Serie A – LA PANCHINA LUNGA COME FATTORE: “ROMA A” E “ROMA B”

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Immagine tratta da www.canaleroma.it

Immagine tratta da www.canaleroma.it

Panchina lunga; questo sembra essere l’assunto base della politica giallorossa.
Da quando Sabatini riveste il ruolo di DS giallorosso, ha sempre cercato di creare una squadra che avesse non solo 11 titolari competitivi, ma anche delle “seconde linee” altrettanto affidabili.
Quest’anno la politica della “panchina lunga” giallorossa, sembra aver raggiunto la sua massima determinazione.
Più che di panchina lunga,  per quel che riguarda la rosa giallorossa di questa stagione, si può parlare di due squadre vere e proprie.

Infatti, provando a metter su due formazioni una indipendente dall’altra, emerge che entrambe sono competitive molto più di tante squadre del nostro campionato.

Partiamo dalla formazione collaudata, quella che, salvo piccole variazioni, può essere considerata la formazione titolare.

Roma ASuperfluo risulterebbe dilungarsi sul talento e sul grande peso tecnico-tattico di questi ragazzi; ognuno di loro sta contribuendo a rendere questa stagione giallorossa “quasi” perfetta.
De Sanctis una saracinesca con soli 10 reti subite, Maicon e Balzaretti sulle fasce sono una sicurezza, Castan e Benatia un muro invalicabile; il centrocampo è sicuramente il punto forte della squadra di Rudi Garcia, con 3 elementi i quali si completano a vicenda andando a creare un mix di qualità, quantità, cattiveria agonistica ed acume tattico.
In attacco, Gervinho ha conquistato tutti, Ljajic forse è quello che più degli altri deve ancora dimostrare qualcosa, e Totti… di Totti non serve dir gran che.

Roma BMa eccola la grande forza della Roma in questa stagione.
Andando analizzare la rosa giallorossa, infatti, emerge che, come affermato precedentemente, è possibili schierare una seconda formazione altrettanto competitiva con quelle che dovrebbero essere le “riserve”. Andiamo con ordine.

Bogdan Lobont, portiere di grande esperienza (con più di 330 presenze in carriera), è una sicurezza, il secondo portiere che ogni allenatore vorrebbe avere. Ogni qual volta è stato chiamato in causa, ha sempre svolto il suo ruolo con esperienza e diligenza.
La coppia di centrali è composta da due giocatori che sono agli opposti, per quel che riguarda le proprie carriere; Nicolas Burdisso, ormai un veterano del nostro calcio, arrivato a Roma dall’Inter per essere il punto fermo della difesa giallorossa e Tin Jedvaj, arrivato in estate dalla Dinamo Zagabria (bacino di talenti croati) con un bagaglio carico di aspettative,e sul quale sono poste le speranze della dirigenza e dei tifosi, i quali sperano in un “Marquinhos Bis”.Sugli esterni, il giovane Dodo (il quale ha attirato le attenzioni di importanti club europei, come il Tottenham di Baldini) e il greco Vasilis Torosidis, sembrano in grado di poter garatinre quantità e qualità degne dei colori che indossano.

Il centrocampo, seppur non ai livelli del trio delle meraviglie Kevin-Daniele-Miralem, è composto da giocatori di ottimo livello. Il duttile Marquinho, il possente Bradley ed il nuovo arrivato Nainggolan, sono “ricambi” di primissima fascia.

Anche l’attacco non è da meno. Il trio avanzato (un trio da quasi 150 gol totali, sommando i gol segnati dai 3 nelle loro carriere) presenta una punta di peso ed esperienza come Borriello, utile nelle partite in cui c’è il bisogno di un “animale d’aria”, un attaccante come Destro, quasi “atipico” se si prende in considerazione il fatto che è un punta centrale che può ricoprire anche il ruolo di esterno d’attacco all’occorrenza, e Alessandro Florenzi, inventato attaccante da Rudi Garcia, ma che tanto bene sta facendo (e che è forse il meno “riserva” di tutti, calcolando il fatto che è sempre in ballottaggio con Ljajic, e molto spesso è stato preferito lui all’ex Viola).

Due formazioni di primissimo livello, le quali fanno comprendere la grande forza della formazione capitolina; più che di “panchina lunga”, si può parlare di Roma A e Roma B. Sembra proprio che la formazione capitolina, in questa stagione, abbia fatto il tanto bramato “salto di qualità”.

Autogol al Novantesimo

di Rocco Lucio Bergantino

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