Serie A – L’ETERNA GIOVINEZZA DI LUCA TONI

Immagine tratta da urbanpost.it

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6 reti ed 8 assist in 16 partite tra campionato e Coppa Italia; sono i numeri di un “giovane ragazzo agli inizi della propria carriera”; un ragazzo che di ruolo fa l’attaccante; un ragazzone alto quasi 2 metri (193 cm); un ragazzo classe ’77, di “soli” 36 anni; un ragazzo di nome Luca Toni.
No, non stiamo delirando; la stagione che Luca Toni sta disputando, infatti, può essere definita sicuramente, senza passar per scontati, come la sua “seconda giovinezza”.

Sono passati più di 13 anni da quel lontano 1 Ottobre 2000, quando un Toni 23enne esordiva in Serie A con la maglia biancorossa del Vicenza (in una partita persa per 2 a 0 contro il Milan).
Quel 1° Ottobre fu l’inizio della sua esperienza nella massima serie; tuttavia la sua carriera era iniziata già da qualche stagione.

Cresciuto nelle giovanili del Modena, infatti, Luca Toni prima di vestire la maglia vicentina, tra il 1996 ed il 2000 ha indossato le casacche di Empoli, Fiorenzuola, Lodigiani e Treviso.
Dal suo esordio in Serie A, la sua carriera è stato un progressivo crescendo.
Dopo aver trovato qualche difficoltà con la maglia delle rondinelle del Brescia subito dopo l’esperienza col Vicenza (con la quale comunque totalizzò 15 reti in 44 presenze), Luca fece la scelta che gli cambiò la carriera ed anche la vita: scendere di categoria per andare al Palermo.
Da quel momento, la carriera di Luca Toni, è stata costellata di soddisfazioni di squadra e personali.
Dal record di gol in Serie B nella sua prima stagione a Palermo (record di cui Toni è ancora titolare, con 30 reti),  al titolo di capocannoniere nel campionato 2005/2006 grazie alle 31 reti segnate con la Fiorentina, ai trofei vinti col Bayern, alla Scarpa d’oro vinta sempre nella stagione 2006, alla vittoria del Mondiale ancora nell’anno più prolifico di soddisfazioni per lui, ossia il 2006.

“Luca Toni, peperoni” cantavano i tifosi tedeschi, quando a metterla d’entro era il loro beniamino italiano.
Amato in ogni squadra dove ha giocato, Luca Toni ha sicuramente lasciato un ottimo ricordo in tutte le piazze da lui calcate, e viceversa.
Modena, Empoli, Fiorenzuola, Lodigiani, Treviso, Vicenza, Brescia, Palermo, Fiorentina, Bayern Monaco, Roma, Genoa, Juventus, Al-Nasr ed ora Verona; una lista di 15 squadre, ognuna della quali ha contribuito a rendere unica, la carriera di Luca Toni.

Dopo parecchi anni passati a segnare reti in tutta Europa, la sua carriera sembrava volgere al termine quando, nel Gennaio 2012, prese la decisione di andare a giocare negli Emirati Arabi con l’Al-Nasr (dopo l’esperienza non troppo felice con la Juventus); 14 presenze e 7 reti nei 6 mesi passati negli Emirati.
La sua “parentesi estera” però durò ben poco.

Il 31 Agosto 2012,infatti, Luca Toni fa il suo ritorno alla Fiorentina.
Accolto con gran gioia dai tifosi viola (tuttavia con la consapevolezza di non potersi trovare di fronte, per ovvi motivi anagrafici, lo stesso giocatore che aveva fatto impazzire la Fiesole, qualche anno prima) Toni ha saputo dire la sua quando chiamato in causa; 8, infatti, le reti in 28 presenze nella scorsa stagione.

Il tempo scorre, gli anni passano, ma Toni ha sempre dimostrato la voglia di fare e di mettersi in gioco di un ragazzino.
Sono queste caratteristiche, più uniche che rare, che hanno portato il Verona a puntare su di lui.
“E’ andato a Verona a riscaldare la panchina” dicevano gli scettici; mai previsione fu più sbagliata.
Non solo Toni le ha giocate quasi tutte, ma è anche uno dei punti fermi di questo “Verona dei sogni”.
In mezzo ai “giovani pestiferi” (Jorginho, Iturbe & co.) Luca Toni è tornato giovane anch’egli (se mai avesse iniziato ad “invecchiare”).
La foga agonistica, gli occhi fissi su quella palla che rotola in mezzo al campo, la voglia di metterla dentro e di aiutare i compagni, sono i medesimi di quel 1° Ottobre 2000, quando un ragazzone con la maglia numero 30, si affacciava per la prima volta nel grande calcio.

I numeri parlano di 566 presenze e 259 reti siglate in carriera; numeri destinati a salire, c’è da giurarci.

Autogol al Novantesimo

di Rocco Lucio Bergantino

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