiangere il buon Franck. Non è da meno la mediana francese la quale, con nomi del calibro di Matuidi, Cabaye, Mavuba e, dulcis in fundo, Paul Pogba, è sicuramente uno dei punti forti della compagine d’Oltralpe. A questo, si aggiunge un reparto difensivo che mixa alla perfezione l’esperienza internazionale di Sagna ed Evra e Konscielny, alla giovane esplosività di Digne, Mangala e Varane. Tra i pali, neanche a dirlo, Lloris è una sicurezza.

SVIZZERA: La Svizzera che si presenta a questa rassegna iridata, è una squadra che “parla molto italiano”. Con Inler, Behrami, Dzemaili, Ziegler Lichsteiner, infatti, l’Italia è il secondo paese per numero di calciatori tesserati nei club del proprio campionato (seconda solo alla Germania, con 8 calciatori). Oltre questo aspetto, alquanto irrilevante dal punto di vista tecnico, c’è da sottolineare come la Svizzera di questo Mondiale sia una squadra con una forte ossatura, ricca di gente esperta e di talento. Oltre i già citati “italiani”, infatti, la nazionale elvetica potrà contare su gente del calibro di Valentin Stocker (centrocampista classe ’89 che è stato acquistato dall’Herta Berlino e reduce da un’ottima stagione col Basilea, con 16 reti e 14 assist totali), Xherdan Shaqiri (il gioiellino classe ’91, il quale pur non giocando tantissimo al Bayern, ha sempre fatto vedere le sue grandi doti tecnico-tattiche), Tranquillo Barnetta (con i suoi 29 anni, uno dei più esperti insieme al portiere Benaglio, 30 anni, ed al difensore ex Cesena Von Bergen, 31) ed infine Haris Seferovic (attaccante classe ’92 in forza alla Real Sociedad, con la maglia della quale ha messo a segno 20 reti in stagione, e con il suo collega di reparto, avversario in questi mondiali, Antoine Griezmann, ha fatto sognare i tifosi baschi).
Un gruppetto niente male, per quella che in teoria dovrebbe essere una squadra di “seconda fascia”.

ECUADOR: Antonio Valencia è senz’altro il faro di una nazionale che non offre molti elementi di spicco. Tuttavia, scorrendo la lista dei calciatori sudamericani, a spiccare oltre al giocatore dello United, è Felipe Caicedo, attaccante classe ’88, vecchia conoscenza del calcio europeo con precedenti al Manchester City, al Malaga, Levante, Lokomotiv Mosca e Basilea, ed ora all’Al-Jazira. Tuttavia, nonostante il non altissimo tasso tecnico della nazionale ecuadoriana, i ragazzi del CT Reinaldo Rueda può contare su un punto a proprio favore, forse la vera arma segreta degli ecuadoriani: il clima. Le temperature e l’alto tasso d’umidità, infatti, potrebbero non essere tanto sofferte dai giocatori sudamericani, essendo abituati a temperature di questo genere.
Possibile sorpresa del Mondiale? Staremo a vedere.

HONDURAS: Giunta al suo secondo Mondiale consecutivo, una primizia per la compagine centramericana, l’Honduras non sembra poter dire molto in questo girone. Molti giocatori (ben 13) militano nel campionato di casa il quale, con tutto il rispetto, non può fornire termini di paragone attendibili con i quali giudicare i calciatori honduregni. Dei 23, solo 4 militano in squadre europee; nello specifico Maynor Figueroa (difensore, 31 anni) in forza all’Hull City, Emilio Izaguirre (difensore, 28 anni) del Celtic, Jan Carlos Garcia (difensore, 26 anni) del Wigan ed infine Arnold Peralta (difensore, 25 anni) in forza alla “nobile decaduta” del calcio scozzese, i Glasgow Rangers.

di Rocco Lucio Bergantino

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