Intervista – CON IL TRICOLORE SUL PETTO: SIMONE ALDROVANDI

Foto SabrinaElisaDeGiorgio

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E’ trascorso più di un decennio, ormai;  dall’esordio del Chievo in Serie A. Marazzina, Corradi, Manfredini, Luciano, Perrotta & co. si resero protagonisti di una cavalcata trionfale che si concluse con il raggiungimento di uno storico quinto posto finale. Quella grande impresa viene ricordata da tutti, come la “favola clivense”, e gli sportivi di tutta Italia hanno impressi nella mente, i nomi di quegli “eroi”.
Tuttavia, non è più necessario guardare così indietro negli anni, per i tifosi gialloblù, per trovare una impresa di questo calibro.
Qualche giorno fa, infatti, si è consumata quella che potremmo definire la “favola clivense 2.0”. La formazione Primavera della squadre veronese di mister Nicolato, infatti, è entrata nella storia della società scaligera conquistando il primo scudetto della sua storia.
Uno degli artefici di questo trionfo è stato, senza dubbio, Simone Aldrovandi.
Difensore  centrale classe ’94, che mescola alla perfezione qualità e quantità, Aldrovandi è stato uno dei pilastri di questa squadra, sia per la sua esperienza (essendo già nel giro della prima squadra) sia per la sua importanza in campo.
Simone, si racconta in esclusiva ad Autogol al Novantesimo, in questa ampia intervista dove racconta la grande emozione per aver raggiunto con i suoi compagni un traguardo così importante, e dove parla del suo passato, dando un rapido sguardo al futuro

Simone Aldrovandi, cosa si prova ad essere “Campioni d’Italia”?
Ancora non ci rendiamo conto di quello che abbiamo fatto; l’unica consapevolezza che abbiamo è quella di essere riusciti a fare qualcosa di straordinario che rimarrà nella storia

Quanto è stato difficile, per voi, arrivare a sollevare quella coppa?
Le difficoltà sono state tante, la stagione è stata veramente lunga e faticosa, ma siamo sempre riusciti con il lavoro e la serietà ad arrivare pronti ad ogni appuntamento importante

All’inizio della stagione, pensavate di poter arrivare fino in fondo e vincere?
All’inizio della stagione l’obbiettivo era quello di qualificarci per le finali; poi man a mano i risultati ci hanno dato la speranza e la convinzione di poter lottare per il primo posto in classifica nel girone, e così è stato. Una volta arrivati alle finali come primi in classifica l’obbiettivo è diventato di arrivare fino in fondo

Quando avete iniziato a crederci veramente? Qual è stato il fatidico “momento della svolta”?
La svolta è stata la vittoria contro l’Atalanta nello scontro diretto che ci ha assicurato il primo posto; da quel momento ci siamo resi conto di essere un gruppo forte e compatto e l’obbiettivo è diventato lo scudetto!

Qual è stato, invece, il momento più difficile della stagione?
Il momento più difficile è stato la netta sconfitta con il Milan a Milano. Siamo arrivati in emergenza e abbiamo sbagliato l’approccio alla partita. È stata una sconfitta che ha fatto male, ma siamo stati subito bravi ad archiviare quello che era successo, imparare la lezione e ripartire subito forti verso il nostro obbiettivo

Parliamo un po’ di te. Sei soddisfatto della tua stagione dal punto di vista personale?
Sì, sono soddisfatto! Per me è stata una stagione molto importante, mi sento migliorato e credo di essere cresciuto tanto! Ho sempre cercato di dare il mio massimo contributo per questa squadra

In questa stagione sei stato un punto fermo per la Primavera del Chievo. Hai mai sentito il peso di responsabilità che ritenevi “eccessive”?
No, nessuna responsabilità eccessiva! Ovviamente essendo un fuori quota tutti si aspettano tanto da te, come è giusto che sia, ma nel gruppo ognuno era responsabile del suo contributo e fondamentale per raggiungere l’obiettivo! Sono stato il giocatore più impiegato dal mister, e sono orgoglioso di questo

Oltre ad aver giocato una gran stagione con i tuoi compagni della Primavera, hai avuto anche l’opportunità di saggiare l’ambiente della Prima Squadra. Tu sei un classe ’94 e sei ormai pronto per il grande salto, sia dal punto di vista anagrafico, che dal punto di vista della crescita calcistica. Riguardo questo discorso, avete già programmato con la società il tuo futuro a breve e a lungo termine, o è ancora tutto da decidere?
Sì, ho iniziato fin dal ritiro con la prima squadra e mi sono allenato con loro con buona continuità. Questo sicuramente mi ha aiutato a crescere. Avere la possibilità di allenarsi in Prima Squadra e giocare in Primavera è un binomio importante anche se non facile, che mi ha permesso di tenermi sempre in forma. Questo però non sarà più possibile dall’anno prossimo, di conseguenza sarà necessario trovare una soluzione che mi permetta di continuare al meglio il mio percorso di crescita. Adesso penso soltanto alle vacanze e al riposo, poi arriverà il tempo di confrontarsi con la società per parlarne

Preferiresti restare e magari giocar poco, o scendere di categoria e mettere più minuti nelle gambe ed esperienza nel tuo bagaglio tecnico?
Posso dire di essermi trovato benissimo qui a Verona! Ma l’importante è che io continui il mio percorso di crescita, e bisogna capire con la società quale sia la soluzione migliore, indipendentemente dalla categoria

Torniamo a parlare del grande successo che avete raggiunto tu ed i tuoi compagni. Quale pensi sia stata la caratteristica principale che vi ha aiutato a raggiungere il successo?
Siamo un grande gruppo, un gruppo di uomini forti e determinati! Abbiamo sempre lavorato al massimo, senza mai abbassare la testa, seguendo a pieno le indicazioni del mister e dello staff, con piena fiducia. E il campo ci ha ripagati

Descrivimi in 1/2 parole i tuoi compagni:
Simone Moschin: Sicuro
Matteo Messetti: Geniale:
Victor Da Silva: Grande personalità
Demetrio Steffè: Tenace
Ansoumana Sanè: Instancabile
Lorenzo Marchionni: ”uomo tunnel”

E Simone Aldrovandi, invece, come lo descriveresti? 
Io sono un difensore che non fa della sola forza fisica la propria arma migliore, penso di avere un buon senso della posizione e di essere in grado di leggere le diverse situazioni di gioco. Ovviamente ho ancora tanto da migliorare e lavoro ogni giorno per questo

C’è qualcuno che devi ringraziare per essere arrivato fino a questo punto?
Dovrei ringraziare tutti gli allenatori che mi hanno insegnato tanto a Modena, dal primo all’ultimo! In particolare però sono stati fondamentali per la mia crescita il mister Ivo Pulga che mi ha allenato nei giovanissimi nazionali (con i quali ci siamo storicamente qualificati alle finali) e sicuramente il mister Nicolato, con il quale ho avuto un ottimo rapporto, e che ritengo sia l’allenatore in assoluto più preparato che ho avuto finora a livello giovanile

Dove ti vedi tra 5 anni?
Bella domanda! Potrei fantasticare e dare qualsiasi tipo di risposta, ma penso non abbia senso! Credo nelle mie capacità, nell’umiltà e nel lavoro, e spero di continuare a togliermi delle soddisfazioni importanti

Grazie Simone. In bocca al lupo.
Grazie a voi; crepi il lupo.

di Rocco Lucio Bergantino

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