Intervista – PER AG90, GIUSEPPE SICURELLA

Sicurella

Nell’immagine,Giuseppe Sicurella in una intervista del 30/12/2013

Centrocampista classe ’94, in forza al Foggia, Giuseppe Sicurella si racconta in questa ampia intervista. Il calciatore nato a Mazara del Vallo (TP), parla della sua esperienza foggiana e ci racconta alcuni “punti salienti” della propria vita calcistica  e non.

Giuseppe Sicurella, come sta andando la stagione attuale?
La stagione attuale sta andando molto bene sia personalmente sia a livello di squadra.
Personalmente perché ho già fatto un bel po’ di presenze e per un 94 in un girone così difficile non è una cosa semplice; a livello di squadra perchè non siamo terzi per caso ma è frutto di un duro lavoro

Sei arrivato a Foggia un anno dopo il fallimento e la rifondazione della società. In città si respira ancora un’aria malinconica o i brutti momenti passati sono un lontano ricordo?
In città si respira un’aria positiva, un’aria di rivincita. I tifosi stanno sognando insieme a noi di ritornare nel calcio che conta

Come mai hai scelto proprio Foggia?
Avevo altre richieste anche se poco concrete ma ho deciso di venire a Foggia sia per la storia di questa società ma anche per la serietà delle persone che ci lavorano

Rifaresti la stessa scelta?
Rifarei la stessa scelta altre 1000 volte

Cosa pensi della riforma della Lega Pro, del famoso “girone unico” previsto dalla prossima stagione?
La riforma è stata sia una cosa positiva perché comunque si alza il livello del campionato e quindi sarà molto divertente, ma nello stesso tempo negativa perché  molti giocatori saranno costretti a scendere di categoria non potendo trovare squadra

Nelle ultime stagioni, si sono accesi i riflettori sulla Lega Pro, la quale è sempre più seguita dai media con numerose rubriche di approfondimento a riguardo.
Da cosa pensi che sia determinato questo crescente interesse?
Questo grande interessamento dei media è determinato dal fatto che in Lega Pro militano calciatori molto interessanti e giovani che possono ambire a giocare in categorie superiori.

Durante le partite di Prima e Seconda Divisione, è quasi normale assistere a tribune gremite sia negli stadi più piccoli, che in quelli più grandi (la tifoseria foggiana è una della più calde della Lega Pro). Che atmosfera c’è in campo durante le partite?
Durante le partite l’atmosfera sugli spalti è molto calda anche perché i tifosi sono una marcia in più per chi scende in campo specialmente qui a Foggia. I tifosi foggiani infatti sono il dodicesimo uomo in campo; quando giochiamo allo Zaccheria abbiamo una spinta in più per fare bene

Il Foggia ha un passato importante. Pensi che possa tornare ad alti livelli in “breve” tempo?
Il Foggia potrà sicuramente tornare a livelli importanti; i tifosi foggiano lo meritano veramente.

Parliamo un po’ di te. Quando e come hai iniziato a giocare a calcio?
Ho iniziato a giocare a calcio all’età di tre anni grazie a mio padre che fin da piccolo mi ha buttato in mezzo ai campi da gioco. In famiglia si è sempre parlato di calcio avendo i miei cugini e lo stesso mio padre che giocavano a calcio in categorie inferiori.

Qual è stata la tua prima squadra?
Ho iniziato nell’Aurora Mazara e da lì non mi sono più fermato

A quale, delle tue esperienze passate, sei particolarmente legato?
Sono legato particolarmente all’esordio che ho fatto in D all’età di quindici anni. È stata la prima volta che mi sono confrontato con gente molto più grande di me.
Per questa esperienza devo ringraziare molto mister Giovanni Iacono

C’è un giocatore a cui ti ispiri in particolar modo?
Il giocatore a cui mi ispiro è Daniele De Rossi. Da sempre è stato il mio idolo. Un mix di grinta tenacia e grande umiltà

A quale giocatore (di Serie A o di qualche altro campionato europeo), invece, pensi di somigliare di più?
Mi hanno sempre detto di somigliare a Nocerino del Milan, forse per la corsa e la grinta che mettiamo in campo

Con qual compagno hai stretto di più in questa prima parte dell’avventura foggiana?
Il gruppo è molto unito; ho stretto molto con tutti ma se dovessi fare un nome direi Savarise, sia perché viviamo nella stessa casa sia perché siamo coetanei

In quale squadra sogni di giocare?
Il mio sogno è di indossare la maglia dell’Inter, squadra per cui tifo

Da quale allenatore vorresti essere allenato?
Antonio Conte, perché  in lui vedo grande umiltà e grande cultura del lavoro, al di là delle qualità tecniche e tattiche

A quale campione sogni, un giorno, di passar la palla e giocarci fianco a fianco?
Sempre Daniele De Rossi, il mio idolo

Giocare a calcio è sicuramente il sogno di qualsiasi bambino. Ma quanto è stato difficile farlo diventare un “Lavoro”?
Far diventare il calcio un lavoro è una cosa molto difficile, ci vuole tempo, voglia, pazienza ma soprattutto caparbietà e grandi sacrifici. Non è facile vivere lontani da casa senza famiglia senza amici. È una sfida continua.

Hai mai pensato di lasciare questa strada?
Qualche volta ho pensato di lasciare questa strada specialmente l’anno nel quale il Lecce mi ha dato in prestito e sono dovuto andare in eccellenza a giocare, ma grazie all’aiuto della mia famiglia, in modo particolare grazie all’aiuto di mio padre, ho sempre stretto i denti e sono riuscito ad alzare la testa rimboccarmi le maniche e ad andare avanti.

C’è qualcuno che devi ringraziare in particolar modo per essere arrivato fino qui?
Vorrei ringraziare l’ex direttore sportivo del settore giovanile del Lecce, odierno allenatore del Bari, Roberto Alberti che è stato il primo a proiettarmi nel calcio professionistico, e poi vorrei ringraziare la mia famiglia e la mia ragazza che stanno facendo tanti sacrifici per far sì che il mio sogno si possa coronare

Dove ti vedi tra 5 anni?
Tra cinque anni non so dove mi vedo, sono molto scettico; spero di ritrovarmi nel calcio che conta chissà magari proprio con la maglia del Foggia

Grazie Giuseppe, e in bocca al lupo.
Crepi il lupo. Grazie a voi.

"Ad Autogol al Novantesimo, con affetto Giuseppe Sicurella"

“Ad Autogol al Novantesimo, con affetto Giuseppe Sicurella”

Autogol al Novantesimo

di Rocco Lucio Bergantino

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