Serie A – OLTRE IL LIMITE…DI VELOCITA’; GERVAIS YAO KOUASSI, GERVINHO

Immagine tratta da www.ilmessaggero.it

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Gervais Yao Kouassi, o semplicemente Gervinho, è il nuovo idolo incontrastato (Totti a parte) dei tifosi giallorossi.

Arrivato in estate per volere del neo tecnico Rudi Garcia (che con lui tanto bene aveva fatto al Lille con quasi 40 reti in due stagioni), l’attaccante ivoriano classe ’87 non è stato accolto nella capitale come un gran colpo di mercato, tutt’altro.
Le sue 11 reti in 63 presenze con l’Arsenal, tra il 2011 ed il 2013, hanno fatto “storcere” il naso a moltissimi dei supporters della squadra giallorossa.
“Il solito bidone”, “questo non marca neanche con la penna”, “è solo veloce, poi niente più” erano solo alcune delle impietose descrizioni fatte dai tifosi romanisti (e non solo), del giocatore ivoriano.

Dapprima soprannominato “Er tendina” per la curiosa acconciatura, Gervinho ha saputo smentire il foltissimo novero degli scettici.
Le sue prestazioni fino a questo momento, sono state caratterizzate da un mix di qualità e quantità.
I limiti ci sono (come per qualsiasi calciatore), ma i pregi sono moltissimi e quei poi che gli venivano anche precedentemente riconosciuti (la velocità), più che caratteristiche positive, sono veri e propri colpi devastanti.
A tal proposito, il suo soprannome non è più lo scherzoso “Er Tendina”, ma la “Freccia Nera”. Mai soprannome fu più azzeccato; Gervinho, infatti, quando parte va come un treno; irraggiungibile per qualsiasi difensore.

Tutti sapevano fosse veloce, ma nessuno immaginava che questa caratteristica potesse risultare così devastante.
Veloce con palla al piede, veloce negli inserimenti centrali, dalla fascia verso il centro del campo e viceversa, Gervinho è la vera arma in più della Roma. Con Gervinho dalla propria parte, spaccare in due le difese avversarie risulta più “facile”.

A questa sua grande facilità di corsa, Gervais Yao Kouassi aggiunge una “inaspettata” dimestichezza con il dribbling; in mezzo a due, sotto le gambe, in mezzo a tre, uno contro uno, lui è in grado di far passare la palla quasi in ogni caso.
Le difese avversarie, prima di ogni partita, studiano i modi per fermare la “freccia nera” romanista, ma ogni tentativo appare vano.
Persino Cuadrado, anche lui risaputo “corridore”, ha dovuto inchinarsi (nell’ultimo incontro disputato tra Roma e Fiorentina) al cospetto di sua maestà “Gerva”.

Tuttavia, come detto, i limiti ci sono.
La cattiveria sotto porta, infatti, appare la lacuna più “grave” per il calciatore ivoriano; tuttavia anche in questo aspetto, Gervinho sembra essere migliorato molto, e non vediamo il motivo per cui, a 26 anni, non debba continuarlo a fare.

Sono 3 le reti e 4 gli assist in 11 partite fino ad adesso, oltre i tanti chilometri percorsi in campo.
Una cosa è certa, tutti questi numeri, se continua così, sono destinati ad aumentare vertiginosamente.

Autogol al Novantesimo

di Rocco Lucio Bergantino

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