Intervista – GIANLUCA LAURENTI RACCONTA SE STESSO

Immagine tratta da www.rovigooggi.it

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Gianluca Laurenti, attaccante classe ’90 in forza al Delta Porto Tolle (formazione di Seconda Divisione) si racconta, in esclusiva per Autogol al Novantesimo, con grande semplicità, disponibilità, saggezza e chiarezza di idee, su tutte le domande a lui poste. Ecco le sue parole.

Gianluca Laurenti, come sta andando questa stagione?
Questa stagione, dopo un periodo iniziale tutto sommato buono, ci ha visti sprofondare nella parte bassa della classifica in virtù del solo punto fatto in 6 giornate. Ci sono state scelte dolorose come il cambio di allenatore, che ha comunque dato i suoi frutti. Ora veniamo da 8 risultati utili consecutivi e siamo riusciti ad agganciarci ai playout

Quali sono i vostri obbiettivi?
Il nostro obbiettivo è quello di raggiungere la Lega Pro unica; sappiamo di avere i mezzi per farlo e ce la metteremo tutta, fino alla fine. Da tanti veniamo considerati già spacciati e, delle volte, nemmeno considerati per la lotta-salvezza, ma questa è una cosa che ci carica ancora di più; la classifica si guarda alla fine

Sentite la pressione, voi giocatori, di portare a compimento un campionato fin ora difficile, nel migliore dei modi?
Più che pressione, direi che c’è tanta voglia di raggiungere un obbiettivo che fino a qualche mese fa sembrava impossibile. Abbiamo la gente del nostro paese che ci segue ovunque e ci rende orgogliosi di lottare per questa maglia

Il Delta Porto Tolle, è al suo esordio in Lega Pro. Quanto è stato difficile “muovere i primi passi” in una competizione “nuova” per questa  giovane società?
Per una società che viene dalla Serie D è sempre difficile affacciarsi al mondo dei pro, totalmente diverso sotto tutti i punti di vista. Quest’anno inoltre, in un campionato come la Seconda Divisione (che ritengo più competitivo rispetto alla Prima Divisione, escluse ovviamente le squadre che lottano per la B),il tutto è ancora più difficile

Si discute tanto della riforma della Lega Pro, e del famoso girone unico in progetto per la prossima stagione. Tu cosa ne pensi?
Come ho già accennato in precedenza, ritengo che sia giusta l’idea di una Lega Pro unica, in quanto tante società finite tra i pro  non sono in grado di gestire un’intera stagione sotto diversi aspetti, economici principalmente; quindi credo che per risanare il difficile momento che sta vivendo il calcio italiano, sia una riforma giusta. Al contrario avrei gestito diversamente le promozioni/retrocessioni, in quanto in un campionato senza retrocessioni [la Prima Divisione in questa stagione non prevede retrocessioni] gli stimoli rischiano di venire a mancare dopo poche partite e il campionato rischia di essere un po’ falsato

La Lega Pro, ultimamente, sta attirando sempre più interesse da parte dei media; sono molte, infatti, le rubriche riguardanti i campionati di Lega Pro, che sono nate negli ultimi tempi. Secondo te, a cosa è dovuta questo improvviso interesse?
Questo interesse credo sia dovuto soprattutto al fatto che tanti talenti negli ultimi anni siano usciti proprio dalla Lega Pro (vedi Verratti, Insigne ecc) ed anche al fatto che ci sono piazze importanti che attirano attenzione

Torniamo a parlare di te. Come ti trovi a Porto Tolle?
A Porto Tolle sto veramente bene; ho trovato fin da subito gente splendida, si può lavorare bene, e in un piccolo paese, riuscire in un impresa come la salvezza ti da doppia soddisfazione

Come mai hai scelto proprio questa città?
Venivo da annate travagliate a livello di sicurezze societarie; il Delta sotto questo aspetto, invece, è da lodare; in più sono stati i primi che mi hanno cercato con insistenza e convinzione. Per un giocatore, sentirsi apprezzati è fondamentale.

Rifaresti la stessa scelta?
La rifarei sicuramente; se poi riuscissimo a salvarci, tornando indietro di firme ne metterei 2, non una [sorride]

Come sta andando la tua stagione, dal punto di vista personale?
Personalmente non sono partito benissimo. Sono stato fermato da qualche infortunio e non ho completato la preparazione in modo ottimale; questo problema, poi, me lo sono portato dietro per il primo periodo. Ora sta andando meglio e spero di poter dare il mio contributo per la parte finale di stagione.

