Mondiali – ARGENTINA, NIGERIA, BOSNIA, IRAN: IL GRUPPO F

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ARGENTINA: Se il Brasile viene individuato da molti, quasi tutti, come il principale indiziato a sollevare la coppa, la squadra che secondo pronostico dovrebbe arrivare a contendere in finale (incroci permettendo) il trofeo ai padroni di casa, è la nazionale “albiceleste”.
Gran parte dei motivi di questi favori del pronostico, sono racchiusi in 3 parole: Messi, Higuain, Aguero.
I tre attaccanti, infatti, sono il grande punto di forza della nazionale sudamericana. La Pulce, che già di per se vale per 3, potrà contare su dei compagni di reparto di tutto rispetto. 98 sono le reti totali messe a segno dalle 3 stelle argentine nella stagione appena conclusa; un bottino da fare invidia a chiunque. Salgono a 129 le segnature, se si prendono in considerazione anche Lavezzi e Palacio, i quali non sono certo delle seconde linee e, senza dubbio, sono in corsa per giocare da protagonisti questi Mondiali (Lavezzi ancor più di Palacio, dato il vero e proprio debole che il CT Sabella ha nei suoi confronti).
Passando agli altri reparti, il livello, pur rimanendo alto, non è certo all’altezza del reparto avanzato; oltre al neocampione d’Europa, Di Maria (oggetto del desiderio di Antonio Conte e non solo) e Javier Mascherano, i vari Alvarez (partito bene con l’Inter questa stagione, ma poi in fase calante nella seconda parte) l’ex romanista Fernando Gago, il laziale Biglia ed il “vecchietto” Maxi Rodriguez, non ispirano sicurezza al 100%.
Stesso discorso per la difesa, dove a coordinare le manovre c’è l’infinito Martin Demichelis, il quale è un po’ come il vino; più invecchia e più diventa “buono”.
Punto debole, decisamente la porta, dove Romero non è quello che si può definire un “portiere-saracinesca”.

NIGERIA: La Nigeria arriva in Brasile, da “prima rappresentante” del continente Africano, essendo campione in carica della Coppa d’Africa (vinta nell’inverno dello scorso anno, in Finale contro il Burkina Faso). La rosa dei biancoverdi, presenta molti elementi conosciuti in ambito europeo. Eneyama e Yobo sono senza dubbio i pilastri portanti, gli uomini più esperti. A loro, si aggiungono elementi con una discreta esperienza internazionale. Oltre i già citati Yoseph Yobo e Vincent Eneyama, il centrocampista blues John Obi Mikel ed il laziale Ogenyi Onazi, sono senza dubbio due elementi importanti. Ma il punto forte della compagine nigeriana, è senza dubbio l’attacco. Peter Odemwingie (Stoke City), Shola Ameobi (Newcastle) Victor Moses (Clicca qui per saperne di più) ed il bomber Emmanuel Emenike (Fenerbache, capocannoniere della scorsa Coppa d’Africa), sono gli uomini che dovranno trascinare la propria nazionale al sogno Ottavi di finale; da lì poi, tutto può accadere.

BOSNIA: La Bosnia, è Cenerentola della competizione, in quanto partecipa per la prima volta nella sua (ancora giovane) storia al gran ballo della rassegna iridata. Tuttavia, pur essendo una matricola, la nazionale bosniaca a questo Mondiale, non ci arriva da vittima sacrificale; tutt’altro.
Con elementi del calibro di Edin Dzeko e Vedad Ibisevic lì davanti e Misimovic, Lulic ed il romanista Pjanic in mezzo al campo, la nazionale balcanica si candida per il posto di sorpresa del torneo. Verosimilmente, contenderà alla Nigeria, il secondo posto del girone.

IRAN: Giunta alla sua quarta partecipazione ad un Mondiale, la nazionale iraniana di certo non vuole ricoprire il ruolo di fanalino di coda del girone.
Inutile negarlo, il tasso tecnico rispetto alle altre tre nazionali è decisamente inferiore, tuttavia i giocatori asiatici non partono battuti. Il valore del collettivo, di un ambiente carico di aspettative e ambizioni, infatti, può essere più forte di qualsiasi strapagato fuoriclasse. In un calcio dove le grandi, sia tra i club che tra le nazionali, si spartiscono quello che c’è da vincere, lasciando agli altri solo le briciole, il mondo intero accoglierebbe volentieri un “Grecia-bis” (gli uomini di Otto Rehhagel che nel 2004, riuscirono a vincere gli Europei, conquistando il mondo intero con quella impresa), “la favola Iraniana”. Di certo, a meno di clamorosi quanto improbabili colpi di scena, l’Iran non potrà arrivare a ripetere l’impresa greca; però giocare le partite che arriveranno (che siano tre, quattro o cinque) a testa alta e con orgoglio, quello di sicuro sì.

di Rocco Lucio Bergantino

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