Parliamo del tuo “passato”. Come e quando hai iniziato a giocare a calcio?
Ho  iniziato a giocare all’età di 8 anni. Ho mosso i primi calci in un paese vicino casa mia, nello Sporting Ambrogio. Poi a 10 anni sono passato alla Spal, dove sono cresciuto e ho fatto tutta la trafila delle giovanili fino a esordire in prima squadra

C’è un evento specifico che ricordi con particolare piacere? Per esempio qualche aneddoto simpatico accaduto con qualche tuo ex compagno.
Aneddoti particolari ce ne sono diversi. Ricordo quando in Coppa Italia con la SPAL riuscimmo a passare il turno fino ad arrivare a giocare al Barbera di Palermo; io avevo quasi 18 anni e quello stadio l’avevo visto solo in tv. Fino a quel momento le partite  precedenti  del precampionato le avevo giocate tutte, ma quella mi sembrava un po’ troppo per un giovane come me che si stava affacciando al mondo dei pro. Appena arriviamo allo stadio un mio compagno si avvicinò e mi disse che aveva sognato un mio gol; io mi misi a ridere e tutto finì lì. In seguito il mister diede la formazione ed io guardando la lista della panchina, vidi che non c’era il mio nome. Subito pensai di essere stato mandato in tribuna, come i miei coetanei, invece alzando lo sguardo sul foglio dei titolari vidi che ero in campo con la  7. L’ansia mi partì all’istante, poi però passò La partita iniziò e dopo 20 minuti misi una palla in mezzo all’area, che non toccò nessuno; la palla finì in rete. Da lì in poi ho sempre chiesto, prima di ogni partita, al mio compagno cosa avesse sognato la sera prima [sorride]

Qual è stato, fino a questo momento della tua carriera, quello che reputi il “momento più bello” vissuto in un campo?
Diciamo che fino a questo momento, la mia carriera mi ha regalato più dolori che gioie. Tranne la scorsa stagione, dove sono arrivato in doppia cifra, non sono mai stato un goleador. Comunque, se dovessi scegliere un ricordo in particolare,  ricordo il primo gol al Mazza nella sfida salvezza contro il Foligno; segnai il gol del vantaggio a 20’ dalla fine.  Corsi sotto la curva arrampicandomi sulla grata, non mi accorsi nemmeno della presenza in fondo di spigoli appuntiti; me ne resi conto mentre torno a centrocampo quando mi accorsi di avere un taglio enorme sul palmo della mano, perché sentivo gocciolare la mano. Cosa non fa l’adrenalina

Delle esperienze passate, ce n’è qualcuna che ti ha dato qualcosa in più?
Direi che la prima esperienza fuori casa mi è stata molto utile; mi ha fatto maturare sotto tutti i punti di vista. Lasciar casa non è mai facile e ti forma molto, sia come uomo che come giocatore.

C’è qualche addetto ai lavori, calciatore, allenatore, che ricordi con particolare piacere?
Ricordo con piacere la maggior parte dei compagni che ho avuto; ti faccio qualche nome perché prima che essere calciatori fortissimi sono persone fantastiche: Marco Zamboni, il difensore più forte che io abbia visto giocare, Giacomo Cipriani , Vlado Smit, Davide Marchini, Luca Castiglia; avrei una lista infinita. Mentre,  mi sento di ringraziare Stefano Vecchi,  attuale allenatore del Carpi, perché 3 anni fa venivo da 6 difficili mesi a Mezzocorona, e tornato alla Spal dal prestito, lui ha fatto sì che rimanessi in squadra, dandomi subito la massima fiducia. Mi ha fatto capire cosa significa veramente lottare per un obbiettivo, mi ha formato come calciatore ed ha creduto  in me fin dall’inizio; non posso essergliene che grato. Vedrete, arriverà in alto, ne sono sicuro.

Una sezione di “Autogol al Novantesimo”, è dedicata a tutte le formazioni ideali, i Dream Teams, messi insieme dai vari intervistati. Quale sarebbe, se tu fossi un allenatore, la tua formazione ideale? Puoi scegliere giocatori contemporanei e del passato.
Buffon, Dani Alves, Thiago Silva, Dante, Marcelo, Pirlo, Iniesta, Zidane, C. Ronaldo, Ibra, Ronaldo

Dove ti vedi tra 5 anni?
Tra 5 anni mi vedo,  salvo infortuni, a giocare a calcio; incrocio le dita [sorride]

"Con stima ed affetto ad Autogol al Novantesimo, Gianluca Laurenti"

“Con stima ed affetto ad Autogol al Novantesimo, Gianluca Laurenti”

Autogol al Novantesimo

di Rocco Lucio Bergantino

AG90

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